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FATTO DI CRONACA ECCLATANTE : OMICIDIO !! anni ‘70 a S. Bartolomeo

Mercoledì, Giugno 23rd, 2010

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… non aspettatevi nè nomi nè cognomi tanto, voi che c’eravate, ve la ricordate ancora quella sera che ora racconterò …

Eravamo bambini…. era buio, quasi ora di andare a dormire…. anche gli ultimi irriducibili si stavano arrendendo alle urla delle madri, che dai poggioli li stavano richiamando … la mia, poi, al solito sicuramente mi aveva già chiuso fuori casa …. ah ah ah …. eravamo piccolini, pensieri non ne avevamo, figurati se ci sfiorava quello di andare a riposare … ma nemmeno nell’anticamera del cervello … ed ecco, un vociare, le urla, arrivano pattuglie, chi mormora, chi ormai grida già alla caccia all’uomo. Avevano assassinato una donna, accoltellata…. non vi faccio l’onore della cronaca, all’archivio comunale si può leggerne ogni dettaglio, ma quello che vi posso riportare, è cio che noi marmocchi, ognuno in modo diverso, visse quella nottata. Ci raggruppammo in parte, chi origliava il parlare di carabinieri e polizia, chi quello che i genitori sussurravano …. e mentre la notte incalzava, noi ci preparammo ad aggredire l’ennesima sfida del rione di San Bartolomeo … negli anni settanta, genitori, polizia, figli, era tutto un’altro rapporto che al giorno d’oggi…… si diceva (ormai la voce popolare era certa) che si fosse nascosto nel boschetto…. l’assassino era scappato armato nella campagna del baccano, e noi, che conoscevamo palmo a palmo la zona, avevamo il dovere di difendere il nostro rione, e lui, l’assassino, poteva stare certo di avere ormai le ore contate …. non avevo il permesso di toccare i coltelli, ero troppo piccola, ecco perchè andando a casa di corsa, e di nascosto da mia madre, rubai in cucina il cucchiaio di legno grande …. io ero pronta, e con me decine di altri bambini…. partimmo così, a notte fonda, per stanarlo … mia madre, che era corsa in cortile in vestaglia, per parlare con le altre donne, nemmeno se ne accorse…. ricordo il freddo di quella notte e la rabbia di non averlo scovato…

Roberta

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Spiacevoli pagine nere hanno trovato ispirazione in san Bartolomeo.
Questa era una storia che doveva finire bene, si certo una relazione extra- coniugale era molto giudicata male , ma al cuor non si comanda!
Purtoppo la donna che credeva di aver ritrovato l’amore , aveva trovato proprio l’ Orco cattivo
Quello che era un amante si era trasformato in un sadico possessivo, difficilissimo liberarsene, anche se sei stata bastonata ed abbandonata da lui in una sperduta campagna.
Ma in quegli anni anche se eri violentata e stuprata, era difficile trovar giustizia, la storia delle donne in Italia è piena a quei tempi, di donne che da accusatrici son passate ad esser accusate.
In quella calda sera , una donna , una mamma aveva deciso da tempo di troncare questa cosa sbagliata, ma l’altra parte non era d’accordo, credo fossero passate le 23:00 di sera, un uomo si presenta al quinto piano di una casa popolare di San Bartolomeo, suona … è la donna ad aprire .
Se non ricordo male, 28 i colpi di coltello a serramanico , dietro alla donna che cade esangue … le figlie.
Il tempo si mette a correre , le grida confuse dal giro scale , qualcuno dai pianerottoli vede questa figura scappare, ma richiude, impugnava ancora il coltello . L’uomo esce dal portone, le vie erano ancora popolate dai bambini più grandicelli e si allontana.
La confusione è l’unica cosa accaduta nelle susseguenti ore, l’arrivo a sirene spiegate della Polizia, la quale sapeva già di non arrivare in un quartiere molto amico, si perde nel non saper cosa fare, forse avevan paura anche loro, quasi tutta la popolazione del rione si era riversata in strada.
Poi si sa come va a finire ai grandi quando son persi: ascoltano tutto , qualche bambino dice che l’uomo si è allontato verso l’altura del boschetto alle spalle del quartiere .
La Polizia si organizza, chiama rinforzi credo anche dei pompieri per setacciare il bosco.
Degli adulti, stanchi dell ‘organizzazzione degli addetti ai lavori, sentenzia : “QUESTO È IL NOSTRO RIONE è stata ferita brutalmente una donna e madre del RIONE,  l’assassino lo scoviamo noi !”
Sembró una dichiarazione di guerra, la gente che sfugge dal controllo dei poliziotti e si arma con ogni genere di cose, dai martelli alla accette, dai bastoni ai mestoli di legno, gente dai 40 fino a scendere agli 8 anni, tutti al bosco, noi lo prendiamo prima!
Credo che sia stato meglio anche per il colpevole, non esser stato trovato da San Bartolomeo.
La donna arriva in pronto soccorso del S. Chiara, e spirando continua a ripetere il nome dell’assasino, che a quanto pare si era già allontanato, ma in auto.
Eccola la Far-west di S. Bortolameo, nessuno, ma proprio nessuno si fermó a pensare, che era assurdo che tutti, bambini compresi, andassero nel buio di un bosco a cercare un uomo che aveva appena sferrato 28 coltellate!
Certo che fu entusiasmante il Grido “IL RIONE È NOSTRO”, bello vedere che nonostante i giudizi popolari che si potevano nutrire per la relazione extra-coniugale, no! Questo non si poteva accettare! Era un San Bortolameo Cuor di Leone , ma a volte anche un po’ coglione.

