studentato Archive

SAN-BA-TREKKING

QUATTRO PASSI E DUE RISATE
ALLA SCOPERTA DEL VICINO DI CASA

con Nicola Sordo

_

SAN-BA-TREKKING

_

Domenica 5 dicembre, dalle 14 alle 17

_

Un percorso comico per scoprire la memoria e il presente del quartiere San Bartolomeo che si è concluso allo studentato universitario.

_
dov'è il quartiere San Bartolomeo ?

l'installazione di Trento ASA

SAN-BA-TREKKING

ciao studentato !

SAN-BA-TREKKING
_

in collaborazione con
Circoscrizione Oltrefersina
Opera Universitaria
Fondazione Cassa Risparmio Trento e Rovereto
Circolo ACLI San Bartolomeo
Circolo Fogolar Friulan
Residenza Anziani San Bartolomeo
Sanbaradio
Portobeseno
Trento ASA

gruppo Facebook “San Bartolomeo”

_

archivio fotografico:

photoset di Portobeseno

photoset di Enrico Pretto

_

INTERNATIONAL "THING"

Nel nostro Studentato, facciamo un altro incontro interessante, conoscendo Ting una ragazza di Taiwan, la quale, per prepararci al suo racconto, ci offre subito un caffé.

Quando inizia a parlare, capiamo che la sua storia è piuttosto singolare.

La sua formazione universitaria è un misto tra informatica e psicologia ed ora, attraverso un contratto di visiting professor, si occupa di capire come la gente utilizza le tecnologie.

Originaria di Taipei, dove ha iniziato i suoi studi, si è trasferita tre anni in USA, prima in Kansas, frequentando un master, poi a San Francisco per un tirocinio, infine a New York per analoghi motivi. Di quest’ultima città ricorda soprattutto il sovraffollamento che la metteva un po’ a disagio.

Lasciati gli Stati Uniti, si è spostata in Olanda per conseguire un dottorato professionale ad Eindhoven, storica sede della Philips.

Poiché l’Europa le sembrava un buon posto per vivere, ha accettato di passare un periodo come ricercatrice in Finlandia. “E’ il posto più a nord

dove sia mai stata”, spiega “che freddo, però!” Terminata quell’esperienza, ne ha iniziata un’altra in Inghilterra, durante la quale ha conosciuto una professoressa che, in seguito, l’ha invitata a Trento, per un secondo dottorato professionale.  L’Italia per Ting non è nuova: negli ultimi due anni ci è già stata sei volte! “Ma solo in vacanza”, aggiunge. “Quest’estate sono passata a trovare un’amica di Fano.

Mi sono divertita: ho trovato un clima familiare, accogliente ed allegro”.

La ragazza racconta che la vita a Taipei è simile a quella del sud Italia. Le famiglie sono molto unite e viene dedicato diverso tempo alla preparazione dei pasti. “Qui a Trento, dove risiedo per la terza settimana, la gente mi sembra più educata, ordinata e pulita.

Se dovessi fare un veloce confronto tra USA, Italia e Finalndia, direi che nel primo stato la vita è molto stressante; da voi si sta bene, ma non tutto funziona a dovere e nell’ultimo paese sono talmente efficienti che possono permettersi di lavorare meno che negli altri!”

Secondo Ting la gente europea si dirige con maggiore frequenza, verso mete esterne al proprio continente, rispetto agli americani. In Asia, invece, c’è un grande divario tra chi vive in paesi avanzati e non. Chi risiede nei primi, viaggia molto più di europei e statunitensi, mentre per gli altri le possibilità sono notevolmente ridotte.

In fine, raffronta rapidamente Usa ed Regno Unito che descrive come “now” e “later”.

Questo per evidenziare il progressismo dei primi e il tradizionalismo dei secondi.

Ting ci spiega che il suo contratto dura solo cinque mesi. “Entro la fine di novembre lascerò Trento per concludere il mio percorso in Inghilterra”. Chissà se mentre pubblichiamo la sua storia starà sorvolando la Manica, oppure se sarà già alle prese con un Christmas Pudding.

-

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

QUANDO PRAGA CHIAMA

-

Attendiamo, seduti al tavolo di uno spazio comune che Francesca, una ragazza appena conosciuta, ritorni con una persona da intervistare.
“Ve la trovo io!” ha dichiarato entusiasta, non appena ci siamo presentati.

