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CUORE TRENTINO

Sembra una sera sfortunata: negli spazi comuni non ci sono stranieri, nelle camere ci sono pochi studenti e chi ci apre non ha tempo per un’intervista.

Curitiba con i suoi palazzi, vista dall'alto. - Fonte: blogspot.net

Inaspettatamente la situazione si evolve.

Incontriamo Diego, un ragazzo brasiliano che, inizialmente, declina l’invito a raccontarci la propria storia perché ritiene di essere “troppo italiano”.
Nato a Londrina e residente dall’età di 17 anni a Curitiba, (entrambe nello stato del Paranà), da genitori con origini veronesi e trentine, è arrivato in Italia grazie alla Trentini nel Mondo per seguire i corsi della Scuola Studi Internazionali.
La partecipazione al programma ha comportato, per lo studente, il superamento di un esame scritto di italiano. Inoltre, Diego, ha dovuto dimostrare che i suoi avi hanno lasciato il Trentino quando questo faceva parte dell’Impero austro-ungarico, cioè nel periodo compreso tra il 1867 e la Grande Guerra.

L'innovativo sistema di trasporti della città brasiliana e l'impegno ecologista della sua amministrazione, l'ha resa famosa in tutto il mondo. - Fonte: wordpress.com

“Quest’ultimo requisito è lo stesso necessario a quanti hanno predecessori trentini per ottenere la cittadinanza italiana” spiega lo studente, che in Brasile si è laureato in Giurisprudenza ed ha ottenuto l’abilitazione alla professione forense.

Con la grinta di un avvocato, Diego apre una parentesi giuridica, chiarendo che ciò è stato possibile grazie alla L. 379/2000.
“L’eccezionalità della questione, sta nel fatto che l’Italia non era tenuta a concederci la cittadinanza, in quanto discendenti di austro-ungarici”.

“La normativa aveva inizialmente aperto una finestra fino al 2005, estesa poi al 12 dicembre 2010, ultimo termine per fare domanda”. “I tempi per l’ottenimento della nazionalità sono biblici: la documentazione arriva a Roma, dove viene presa in esame dopo cinque-sei anni.

Un'immagine che pubblicizza la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana, per i discendenti di trentini, presa da un sito brasiliano. - Fonte: oriundi.net

Io, per ovviare all’attesa, una volta giunto a Trento ho chiesto la cittadinanza in Questura, grazie alle origini veronesi di mia madre ed in tre mesi avevo in tasca il documento” racconta entusiasta Diego.

Ora che si trova nel “suo” Trentino, dedica molto tempo allo studio della storia di questa terra, da dove partirono i suoi predecessori il 21 luglio del 1875. Con fierezza afferma: “Sono discendente di emigranti della famiglia Stolf di Fornace… toi!”
Diego sorride, ma dal suo sguardo traspare un’insaziabile sete di conoscenza, confermata anche dal file con la ricostruzione del suo albero genealogico, che ci illustra al computer. Scopriamo che ha partecipato a diversi momenti associativi della Trentini nel Mondo, nella quale si è inserito attivamente. “Stanno nascendo diverse iniziative per creare dei ponti Brasile-Trentino. Anche molto concrete, come quella che prevede lo sviluppo di un network tra l’imprenditoria delle due zone, al fine di favorire nuovi rapporti commerciali” racconta il ragazzo, che aggiunge: “Questo implica la collaborazione di diverse istituzioni e gli intoppi burocratici sono sempre dietro l’angolo”.
Non sempre, però, le buone iniziative sono facili da attuare…
“Certo, la tragica perdita del nostro leader carismatico (dell’ass. Trentini nel Mondo, ndr), sig. Zandonai è stato un duro colpo. Difficilmente la sua esperienza professionale ed umana sarà sostituibile nell’immediato”, commenta.