anonima spiazarolade

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suoni universitari 2009

Martedì, Ffebbraio 2nd, 2010

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in attesa dell’edizione 2010 ecco la playlist dei video realizzati per l’edizione 2009 da 6intv.com

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Studentato di San Bartolameo – Trento

SUONI UNIVERSITARI 2009sommario video

in collaborazione con Opera Universitaria di Trento e Provincia Autonoma di Trento

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concorso per band emergenti rivolto a gruppi musicali o a solisti che propongano musica di propria composizione e abbiano al loro interno almeno uno studente o un dottorando iscritto all’Università degli Studi di Trento o al Conservatorio, oppure residente in provincia di Trento e iscritto in altri atenei italiani

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fotografia di Niccolò Caranti – Flickr.com

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le interviste di Sanbaradio – ascolta:

intervista al direttore artistico Roberto Keller

seconda puntata, le interviste ai protagonisti

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Progetto Fbk: la memoria al tempo di internet

Venerdì, Novembre 27th, 2009

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TRENTO – A un anno dall’avvio del progetto i gruppi di ricerca della Fondazione Bruno Kessler e delle Università di Trento e di Southampton hanno presentato oggi ai partner territoriali e alle imprese coinvolte lo sviluppo del programma su porzioni di archivi multimediali del Trentino (tra gli altri, sono stati considerati gli archivi di Vita Trentina, dell’Adige, del Consiglio Comunale di Trento, della rete sociale Jurka.net e di blog di racconti).
L’obiettivo del progetto è creare archivi di memoria collettiva, attraverso strumenti informatici in grado di integrare testi, foto, file audio e video, anche se estratti da fonti eterogenee che cambiano nel tempo
In apertura, il direttore del Centro Information Technology FBK, Paolo Traverso, ha firmato, alla presenza del presidente Andrea Zanotti, due accordi di collaborazione rispettivamente con RTTR e S.I.E., tramite i quali saranno resi disponibili i rispettivi archivi digitali per la ricerca nell’ambito del progetto.
fonte: l’Adige.it – 26/11/2009 16:20

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LiveMemories

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Guarda la slideshow della presentazione del progetto Jurka / LiveMemories

Sonet Demonstration LiveMemories 26 11 09

di Michela Ferron e Paolo Massa

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LiveMemories

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L’intero progetto di raccolta memorie del quartiere e dello studentato di San Bartolomeo è stato finanziato dall’Opera Universitaria di Trento.

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correva l’anno 2007

Martedì, Novembre 10th, 2009

apertura

La vastità dello studentato stupisce e disorienta. I lunghi corridoi, le insegne sui muri, le sale riunione e le vie che che percorrono i cortili interni sembrano delineare il formarsi di un nuovo aggregato urbano.