E, dopo pochi minuti, eccola entrare assieme alla candidata.
Olga viene da Tomsk, una cittadina della Russia Centrale: in lei, infatti, si possono individuare alcuni tratti somatici tipicamente euro-asiatici. Capelli lisci, raccolti in una lunga coda, occhi leggermente a mandorla. Ci sorride e, in inglese, inizia a raccontarci il percorso che l’ha portata fino a Trento.
A soli 23 anni, Olga ha già studiato in Repubblica Ceca e in Germania.
Nel primo paese ha trascorso un periodo

di sei mesi, con il programma Erasmus.

Dopo la laurea triennale in informatica, ha deciso di iniziare un master in Germania che sta ultimando nella nostra città.
Una differenza che ha subito notato, rispetto all’ateneo tedesco, è il rapporto più diretto con i professori che, “addirittura”, si ricordano di lei, quando va a ricevimento.

“Ogni tanto mi dicono di andare nel loro ufficio ad una data ora e, invece, non si presentano!” racconta Olga, “ma queste “distrazioni” sono comuni anche tra i professori germanici e russi”,

Un'abitazione presso Tomsk - Fonte: www.visart.biz

prosegue.

Le chiediamo come si trova da noi: problemi di acclimatamento, come gli studenti sudamericani o africani, non dovrebbe averne..!
Ci dice che ama molto le montagne ed in particolare la pratica dello snow board: quindi il

Trentino fa al caso suo! “L’unico

inconveniente della morfologia di questo territorio”, ci dice, “è che andare a fare un giro in bici, diventa molto faticoso!” Cerchiamo di convincerla che sono proprio le salite a dare più soddisfazione, ma lei non sembra dello stesso parere…

Nonostante qui si trovi molto bene ed apprezzi le strutture universitarie, Olga afferma che Trento le sta stretta ed ha già programmato di fare il dottorato in Repubblica Ceca, dove l’attende il suo ragazzo. “Inizialmente avrei preferito andare in Inghilterra”, spiega, “ma poi ho scelto Praga, perché ho trovato opportunità di studio interessanti ed ho già sperimentato la validità di quell’ateneo”. E, aggiunge: “Purtroppo là, il cibo non è dei migliori. Credo che in mensa sia poco naturale”. Ma.. per amore, questo ed altro!

-

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi
_
_

cinema e musica allo Studentato

IN DISTRUZIONE

serata-evento nell’ambito del progetto

LA MEMORIA DI SAN BARTOLOMEO
www.jurka.net/livememories

martedì 30 novembre 2010

ore 21.00

Auditorium dello Studentato San Bartolomeo

Via della Malpensada, 90 – Trento

_
IN DISTRUZIONE
_

IN DISTRUZIONE
DVD, 2010
di Luigi Pepe ed Eugenio Maria Russo
Come risulta evidente già dal titolo, il documentario sarà incentrato su quello che Trento sta perdendo, ovvero le “palafitte” di San Bartolomeo che sono in via di demolizione. Palazzine di nessun valore architettonico e in pesante degrado, qualcuno potrebbe dire, che possono benissimo fare posto a un nuovo complesso residenziale che riqualifichi una zona spesso protagonista – in passato – delle pagine di cronaca nera dei quotidiani locali.
Intanto, poco distante, è già sorto il nuovissimo campus universitario, fiore all’occhiello degli alloggi per gli studenti dell’ateneo trentino.
Ma è davvero tutto oro quello che luccica?

_
PROTEUS QUARTET
Il gruppo si è fondato nell’aprile del 2010 ed è formato da Federica Tomasini alla voce, Gabriele Brigadoi al basso acustico, Ivo Brigadoi al violoncello e Paolo Gabrielli alle percussioni.
Proteus, una continua metamorfosi stilistica e strumentale senza far riferimento ad un unico genere definito. Sonorità retrò, immaginari d’ispirazione circense e gitana con forti richiami alla tradizione cantautorale italiana e americana. L’esecuzione ha lo scopo di conferire non solo ai pezzi inediti, ma anche alle cover, nuove e originali sfumature. “Ricerca del suono”, risulta essere quindi il concetto principe che ci accompagnerà in questo viaggio.

