via dei tigli Archive

live @ palafitte 2011

nuovo appuntamento musicale sotto le palafitte di San Bartolomeo !!


programma:

- coro “Wild Voices” – canti dal mondo

- “Quei de san bortol” in concerto (ex La fine del mondo, ex The Tubbs)

- Alchimia in concerto


Martedì 7 giugno – ore 20.30

via dei Tigli – San Bartolomeo
Trento

A cura di Circoscrizione Oltrefersina e in collaborazione con Portobeseno e Opera Universitaria

live @ palafitte > 7 giugno 2011

http://livememories.jurka.net/

circoscrizione_oltrefersina@comune.trento.it
mob 340 555 45 16

In distruzione @ Trento Film Festival

Trento Film Festival (28 aprile – 8 maggio)
Sezione Orizzonti Vicini

Cinema Modena – Sala 2
martedì 3 maggio · 21.30

Immagine anteprima YouTube

In distruzione
di Luigi Pepe e Eugenio Maria Russo, 39′
A Trento c’è un quartiere che ha due facce e due grafie: San Bartolameo/San Bartolomeo. Se si parla di San Bartolameo si intende il nuovissimo studentato dell’Opera Universitaria di Trento. San Bartolomeo indica invece la parte più vecchia del quartiere, costituita da case popolari costruite nel secondo dopoguerra e chiamate comunemente “palafitte” per la loro struttura a piloni. Oggi le palafitte sono disabitate, perché il Comune ha deciso di abbatterle, a favore di un nuovo progetto urbanistico. L’incertezza per il futuro del quartiere nelle voci degli ex abitanti delle palafitte, l’incertezza per il proprio futuro nelle voci degli studenti, arrivati a Trento per iniziare a costruirsene uno, lontano dalla famiglia e dagli amici di sempre.

l’evento su Facebook

live@palafitte

Immagine anteprima YouTube

the Tubbs – live@palafitte

martedì 21 settembre 2010

scheda evento

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SAN-BA-TREKKING

QUATTRO PASSI E DUE RISATE
ALLA SCOPERTA DEL VICINO DI CASA

con Nicola Sordo

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SAN-BA-TREKKING

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Domenica 5 dicembre, dalle 14 alle 17

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Un percorso comico per scoprire la memoria e il presente del quartiere San Bartolomeo che si è concluso allo studentato universitario.

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dov'è il quartiere San Bartolomeo ?

l'installazione di Trento ASA

SAN-BA-TREKKING

ciao studentato !

SAN-BA-TREKKING
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in collaborazione con
Circoscrizione Oltrefersina
Opera Universitaria
Fondazione Cassa Risparmio Trento e Rovereto
Circolo ACLI San Bartolomeo
Circolo Fogolar Friulan
Residenza Anziani San Bartolomeo
Sanbaradio
Portobeseno
Trento ASA

gruppo Facebook “San Bartolomeo”

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archivio fotografico:

photoset di Portobeseno

photoset di Enrico Pretto

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facebook : san bortol

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installazione fotografica web-project
a cura di TrentoASA
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Via dei Tigli, quartiere di San Bartolomeo
Trento
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L’installazione propone fotografie e testi tratti dal social network Facebook, in particolare dal gruppo San Bartolomeo, ricordi innocenti non solo reati.

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Facebook: San Bortol

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Le immagini e i testi sono stati pubblicati sulla facciata di una delle “palafitte”, edifici prossimi alla demolizione per far spazio ad un nuovo quartiere residenziale di Trento.
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L’associazione TrentoASA ringrazia tutte le persone che hanno collaborato all’iniziativa.
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archivio fotografico del progetto
facebook : san bortol

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Facebook: San Bortol
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Sulle mura esterne dell’edificio di via Olmi 4 nel quartiere San Bartolomeo (l’edificio sarà abbattuto nel 2011 per far posto alla nuovo progetto urbanistico previsto per il quartiere) sono state applicate 20 ritratti fotografici e 20 testi raccolti sul social network Facebook e aventi come soggetto fotografie dei profili e testi scritti riferiti agli ex-abitanti del quartiere.