L'abitato di Fornace, in Trentino. - Fonte: www.cembra.it

Il discorso si sposta nell’ambito universitario. Diego, che aveva imparato appositamente l’italiano in Brasile per poter studiare a Trento, si è trovato un po’ spiazzato quando ha scoperto che alcuni corsi erano in inglese.
“Per me è un’altra lingua straniera, da apprendere con molto impegno. Alla Scuola Studi Internazionali il livello di conoscenza richiesto è molto alto!”

Il logo dell'ass.Trentini nel Mondo... - Fonte: facebook.com

Nel complesso, il ragazzo si dice soddisfatto della sua esperienza in Italia, “Peccato solo che non mi siano riconosciuti i miei studi in Giurisprudenza! Qui è come se non li avessi mai intrapresi: il Diritto dei due paesi è molto differente…”, conclude.

...e quello molto curioso della sezione giovani, del Circolo trentino di Rio dos Cedros. - Fonte: blogspot.com

“La vita allo studentato è piacevole. Forse manca una rappresentanza vera e propria degli studenti, ma può darsi che in futuro la cosa verrà sanata, così come qualche accorgimento negativo sul piano dell’arredo della struttura”.
Il momento dei saluti è arrivato.
Mentre ci congediamo, proviamo un senso di ammirazione per Diego che si è dedicato allo studio della sua storia, non solo dal punto di vista genealogico, ma anche culturale.
Speriamo che il suo esempio sia di stimolo anche per tanti studenti trentini!

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi
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LANA MULTICOLORE

La ragazza fa capolino da dietro la porta della sua stanza.

Ci accoglie con modi gentili alla scrivania, dove sono riposti ordinatamente testi, blocchi degli appunti e un computer. Sopra al letto troneggia un planisfero, che non perderemo di vista durante tutto il colloquio.

Un'immagine di Pretoria (Sud Africa) - Fonte: digilander.libero.it

L’interessante storia di Lana, oriunda di Sarajevo, iniza alcuni anni fa quando, assieme ai genitori, lascia i Balcani per trasferisi in Sud Africa.

Trascorre sei anni nella capitale di quel paese, Pretoria, frequentando anche il corso di laurea in Relazioni internazionali.

Lana spiega che “Laggiù le possibilità di accesso all’università per gli studenti stranieri, non sono le stesse a cui siamo abituati in Europa” e prosegue chiarendo: “Io sono un caso particolare: vivendo lì con la mia famiglia che vi si trovava per motivi di lavoro, ero come un residente”.

Durante il periodo trascorso a Pretoria, la studentessa si è confrontata con una società molto eterogenea dal punto di vista etnico. È venuta a contatto con usi e costumi per lei insoliti, che hanno arricchito la sua cultura e l’hanno fatta innamorare di quei luoghi così diversi dalla natia Bosnia Erzegovina.

Sarajevo - Fonte: qviaggi.it

“Ho nostalgia del Sud Africa: quando, nel 2007 sono tornata a Sarajevo, ho dovuto salutare molti amici. Spero, però, di ritrovarli in futuro, se avrò l’opportunità di visitare nuovamente Pretoria, come mi auguro.”

Lana è alla sua prima volta in quel di Trento. Per un anno e mezzo frequenterà un master in Local Comparative Development, al quale ha aderito grazie ad un programma Erasmus Mundus. Le aree tematiche spaziano dalla giurisprudenza all’economia, passando per la sociologia. “Ho visto i contenuti del master via internet e nel 2009 sono arrivata qui”, racconta la ragazza. “Trento mi ricorda molto Sarajevo, sia per l’orografia del territorio circostante, sia perché è una piccola città tranquilla. La differenza è che qui la vita è un po’ meno frenetica che in Bosnia, dove tutti, seppur gentili e disponibili, sono occupati da affannosi ritmi lavorativi”.

Uno spazio della University of Pretoria - Fonte: web.up.ac.za

In una veloce analisi “Europa-Africa”, Lana descrive i sudafricani come persone sempre felici, sorridenti e capaci di godersi la vita anche senza pausa pranzo!