_

progetto realizzato da
ASUT Associazione Studenti Universitari Trento e Portobeseno festival
con il finanziamento di
Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
in collaborazione con
Comune di Trento, politiche giovanili – Opera universitaria Trento – Circoscrizione Oltrefersina, gruppo Quei de San Bortol – TrentoASA – Sanbaradio

_
info
www.jurka.net/livememories
asut.tn@gmail.com
mob 334 1562081

mob 340 5554516

_

la memoria di san Bartolomeo

edizione 2010

www.jurka.net/livememories

_

Il quartiere di San Bartolomeo, in questi anni sottoposto a radicali cambiamenti edilizi e sociali, è nato negli anni Cinquanta ed ora è vissuto anche da moltissimi giovani universitari che abitano il nuovo studentato dell’Opera Universitaria. Questo progetto di ricerca intende utilizzare strumenti multimediali per incrociare le memorie delle diverse generazioni cercando di dare un senso ai cambiamenti intercorsi nel quartiere in questi ultimi anni. L’archivio del quartiere-studentato è ospitato sul portale web Jurka.net ed è progettato come blog collettivo in grado di raccogliere le memorie che provengono dai nuovi contributi degli utenti.

L’idea del progetto, quindi, è di custodire la memoria storica del quartiere integrandovi le storie di vita dello studentato universitario, attivando in questo modo un ponte generazionale basato sulla condivisione delle esperienze. La ridonazione della ricerca multimediale, ospitata sul blog Jurka/LiveMemories, si è svolta con la presentazione di esposizioni fotografiche, filmati e concerti musicali rivolti sia agli studenti che agli abitanti del quartiere di San Bartolomeo.

_

LA MEMORIA DI SAN BARTOLOMEO 2010

ARCHIVIO EVENTI e PROGETTI

_

live@palafitteLIVE@PALAFITTE

21 settembre 2010

the Tubbs + Gio_veNaLe in concerto

via degli Olmi, Trento

info evento

-

-

-

immagini concerto The Tubbs

immagini concerto Gio_veNale

video, presentazione e concerto di The Tubbs

_

_

IN DISTRUZIONE

IN DISTRUZIONE

martedì 30 novembre 2010, ore 21

Auditorium dello Studentato di San Bartolameo, Trento

ASUT e Proteus Quartet in concerto

presentazione del film dedicato al quartiere-studentato

scheda documentario

info evento

_

_

_

SAN-BA-TREKKINGSAN-BA-TREKKING

quattro passi e due risate alla scoperta del “vicino di casa”, dal Quartiere San Bartolomeo allo Studentato San Bartolameo

domenica 5 dicembre 2010, ore 14
via degli Olmi, Trento

di Nicola Sordo

installazioni fotografiche TrentoASA

in collaborazione con Circoscrizione Oltrefersina e Opera Universitaria di Trento

scheda evento e immagini

info 0461. 217445

mob 340 555 45 16
-

-

-

ALTRI ARCHIVI – edizione 2010

immagini condivise su Flickr, del quartiere e dello studentato

archivio fotografico storico del quartiere, su Flickr

interviste narrative di Veronica Degasperi, presso lo studentato Universitario

fotografie, interviste e racconti raccolti grazie alla collaborazione del gruppo Facebook San Bartolomeo quartiere

San Bartol(a)meo, installazione di Mr.Pitone per TrentoAsa

Facebook : San Bortol installazione di Portobeseno per TrentoASA

-

rassegna stampa

altre immagini

-

tutti gli archivi si consultano selezionando le Categorie e Tag nella colonna di destra in questa pagina

-
live@palafitte
_

LA MEMORIA DI SAN BARTOLOMEO

progetto 2010 realizzato da

ASUT Associazione Studenti Universitari Trento e Portobeseno

con il finanziamento di

Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto
in collaborazione con

Comune di Trento, politiche giovanili

Opera universitaria Trento

Circoscrizione Oltrefersina

e

gruppo Quei de San Bortol

TrentoASA

Sanbaradio

grazie a

Circolo Acli San Bartolomeo

Associazione Il Fiore del Gojjam ONLUS

Direzione Residenza Anziani San Bartolomeo

Circolo Fogolar Friulan

gruppo “quei de san bortol”

guppo facebook “San Bartolomeo”

tutti gli abitanti e ex-residenti del quartiere che hanno collaborato al progetto

_
live@palafitte
_

UN SORRISO TROPICALE. Luz Elena e il suo percorso per imparare a cantare.