Durante il mese di Novembre sono stati contattati alcuni utenti Facebook che avevano aderito al gruppo dedicato al quartiere e che risultavano ex-abitanti di via degli Olmi e via Tigli. Le persone contattate sono state invitate a scrivere un testo di memorie dedicate al quartiere e hanno rilasciato l’autorizzazione alla stampa e pubblicazione della propria immagine di profilo visibile su Facebook per essere utilizzata nell’installazione.

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leggi i testi pubblicati, scarica il documento (*.pdf)

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SPIAZAROI e MOTORI

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Con il sopraggiungere della primavera, arrivava la stagione delle biciclette per i più piccoli… e dei motorini… per i più “spizaroi”.
All’epoca dei fatti che vi sto raccontando io ero ancora nella fase delle bici. Ma persone come “il Rigel” e altri smanettavano già tra caballero 50cc. Beta50 , e Simonini motore sachs … ( un mostro).
C’erano dai vecchi modelli di carburatori da 19 con filtro a tromba, ai 28 e 35 da paura! Logico: i collettori tutti fresati , i getti del carburatore sostituiti , anche i cilindri si fresavano … lavori degni di un’alta scuola. Impennare e stare in equilibrio come “Pino dei palazzi” davanti alla pula , era il Bonus massimo. Per ora io ricordo l’episodio più simpatico di quelli che ho visto … ma sarebbe il “Rigel” che dovrebbe raccontare delle scorribande in motorino da cross, ne sa più di me! Io ricordo un episodio in particolare e solo uno dei protagonisti, che era anche “ospite” molto discusso. Era del quartiere di Madonna Bianca e si chiamava Enrico, ma avendo una spiccata passione delle spiazarolade con quella del motorino, in san Bartolomeo, trovava amici e seguaci…
Truccava il motore in modo templare… aveva un cavallo sotto, ed essendo molto grande lo maneggiava con disinvoltura. Quella volta ne aveva uno colore “verde schifo scuro” un pò lucido o metallizzato…
I vigigli abbandonate le vecchie FIAT 124/5 e prima delle FIAT Ritmo , erano stati forniti delle FIAT 500 con quel colore dissenteria tra giallo scuro e verde giallo avariato…
Devo dire che prima si doveva correre per scappare dalle pattuglie … ora era solo una scorribanda veloce tra le vie Tigli e Robinie, nella zona più bene (via Olmi) non erano cosi pesanti i contrasti, con le forze dell’ordine. I vigili erano ripiegati come origami da aprire, nelle piccole Fiat 500 (nessuno le comprava più e lo stato aveva sistemato i fondi di magazzino della FIAT) la grande Italia assomigliava a una certa San Bartolomeo.

Quel giorno fu Enrico a dar spettacolo e i vigili a far da spalla. Corsero per le vie per i soliti 10/15 minuti e stavolta fu Enrico che riusci a doppiare la piccola pattuglia e quando si trovò a fianco della FIAT 500 impennò con la sigaretta in bocca e i soliti zoccoli ai piedi seminando i vigili come se fossero tartaruge, gridando : “Ciao , vago a Magnar”, e via…..

Non riesco a capire questi inseguimenti a tutto gas per le vie di un rione popolare, pieno di bimbi e famiglie, che metteva solo a rischio i residenti, bastava andassero a casa di Enrico e lo aspettassero… oggi ci sarebbe il cellulare e basterebbe convocarlo, invece i Vigili sapevano nomi cognomi, e residenze di tutti! in quegl’anni si entrava nell’anonimato solo per la guerra terroristica.