Puntualizza, inoltre, che: “Lì tutto è più tranquillo, da non confondersi, però, con svogliato o improduttivo. C’è semplicemente un senso diverso della vita”.

Nella nostra città, ha familiarizzato soprattutto con i compagni di corso e gli altri residenti dello studentato.

Con la speranza di fare qualche amicizia locale, la bionda studentessa bosniaca, che già possiede un’ottima conoscenza dell’inglese, punta ad imparare l’italiano.

Per farlo si cimenta in corsi al CIAL, di cui testa la validità dialogando con una ragazza madrelingua. “Studio la vostra lingua per piacere: non voglio partire senza averla, almeno in parte, appresa” ci dice ed aggiunge: “Per quanto concerne lo studio, non ne avrei bisogno, visto che i corsi sono tutti in inglese”.

Medjugorje oggi - Fonte: medjugorje.ws

Chiediamo a Lana qualcosa sulla Bosnia. Lei, senza addentrarsi in questioni politiche, la descrive come un posto molto bello, ricco di diversità culturali e montagne. Ci tiene a sottolineare che: “Ora c’è la pace e di questo bisogna convincersi anche all’estero”.

Racconta di aver sentito parlare molto di Medjugorje, rinomata meta di pellegrinaggi cattolici, ma di non averla mai visitata. “So che un tempo era un posto piuttosto abbandonato, ma ora sono sorti nei dintorni diversi ostelli, grazie al crescere del turismo religioso”, termina la ragazza.

Il planisfero sembra assistere con noncuranza ai nostri discorsi.

Forse questo ha già capito che, con un po’ d’impegno, si può “vivere in pace!” qui, come nel resto del mondo!

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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi
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UN THE ALLO ZENZERO

Ci troviamo nella parte più singolare dello studentato, quella intonacata con vivaci colori giallo-arancio.

L'isola su cui si trova Florianopolis - Fonte: www.voz.utwente.nl

Indicandoci la porta di una cucina, alcuni ragazzi ci assicurano che troveremo pane per i nostri denti.
Ai fornelli incontriamo un giovane alto, magro e biondo, che ricorda vagamente Brad Pitt, nelle vesti di uno scalatore austriaco, in “Sette anni in Tibet”.
Nonostante l’aspetto, Bruno non conosce nemmeno una parola di tedesco perché è brasiliano!
Poco dopo, però, scopriamo che il suo albero genealogico contempla antenati tedeschi, austriaci e… trentini!
Questi hanno lasciato Villa Agnedo in Valsugana, durante la seconda metà del 1800.
“Purtroppo, nemmeno sulle lapidi del cimitero, ho trovato il mio cognome!” racconta Bruno, che è approdato a Trento, attraverso la Trentini nel mondo. “Ogni anno, l’associazione mette a disposizione dei posti per venire a studiare qui.

A causa della sua collocazione a ridosso del mare, Florianopolis registra sempre un'umidità pari almeno all'80% - Fonte: www.immaginidalmondo.net

Complessivamente otto, aperti a qualsiasi nazionalità”, prosegue. “Bisogna sostenere un esame, che valuta soprattutto il grado di conoscenza linguistica”, spiega Bruno. “Una prima parte si fa nel proprio paese e poi viene inviata via posta. Se questa va a buon fine, si accede alla seconda selezione, che avviene a Trento.”
Bruno, che qui frequenta il primo anno di Giurisprudenza, aveva già cominciato il medesimo percorso in Brasile, assieme ad un corso di laurea in storia. “Da noi si possono intraprendere più lauree contemporaneamente”, spiega, “ma io ho abbandonato entrambe per studiare in Francia”.
Una buona conoscenza del francese, non gli è bastata, però, per conquistare la Gallia. Ritornato in Brasile ha deciso di far valere le proprie origini trentine ed ora eccolo a San Bartolameo.
“Il primo impatto non è stato facile per me: vengo da Florianopolis, città capitale dello Stato di Santa Catarina, caratterizzata da una fantastica vista sul mare e ampi spazi aperti. Quando sono arrivato a Trento, circondata dalle montagne, mi sembrava di essere quasi.. in prigione!” Bruno sorride ed aggiunge che: “A tutto ci si abitua”.