-

Un martedì sera, su consiglio di alcuni convittori, ci rechiamo in un’ala della struttura che ci dicono, sia abitata da diversi stranieri.

Dopo alcuni tentavi con esito negativo, suoniamo il campanello di una stanza in fondo al corridoio. La porta si apre e si affaccia Luz Elena, una ragazza colombiana che accetta volentieri di farsi intervistare.

Proviene da Pereira, città che fa parte del piccolo dipartimento di Risaralda, dove ha conseguito una laurea quinquennale in musica presso l’Università Tecnologica.

Vita allo studentato San Bartolameo. - Fonte: jurka.net

“Studiare canto in Colombia”, racconta, “è una scelta impegnativa. Gli investimenti in quest’ambito sono pochi e non esiste una vera e propria cultura canora”. “Infatti”, prosegue la studentessa, “molti dei migliori cantanti d’opera colombiani, hanno studiato all’estero, in Italia e Spagna, ad esempio”. Luz Elena è stata indirizzata verso Trento da un suo professore che le ha prospettato l’idea di studiare lirica presso il conservatorio.

Dopo aver inviato alcune sue registrazioni, è stata chiamata a sostenere l’esame di ammissione (in italiano) per accedere ai corsi. In agosto 2010 è arrivata a Trento e, soltanto un mese dopo, ha superato il test. Attraverso questo percorso di formazione (tre anni più due di specializzazione), intende avvicinarsi sempre più al canto lirico, che vorrebbe esercitare professionalmente.
Luz ci spiega che in Colombia, chi ha una laurea in musica, può aspettarsi nel migliore dei casi, un futuro da insegnante. Lei, invece, è disposta a rimanere in Italia stabilmente (nonostante il “freddo”, che non ama!) o a spostarsi in Spagna, pur di inseguire il suo sogno.

Pererira - Fonte: http://colombiablogchge.skyrock.com/33.html

Non vuole, però, allontanarsi dalle persone a lei care e sta già pensando, al momento oppotuno, di far volare a Trento la mamma e la sorella, rimaste oltre oceano. Nel frattempo, Luz Elena si accontenta della compagnia di un’amica e del suo ragazzo, che ha seguito il suo stesso percorso formativo, emigrando dalla popolosa Pereira, allo Studentato di San Bartolameo!
Le impressioni di Luz Elena, che è in Europa per la prima volta, sono molto positive. Soprattutto, ha riscontrato degli effetti benefici sulla digestione: “Qui si mangia meglio!

Bandeja Paisa. - Fonte: google.it

Il cibo è più leggero”. Scopriamo, dalla sua descrizione, che uno dei piatti tipici colombiani, la Bandeja Paisa, è un vero mattone per lo stomaco!

L’immagine a fianco dovrebbe essere abbastanza esplicativa.. si tratta, infatti, di un abbinamento di fagioli, riso, uova, macinato cotto di bovino, avocado e chorizo, un insaccato speziato alla paprika. Luz Elena ci assicura che, nel complesso, il piatto non è piccante, ma è sufficiente per l’intera giornata! (Forse per due..?!) Apprezza, inoltre, il caffè italiano. “Non ero abituata ad un gusto così forte, però mi piace!”

Oltre a differenze culinarie, Luz si è accorta subito di qualcos’altro. Un aspetto che l’ha messa un po’ in difficoltà è stato il cambio sfavorevole pesos colombiano-euro. Dieci euro valgono poco meno di trentamila pesos importo con cui, a Pereira, si possono acquistare due maglie. “Con trenta milioni di pesos (circa diecimila euro), da me si può comperare una casa!”, spiega ed aggiunge: “Qui il costo della vita è molto caro, rispetto a quello che ho lasciato”.
Con un cenno ci fa capire che non tutto è facile, ma poi quando le chiediamo i pro e i contro della vita a Pereira, ci risponde: “Il clima è tropicale e non c’è il freddo di Trento.

La gente è buona e disponibile, ma la criminalità diffusa non consente di uscire la sera in tranquillità come qui. Insomma, come da tutte le parti ci sono aspetti positivi e negativi, però se in futuro ne avrete la possibilità, visitate la mia città: ne vale la pena!” E noi, cosa potremmo rispondere se non: “Va bene!?”