Ora molti di quei vigili staranno chiudendo la carriera o sono in pensione … e mi chiedo : “potrebbero chiedere un’indennizzo per lo stress subito in quelle pazze corse!? per poi essere lasciati indietro da uno dei tanti “spiazaroi”….e quindi stress accumulato… ma chi pagherebbe San Bortol???… non fatemi ridere ! Ciaooooo

(anonimaspiazarolade)

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Quando ” EL RIGEL” ARRIVAVA  spettacolo gratis per tutti e tutti facevano il tifo per Roberto …

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QUANDO L' IKEA NON C'ERA.

Quando l’ Ikea non c’era… A San Bartolomeo era un pullulare di commercio, il piccolo quartiere era popolato!!!! L’ENTE CONSUMI, IL PANE, IL DARIO de la verdura, la Bruna (parrucchiera), la macelleria, l’altro negozio panetteria, el tabachin, el Renzo de la verdura, EL PEGORARO, le “mode” ADRIANA e il bar Dimitri, poi divenuto Loris (Pasquali); tralascio via Olmi e vi parlerò del perché nella nota sottostante.

san bartolomeo quartiere di Trento

Il bar “Mirko”, poi “Daniela” ed ora “Flambart” è arrivato dopo, ma con tutte le carte in regola per San Bartolomeo, i primi due proprietari, dopo un periodo, vennero arrestati: stampavano soldi in cantina del bar. Non ricordo molte disapprovazioni per la coppia, ricordo che molti dissero: “se ‘l saveven… en giro en cantina el feven!”, ma erano battute da tavolini del bar. I ladri di san Bartolomeo vivevano con dei “codici di comportamento”: non rubare nel tuo rione e… cerca di rubar ai ricchi. Infatti non furono nativi di san Bartolomeo a svaligiare le cantine adibite a dispensa, che per certe famiglie averle era un orgoglio: permettersi la dispensa, dopo aver passato una dura infanzia sotto la guerra. Ma sorvoliamo (reati prescritti).

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Ho sempre pensato a san Bartolomeo come un rione diviso in settori sociali, nella foto sopra vedete la prima grossa “trance” di quello che era stato costruito. A parte delle prime due case rosse e la casa della Questura che era già presente, nella foto mancano le case della gente evacuata dalle Androne di Trento, dietro le mura di piazza Fiera. Nella foto manca anche la casa della “Posta” via Tigli 8, il 34 di via Robinie e tutta via Olmi.
Via Tigli e via Robinie erano delimitate dalla roggia (“roza”), quasi una separazione di sicurezza… le case a sud della roggia erano tutte private, gli abitanti di via Olmi erano i nemici da sfidare a con la cerbottana (“pive”).
Gli appartamenti di via Tigli: un vero alveare! Dei buchi popolari, locali piccolissimi con famiglie erano composte da tre persone e potevano arrivare a 7 persone. Via Robinie erano già più vivibili, più metri calpestabili, credo 96 mq. Via Olmi e le altre della “posta” erano più confortevoli, il 34 di via Robinie era l’ unico dotato di porta in ferro con apriporta automatico elettrico (LE ALTRE CASE?… ERA MONTATO L’APPARATO MA NON FUNZIONAVA).
Con questo non voglio dire chi era ricco o povero, perchè alla fine ci si mescolava, ma ho sempre avuto dei sospetti su questa divisione a compartimenti.
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Credo che ognuno di noi abbia vissuto in diverso modo il rapporto con i negozianti. Io ricordo di più il Tabacchino (sali e tabacchi). Una Signora “a modo” che successivamente si spostò in un chiosco davanti al ristorante “Vecchia Trento”. Il marito lavorava come controllore sugli autobus dell’Atesina.  Un giorno salgono sull’autobus tre militari squattrinati, non avevano fatto il biglietto, ed il marito della tabaccaia, era salito … stava strigliando i tre giovanotti a dovere !
Io, allora sedicenne, intervengo e dico: “Daiiii, anche tu conosci San Bartolomeo ed il distretto!! Sono solo dei giovani militari … Lasciali stare!”. Lui si arrabbiò smisuratamente con (lui mi chiamo così) il “piccoletto”. Siamo nel periodo ‘77  in piena rivolta nervosa proletaria … quindi ho solo aggiunto: “Vuoi scendere al palazzo della Regione che facciamo i conti per il piccoletto???” Lui mi disprezzò dicendo: “Sì certo che scendo!”…eh,eh,eh … Era caduto nella trappola, sapevo che alla Regione c’erano i suoi colleghi che salivano e scendevano dagli autobus e che erano controllori anch’essi, sapevo che accettava la sfida sentendosi sicuro… Scendiamo e lo esorto a dirmi “piccoletto” ancora! Lui lo fà guardandomi dritto negli occhi dall’alto verso il basso (era più grande di mio padre). Io rispondo: “E tu sei un figlio di PU…..”. I colleghi ridevano della scena, lui s’inalbera e cerca di colpirmi con una testata…
Uno dei colpi più offensivi e finali (ti rompono il naso e si ferma tutto perchè soffri come un animale…).
Grosso errore giocare sporco con chi veniva dalla formazione di San Bartolomeo.
Mi accorgo della “tramvata” di testa e mi scosto di 30 cm. Lui abbassa la testa a portata di destro … risultato: 8 punti alla sua arcata sopraciliare, sangue dappertutto e fuga precipitosa tra le risa dei suoi collegh … ih,ih,ih il nanerottolo aveva picchiato duro! Tempo dopo ho ricevuto i complimenti anche dal figlio, che avrei conosciuto più avanti al bar “Scaletta”. Il tipo a casa aveva raccontato di esser scivolato sugli scalini dell’autobus e la moglie (quella del Tabacchino) aveva ironizzato in casa dicendo: “Avrai rotto a qualcuno di sbagliato e per il motivo sbagliato!” E giù a ridere con il figlio. Lui, il controllore, non mi ha mai denunciato pur sapendo nome ed indirizzo… forse mi dava ragione pure lui….