Il toponimo attuale è stato attribuito alla sua città durante la dittatura di Floriano.

Un particolare di "Floripa", nomignolo di Florianopolis - Fonte: http://upload.wikimedia.org

“In quel periodo fortemente nazionalista, è stato imposto il portoghese e le altre lingue, come ad esempio il tedesco che parlava mio bisnonno, vennero bandite”, racconta Bruno. Precedentemente, Florianopolis si chiamava “Nostra signora degli emigranti”, nome che dovrebbe far capire il perché della sua eterogeneità culturale. Bruno afferma che, nonostante tutto: “Ancora oggi, in qualche circolo trentino, si può ascoltare il dialetto che qui si parlava più di cento anni fa”.
Sorseggiamo un forte the allo zenzero, che il miele non riesce ad addolcire. Nella cucina, decorata con fotografie e cartoline, sta cominciando un leggero via vai: l’ora di cena si avvicina.
Bruno dice di trovarsi molto bene allo studentato anche se, dispiaciuto, constata che un tale investimento andrebbe valorizzato con periodiche revisioni alle strutture, visto il ricambio continuo di inquilini.
Per quanto riguarda l’integrazione, lo studente sostiene che la città lo ha accolto bene. “La gente è inizialmente un po’ chiusa, ma conoscendola si scopre che è simpatica e cordiale.”

Florianopolis conta più di quaranta spiagge, belle come questa! - Fonte: www.mundutravel.com.uy

E’ riuscito anche a fare amicizia con una famiglia trentina che, come dice lui, lo ha “adottato”. Scambiato inizialmente per inglese, era stato avvicinato per un aiuto linguistico al figlio della coppia, che lui non ha comunque rifiutato.
Bruno vede il suo futuro in viaggio: punta, infatti, ad entrare a far parte di qualche organizzazione internazionale.
Ringraziandolo del tempo che ci ha dedicato, gli auguriamo di riuscire nel suo intento e di portare via dal Trentino solo ricordi positivi. In fondo, le sue origini derivano in parte da qui.
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progetto Gli Studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi
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E SE TRENTO NON FOSSE POI COSI' MALE..?!

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Originario del Paraguay, Juan è il nostro nuovo intervistato.

Un'immagine di Asuncion - Fonte: i.telegraph.co.uk

Trentunenne, formazione informatica, conosce Trento dal 2009, quando vi ha trascorso sei mesi per redigere la tesi. In quel periodo, da maggio a novembre, ha potuto apprezzare la città per la sua qualità della vita e l’offerta universitaria. Grazie ad un accordo tra la sua facoltà ed il nostro ateneo è ritornato per fare il dottorato. Sulla sua scelta ha inciso anche la presenza in Italia di un cugino e di un amico, che gli hanno fornito, almeno inizialmente, un “supporto logistico”.
“Vengo da Asunción, dinamica capitale del Paraguay. La città, dove mi sono laureato, si trova nel sud del paese e conta circa 500 mila abitanti, che diventano più di 1 milione e 600 mila, se si considera anche l’area metropolitana circostante”, racconta il ragazzo, proseguendo: “A Trento mi trovo molto bene, tanto che ho deciso di ritornarci una seconda volta”.

La bandiera del Paraguay - Fonte: www.topnews.in

Incuriositi, proviamo a capire come si viva in Paraguay e quali siano, invece, le attrattive di Trento. “Per prima cosa, nella mia città natale i negozi sono tutti aperti anche la domenica e si trova sempre qualche attività interessante da fare”, spiega. “Trento, però, forse grazie anche alle sue dimensioni ridotte, è molto più organizzata! Si vedano il Welcome Office e l’Opera Universitaria”. Juan, come altri intervistati, ci fa presente che i servizi di trasporto sono limitati.