_

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

_

PENSIERI DA MAPUTO

Il nostro viaggio in Africa termina in Mozambico con l’incontro di Adelio, che è a Trento grazie ad una collaborazione tra IRST e amministrazione di Maputo, la sua città di provenienza. L’istituto trentino, infatti, ha vinto un concorso per lo sviluppo del progetto “Living Lab Maputo”, che si propone di informatizzare la rete amministrativa della capitale mozambicana. Nell’accordo era previsto anche l’invio di sei persone a Trento, che potessero proseguire i loro studi nell’ambito informatico. Adelio viene convocato dalla sua Università, tra gli studenti che potrebbero essere interessati allo scambio. Lui accetta volentieri e si iscrive al corso di laurea in Ingegneria e telecomunicazioni della Facoltà di Trento.

Vista notturna su Maputo. - Fonte: www.mozambiqueaccomodation.co.za

La sua partenza viene incoraggiata anche dalla famiglia, che rimane in Mozambico a festeggiare con gli amici, il conseguimento della sua precedente laurea in Ingegneria Elettronica! A Trento ottiene il riconoscimento di diversi esami sostenuti e, dopo tre settimane di peregrinazioni, trova un alloggio definitivo. Adelio incontra subito un doppio problema linguistico: non conosce infatti, né l’italiano, né l’inglese. Imparandoli scopre che, molte presunte ostilità di cui credeva essere oggetto da parte di altri studenti erano, invece, delle incomprensioni superabili. Si è accorto che, negli altri, spesso vediamo un riflesso del nostro stato d’animo: se siamo confusi, ci sembra che nessuno ci capisca.
Chiediamo cosa pensa di Trento e come si trova in questa città. “Molto bene!”, risponde. Ha conosciuto molti nuovi amici italiani ed africani. Poi conclude con un’altra breve, ma sottile riflessione: “Se non sai cosa stai cercando, il tuo spirito non sarà mai soddisfatto, nemmeno nella miglior città del mondo!” La serenità con cui lo afferma ci induce a pensare: “Non resta che crederci…”

_

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

_

STRANEZZE ITALIANE

Esplorando le palazzine dello Studentato, incontriamo uno studente dell’Africa sub sahariana, che sceglie di rimanere nell’anonimato. Risiede in Italia ormai da molti anni, dove ha svolto studi universitari sociologici: i primi tre anni a Pisa e gli ultimi due di specializzazione a Trento. In passato si era documentato a fondo sul nostro paese, ciò nonostante è rimasto stupito da modi di vita completamente differenti rispetto ai suoi! Sperimentare la possibilità di avere a portata di mano molti beni di prima necessità, in supermercati ricchi di qualsiasi cosa, è stato per lui un riscontro davvero positivo! A questo si aggiunga la scoperta di un sistema sanitario accessibile a tutti.

Purtroppo, accanto a tante belle novità il nostro studente si è subito accorto dell’eccessivo individualismo e delle “apparenze” che caratterizzano la cultura dei paesi industrializzati. Un fenomeno tutto italiano che lo ha colpito, è stata la superstizione. “Incredibile!”, in uno stato che dovrebbe appartenere a quelli “avanzati”! Anche il dover pagare per ogni cosa era per lui una consuetudine sconosciuta. Ad esempio, quando si utilizza un campetto sportivo per fare una partita di calcio con gli amici. A queste ed altre “stranezze” è riuscito ad abituarsi nel corso della permanenza in Italia. Oggi vive allo Studentato, dove si trova molto bene, malgrado la struttura sia un po’ carente di spazi comuni effettivamente fruibili dal punto vista della socializzazione.
Prima di salutarci, accenna ai suoi rapporti con gli italiani e gli altri stranieri residenti in Italia. Lo studente afferma che, a prima vista, chi proviene dal Centro – Sud Italia appare più cordiale ed espansivo rispetto alla popolazione del Nord. “In realtà”, racconta, “in Trentino sono riuscito a stabilire legami molto leali e rapporti di sincera, reciproca fiducia”. Al contrario, è stato complesso spiegare ai suoi connazionali che molte delle difficoltà riscontrate nelle relazioni umane, sono date da modi di vita differenti e non dalla diffidenza nei confronti dello “straniero”. Il ragazzo sostiene che, con pazienza ed impegno, sia possibile comprendere ed accettare le diversità culturali, preservando la propria identità e rispettando quella altrui. Quindi, perché non provare?