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Tornando a San Bartolomeo, poi nelle vicinanze c’era il Renzo della verdura … ed il “Pegoraro” IL TERRORE DI TUTTI I BAMBINI !!! Usava le macchinette per le pecore: ti rasava, non ti faceva l’acconciatura! Comodo per le famiglie, soprattutto diradava la spesa per i capelli rasandoti. Quando a casa mi dicevano : “doman te vai dal Pegoraro!!!” pensavo sempre: “Merda … ancora!!!”.

Poi ricordo il “Pane” di via Robinie… Ho anche rubato un cannolo alla crema e una di quelle fantastiche “FIAMME”. Cosa che non ho ripetuto, perchè l’Annalisa era veramente una brava ragazza  e pure quando lei si assentava, io la chiamavo “Annnnnaaaalisaaa!!!” cosi mi controllavo! Poi c’era il Dario della Verdüra (la Ü di gemüsesuppe) e l’ENTE CONSUMI di Bendinelli quello che oggi a casa mia sarebbe una “Boutique”di alimentari (infatti era chiamato con il nome generico di “Alimentari”). Quando ti affettava la “Bondola” (Mortadella), spingendo verso la lama un bella pezza … ti raggiungeva addirittura il profumo … poi quel:”zingggg…zingggg…” che ascoltavi accompagnato da una maestria nel prendere la fetta e disporla sulla carta oleata. Il Bendinelli era degno del Diploma di “Mastro” affettatore . Oggi, spesso, i salumi si comprano affettati in un’asettica busta.

Non posso far finta di niente…. C’era altra attività commerciale a San Bartolomeo: l’intrattenimento erotico. E  pure qui San Bortol era stato prolifico… c’erano almeno 4/5 esercitanti l’attività, qualcuna non originale del rione ma solo ospitata, ma comunque il settore più redditizio dopo quello del furto!