“Alla sera e nei fine settimana, circolano pochi treni e autobus. Essere uno studente appiedato diventa un mestiere difficile!”

La capitale paraguayana in una visione dall'alto - Fonte: www.wayfaring.info

Aggiunge poi che, in Paraguay, i mezzi pubblici non seguono orari precisi, “però prima o poi, qualcosa passa sempre!” Sostiene, inoltre, che le residenze universitarie di Trento sono migliori rispetto a quelle di Asunción. “In merito alla didattica, non saprei fare un paragone: inizierò tra poco a seguire le mie prime lezioni (novembre, ndr)”. Sorridendo precisa: “Non credo avrò grosse difficoltà di adattamento”. Sicuramente, però, ci sarà qualcosa di cui uno studente straniero ha nostalgia… “Forse del clima familiare della mia città, dove la gente prova ad aiutarti in qualsiasi situazione. Certo, lo fa come può e magari a volte non sa nemmeno da dove cominciare. La maggior parte delle persone è molto cordiale e sa metterti a tuo agio, cosa che qui non sempre ho riscontrato”. Senza nemmeno doverlo incalzare, Juan continua: “Non tutto, però, è roseo e l’onestà dei più non basta come deterrente alla criminalità, che è un problema piuttosto sentito”.

Il Paraguay, nel Sud America - Fonte: it.wikipedia.org

Arrivati al momento dei saluti, come di consueto, chiediamo al nostro intervistato quali siano le sue prossime intenzioni. Con la tipica tranquillità latina, ci risponde: “Per il momento mi attendono tre anni di dottorato, il futuro si vedrà quando diventerà presente!” E conclude: “Il mondo universitario offre sempre una qualche opportunità: si tratta di valutare quale sia la migliore. Non importa se ricerca o lavoro”. Noi gli stringiamo la mano e proseguiamo il viaggio dentro lo Studentato, alla scoperta di nuovi paesi e racconti.

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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

IL LATTE SACRO

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Dalle vetrate di San Bartolameo, la vista su Trento ed il Monte Bondone è davvero suggestiva.

Un raggio di sole improvviso entra, illuminando l’angolo attrezzato con divani e televisione.

Dall’altro lato della stanza, due ragazzi sono impegnati davanti al pc. Uno di questi è Sajan.

Ventiseienne di origine nepalese, ci racconta che questa non è la sua prima volta a Trento. “L’anno scorso sono stato qui con un programma Erasmus Mundus.

Mi sono ambientato bene e ho deciso di ritornare per frequentare un master per arricchire la mia laurea in ingegneria informatica”.
Sajan non conosce nemmeno una parola d’italiano, ma questo per lui non è un problema. Le lezioni del corso si tengono in inglese, fattore che lo ha incentivato ad iscriversi, poiché parla benissimo questa lingua. Ci spiega che nel suo paese natale, s’impara l’inglese fin dall’asilo. Parte della programmazione televisiva è trasmessa in inglese e quindi i giovani, lo acquisiscono senza difficoltà. Naturalmente esiste anche un idioma locale, il Nepali (नेपाली – Nepālī), utilizzato in tutte le attività pubbliche.
Chiediamo a Sajan di fare un veloce confronto tra la sua vita “precedente” e quella attuale qui a Trento. “Dal punto di vista universitario”, spiega “i corsi sono piuttosto simili per argomentazione, a quelli della mia facoltà, con la differenza che qui sono molto più difficili!” e prosegue: ”Docenti e compagni sono molto disponibili. Mi ha stupito l’eterogeneità delle provenienze: siamo più di cinquanta, praticamente tutti studenti internazionali”. Riguardo la città, che descrive come molto bella, lamenta solo una scarsità di mezzi di trasporto, nel fine settimana. “In Nepal, gli autobus sono molto puntuali ed anche la domenica non si rischia mai di restare a piedi”. Sostiene che qui la gente è amichevole, “Forse troppo”. Lui e l’amica che è seduta al suo fianco, si guardano divertiti. Assieme spiegano che in Nepal, quando due persone si incontrano, non continuano a salutarsi con baci e abbracci o altre effusioni, ma semplicemente si sorridono in maniera molto composta.