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guarda il set fotografico di Matteo De Stefano – Opera per il futuro 2007

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Dalla mattina fino a tutto il pomeriggio del primo di ottobre, 170 studenti  entrano nel nuovo studentato di San Bartolomeo a Trento ed iniziano a rendere viva questa nuova struttura. Il giorno più frenetico e caotico. Vengono assegnate le stanze e istruiti gli studenti sulle regole che governano lo studentato. I bagagli lasciati sulle scale, le prime domande e perplessità ed il senso di incertezza caratterizzano questo giorno. Gli operatori dell’università fanno da primi intermediari tra gli studenti e la struttura organizzativa dell’Opera … (leggi)

Giù le «Palafitte» – In viale dei Tigli avanzano le ruspe

Martedì, Luglio 21st, 2009

fonte Trentino — 03 novembre 2006   pagina 01   sezione: PRIMA  – link
immagini: archivio “quei de san Bortol”

demolizione palafitte a San Bartolomeo - archivo "quei de san Bortol"

demolizione palafitte a San Bartolomeo - archivo "quei de san Bortol"

TRENTO. Da ieri in viale dei Tigli, nel cuore del vecchio e popolare quartiere di San Bartolomeo, è cominciata la demolizione delle prime delle tredici palazzine di edilizia popolare – «le Palafitte» – che a Trento sud dovranno fare posto al nuovo quartiere progettato dall’architetto catalano Joan Busquets. Il quartiere si è svuotato: quasi tutti sono finiti nelle case Itea di Corso degli alpini e altri nella rotatoria di Madonna Bianca. L’ultima famiglia, marocchina, se n’è andata a giugno. Negli anni del boom ci abitavano 104 famiglie.

le palafitte di San Bartolomeo - archivo "quei de san Bortol"
le palafitte di San Bartolomeo – archivo “quei de san Bortol”

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Un’associazione per San Bartolomeo

Mercoledì, Giugno 17th, 2009

fonte: quotidiano Trentino — 24 marzo 2009   pagina 24   sezione: CRONACA
articolo di Sara Ravanelli

TRENTO. Oggi abitano in zone diverse della città. Ma tutti hanno trascorso la gioventù al quartiere San Bartolomeo. E lo ricordano con affetto. Ogni due anni una cena diventa l’occasione per tornare con la memoria su quelle strade, ormai irriconoscibili. L’ultima, sabato scorso all’agritur Alle Vallene. «Eravamo 130 – racconta Giorgio Decarli – ma solo perché di più il ristorante non ne poteva accogliere. In queste reunion abbiamo raccolto almeno 170 nominativi attraverso il passaparola».  Sabato sono state proiettate numerose foto, che un manipolo di nostalgici ha raccolto in un cd. Sono scorci del quartiere com’era quando era vivo, durante e dopo l’abbattimento delle cosiddette “palafitte” a partire dall’estate 2006, raccolte un po’ qui un po’ lì da chi le aveva conservate.

sabato 21 marzo 2009

sabato 21 marzo 2009

La cena si è rivelata pretesto per proporre ai vecchi coinquilini di via dei Tigli un nuovo progetto. «Siamo ancora in fase di ideazione, l’illuminazione ci è venuta non più di 15 giorni fa – puntualizza Decarli – ma, inseguendo questa nostra grande voglia di tenerci in contatto, vorremmo dare vita a un’associazione composta da tutti quelli che hanno vissuto San Bartolomeo». Un quartiere povero, definito ai suoi tempi il “Bronx” trentino, «ma tanto ricco di umanità e risorse» sottolinea Decarli. Positiva la reazione dei commensali all’idea di questa associazione, che potrebbe avere nome “Amici di San Bartolomeo” o “Spiazaroi di San Bartolomeo” e avere come logo simbolico la Madonnina che al momento adorna la prima casa del gruppo delle palafitte, da portare nella sede che si dovrà trovare. «L’obiettivo sarebbe accogliere chi ha vissuto la via e dare continuità a chi la abiterà – spiega Decarli – anche se ora come ora i progetti del Comune non sembrano mirati a volerla ripopolare. Uno studentato è frequentato da ragazzi “di passaggio”, bisognerebbe che si instaurassero lì famiglie e tanti giovani». Trasferitosi a San Bartolomeo quando ancora era troppo piccolo per ricordarlo, a soli 4 anni, Giorgio Decarli non ha però dimenticato lo stile di vivere il quartiere, ed è esattamente ciò che di quegli anni più gli manca: «Eravamo tutti poveri, ma se qualcuno aveva una briciola di più era subito pronto ad aiutare gli altri. I quartieri moderni sono diventati dei contenitori per dormire, non c’è umanità e condivisione di esperienze tra vicini. I ragazzi non fanno più comunella nei cortili, non ci si conosce e gli stranieri non si integrano perché vengono da subito guardati con diffidenza. Vorremmo che fosse tutto come una volta».