_

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

_

UNA SCELTA CONSAPEVOLE

Maurice è un altro camerunese ma, al contrario di Elvis, è molto timido! A Trento è arrivato l’anno scorso, dopo aver conseguito la maturità nel suo paese. Dedicando allo studio un grande impegno, apprezza molto le piccole dimensioni e la tranquillità della città, dove può concentrarsi sulle materie economiche.

Poiché l’Italia prevede dei requisiti d’ingresso piuttosto accessibili, Elivis l’ha scelta come luogo in cui affrontare il suo percorso universitario. In maniera chiara e concisa, ci elenca cosa sia necessario effettuare se si vuole permanere in Italia per motivi di studio:
1.    versare una cauzione, che nel nostro paese è la più bassa d’Europa;
2.    ottenere il visto. Annualmente vengono rilasciati circa 450 visti solo per gli studenti camerunesi;
3.    dimostrare di possedere un livello linguistico, preferibilmente, pari al B2;
4.    aver conseguito un buon voto all’esame di maturità.
Nella sua scelta, Maurice ha considerato anche il fatto di avere già due contatti in Italia: un cugino, che studia a Roma – Tor Vergata e un fratello, che vive a Trento. Oltre a questo, il ragazzo ha ricevuto un grande sostegno dalla mamma, che lo ha incoraggiato alla partenza, forte delle sue capacità intellettuali.
Maurice ci racconta della divisione linguistica che esiste in Camurun fra anglofoni (la minoranza) e francofoni, presenti nella quasi totalità delle regioni, di cui anche lui fa parte. Interessante è scoprire che uno dei suoi fratelli frequenta una scuola anglofona, mentre lui ha sempre seguito lezioni in francese. È possibile, infatti, iscrivere i propri figli nell’una o nell’altra scuola, indipendentemente dalla propria madrelingua. Oltre al francese, Maurice parla il dialetto della sua regione e un po’ d’inglese.

_

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

_

IL CAMERUN VISTO CON GLI OCCHI DI ELVIS

Studentato San Bartolameo, fotografia di Silvia_Solefolia

Assieme a Max incontriamo un altro ragazzo, Elvis, arrivato dal Camerun. Sguardo brillante ed attento, ci spiega che al suo paese d’origine frequentava la facoltà di Fisica. L’anno in cui avrebbe dovuto laurearsi, molla tutto per venire in Italia, dove a Padova risiede già parte della sua famiglia. Accantona l’idea di stabilirsi in quella città, dopo aver ascoltato un connazionale che lo convince della validità dell’Università di Trento.
Si iscrive, quindi, al corso di laurea in Ingegneria Elettronica, dove gli vengono riconosciuti molti degli esami sostenuti precedentemente. Nello Studentato, di cui Elvis nel 2007 è uno dei primi inquilini, si trova subito bene. Può rivolgere richieste e formulare proposte che vengono sempre vagliate e discusse dagli organi di gestione della struttura, all’interno della quale è presente anche un “Ufficio mediatori”, a cui rivolgersi, ad esempio, per problemi di convivenza con altri studenti.
Oggi Elvis dichiara di sentirsi come un “re” allo studentato, ma sottolinea che anche fuori da questo contesto si è ambientato bene. È riuscito anche ad apprezzare la cucina trentina, che può gustare presso una famiglia con cui ha stretto amicizia.
Ci facciamo raccontare qualcosa sul Camerun. Elivs descrive le impressioni provate durante un viaggio avvenuto un anno e mezzo fa. Al suo ritorno nel paese natale si è reso conto che il divario tra gente povera e ricca si è inasprito, causa una scarsa organizzazione sociale del governo. Laggiù l’aiuto reciproco è una tradizione ormai consolidata: come gli studi di Elvis sono stati pagati dai suoi fratelli, così lui ha aiutato economicamente gli amici di sempre, che sono rimasti in Camerun. Sul viso di Elvis compare un’espressione radiosa: ci spiega che il ritorno a Trento è stato molto più “leggero”, in termini economici, ma ricco di soddisfazione personale!
All’orizzonte vede un lavoro autonomo in Camerun per contribuire alla diffusione di conoscenze nuove e, quindi, opportunità di sviluppo nella sua Africa.

_

progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi

_

  • Meta