L'interno dello Studentato - Fonte: jurka.net

Capiamo ora perché i nostri modi li hanno così colpiti…
Sajan prosegue dicendoci che a pranzo hanno sempre qualche problema: la religione induista, non consente loro di mangiare carne di bovino, ritenuto un animale sacro. La voglia di assaggiare sempre un piatto nuovo, costringe però, i due ragazzi a chiedere di continuo informazioni sul tipo di carne utilizzato. Scopriamo che, al contrario, il latte è ritenuto come una sorta di “liquido sacro” ed

una “fonte di vita”, quindi è molto consumato. Prima di salutarci, lo studente ci racconta qualcosa sui suoi prossimi progetti. Sajan si tratterrà a Trento per due anni. In futuro, forse, raggiungerà la sua famiglia in America, dove i suoi genitori vivono con uno dei suoi due fratelli. A noi non resta che ringraziarlo ed augurargli buona fortuna!

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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

san Bartolameo by night

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fotografia di Silvia Pisetta

suoni universitari 2009

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in attesa dell’edizione 2010 ecco la playlist dei video realizzati per l’edizione 2009 da 6intv.com

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Studentato di San Bartolameo – Trento

SUONI UNIVERSITARI 2009sommario video

in collaborazione con Opera Universitaria di Trento e Provincia Autonoma di Trento

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concorso per band emergenti rivolto a gruppi musicali o a solisti che propongano musica di propria composizione e abbiano al loro interno almeno uno studente o un dottorando iscritto all’Università degli Studi di Trento o al Conservatorio, oppure residente in provincia di Trento e iscritto in altri atenei italiani

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fotografia di Niccolò Caranti – Flickr.com

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le interviste di Sanbaradio – ascolta:

intervista al direttore artistico Roberto Keller

seconda puntata, le interviste ai protagonisti

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TG Giovani – puntata 2 – parte 1/2

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Immagine anteprima YouTube

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In questa puntata:
Euregio giovane, a Riva del Garda l’incontro tra trentini, altoatesini e tirolesi
Alla scoperta di Sanbaradio, la radio della popolazione universitaria trentina
Una scuola poliglotta: cinesi, brasiliani e italiani all’Istituto alberghiero di Rovereto

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Universification – tv LA7

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Servizio video, decima puntanta di Universification a cura di LA7, andato in onda domenica 22 ottobre 2009

il mondo web delle università, radio e tv

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SANBARADIO – Università degli studi di Trento

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prima parte

seconda parte

terza parte

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correva l'anno 2007

apertura

La vastità dello studentato stupisce e disorienta. I lunghi corridoi, le insegne sui muri, le sale riunione e le vie che che percorrono i cortili interni sembrano delineare il formarsi di un nuovo aggregato urbano.

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guarda il set fotografico di Matteo De Stefano – Opera per il futuro 2007

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Dalla mattina fino a tutto il pomeriggio del primo di ottobre, 170 studenti  entrano nel nuovo studentato di San Bartolomeo a Trento ed iniziano a rendere viva questa nuova struttura. Il giorno più frenetico e caotico. Vengono assegnate le stanze e istruiti gli studenti sulle regole che governano lo studentato. I bagagli lasciati sulle scale, le prime domande e perplessità ed il senso di incertezza caratterizzano questo giorno. Gli operatori dell’università fanno da primi intermediari tra gli studenti e la struttura organizzativa dell’Opera … (leggi)

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