(anonimaspiazarolade)

the Tubbs live @ palafitte

immagini del concerto

live @ palafitte

di martedì 21 settembre 2010

presso il Quartiere San Bartolomeo, Viale dei Tigli – Trento

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fotografie di Stefania Endrici

tutti i diritti riservati

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fotografie di Stefania Endrici

tutti i diritti riservati

MARCELLINO … UN NOSTRADAMUS a San Bortol

Marcellino abitava al 36, arteriosclerosi e alcool avevano messo un muro tra il mondo e lui …  ma forse era solo quello che tutti credevamo. Marcellino in San Bartolomeo ci stava bene, ribelle fine alla morte. Reduce di guerra … trasandato, ma avrei voluto veder gli altri al suo posto. Marcellino aveva la sua “dolce metà” Emma. Marcellino adorava le donne galiziane … “tutte tettone” diceva. E negli anni l’ho sentito dir da altri, che in Galizia era andato per vacanze… Marcellino non credo fosse stato in “ferie volontarie” in Galizia … ma almeno era tornato vivo!

A Marcellino vanno le mie scuse e spero quelle di altri bimbi. Non tanto per le stupidate, ma per quelle volte che gli rubavamo il cappello. Condizionati dal modo di vedere Marcellino dei grandi trattavamo irrispettosi quel povero vecchio. Ok era un pochino pazzo! Per esempio quando cominciava a lamentarsi come un bimbo per il suo cappello … in quel momento capivamo che era sbagliato quello che facevamo. E c’era sempre qualcuno che riportava il cappello nelle sue mani. Lui ti sorrideva …  aveva perso tutto … aveva perso se stesso e la mente, ma il suo cappello era una cosa inseparabile per lui. Marcellino non portava rancore, aveva altro da fare nella sua confusa vita! Marcellino era un vero “spiazarol” sovversivo! Passeggiava per le vie del rione gridando a squarciagola : “PORCA ITALIA!…  PORCA ITALIA” !!!  Non vorrei sbagliarmi, ma in quei momenti tante persone erano d’accordo con il significato di quelle urla!  E al giorno d’oggi avrebbe molti “fans” in Italia!  MARCELLINO VEDEVA NEL FUTURO: “PORCA ITALIA”!!!

(anonimaspiazarolade)

LIVE @ palafitte : 21 settembre 2010

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L’evento è organizzato da Asut e Portobeseno in collaborazione con Comune di Trento – politiche giovanili, Opera Universitaria e TrentoASA. Progetto realizzato con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.

Il concerto segna l’inizio di un progetto dedicato al quartiere e allo studentato di San Bartolomeo a Trento.

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Martedì 21 settembre 2010

Ore 21

Quartiere San Bartolomeo

Viale dei Tigli – Trento

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live @ palafitte

the TUBBS + Gio_veNaLe

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Il gruppo si chiamava The TUBBS, ma i suoi componenti in questa occasione sarebbero solo due, gli altri sono single con cui si suonava nelle cantine del quartiere San Bartolomeo: qualcuno ha avuto successo altri han fatto altre strade. Il Genere ANNI 60 (Equipe 84, Rokes, Dik Dik, Beatles). Il gruppo è composto quindi dai neofiti di allora che cercavano di imitare i grandi di quegli anni inseguendo sogni e miti da “figli dei fiori”. Componenti: Claudio Rossi, Antonio Ippolito, Paolo Anesi, Sergio Girardi.

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Il gruppo di chiama Gio_veNaLe, ma è in fondo un’entità unica, non divisibile; un progetto che nasce a Berlino nel 2008 e subisce nel corso dei settecento giorni seguenti varie metamorfosi. La forma attuale vede G_NL [voce, synth, programmazioni], TH [basso, voce] e HYPERION [interactive visual]. La lingua parlata è una sorta di drum’n'bass berlinese condita di sano pop italiano, fortemente attratta dalle architetture e dagli spazi, residente per 2/3 a San Bartolomeo e legata nella sua storia recente alle atmosfere del quartiere.

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Diretta radio streaming a cura di Sanbaradio.

Durante la serata funzionerà un servizio bar e ristorazione a cura della Associazione Fiore del Gojjam.

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