La ragazza fa capolino da dietro la porta della sua stanza.
Ci accoglie con modi gentili alla scrivania, dove sono riposti ordinatamente testi, blocchi degli appunti e un computer. Sopra al letto troneggia un planisfero, che non perderemo di vista durante tutto il colloquio.

Un'immagine di Pretoria (Sud Africa) - Fonte: digilander.libero.it
L’interessante storia di Lana, oriunda di Sarajevo, iniza alcuni anni fa quando, assieme ai genitori, lascia i Balcani per trasferisi in Sud Africa.
Trascorre sei anni nella capitale di quel paese, Pretoria, frequentando anche il corso di laurea in Relazioni internazionali.
Lana spiega che “Laggiù le possibilità di accesso all’università per gli studenti stranieri, non sono le stesse a cui siamo abituati in Europa” e prosegue chiarendo: “Io sono un caso particolare: vivendo lì con la mia famiglia che vi si trovava per motivi di lavoro, ero come un residente”.
Durante il periodo trascorso a Pretoria, la studentessa si è confrontata con una società molto eterogenea dal punto di vista etnico. È venuta a contatto con usi e costumi per lei insoliti, che hanno arricchito la sua cultura e l’hanno fatta innamorare di quei luoghi così diversi dalla natia Bosnia Erzegovina.

Sarajevo - Fonte: qviaggi.it
“Ho nostalgia del Sud Africa: quando, nel 2007 sono tornata a Sarajevo, ho dovuto salutare molti amici. Spero, però, di ritrovarli in futuro, se avrò l’opportunità di visitare nuovamente Pretoria, come mi auguro.”
Lana è alla sua prima volta in quel di Trento. Per un anno e mezzo frequenterà un master in Local Comparative Development, al quale ha aderito grazie ad un programma Erasmus Mundus. Le aree tematiche spaziano dalla giurisprudenza all’economia, passando per la sociologia. “Ho visto i contenuti del master via internet e nel 2009 sono arrivata qui”, racconta la ragazza. “Trento mi ricorda molto Sarajevo, sia per l’orografia del territorio circostante, sia perché è una piccola città tranquilla. La differenza è che qui la vita è un po’ meno frenetica che in Bosnia, dove tutti, seppur gentili e disponibili, sono occupati da affannosi ritmi lavorativi”.

Uno spazio della University of Pretoria - Fonte: web.up.ac.za
In una veloce analisi “Europa-Africa”, Lana descrive i sudafricani come persone sempre felici, sorridenti e capaci di godersi la vita anche senza pausa pranzo!
Puntualizza, inoltre, che: “Lì tutto è più tranquillo, da non confondersi, però, con svogliato o improduttivo. C’è semplicemente un senso diverso della vita”.
Nella nostra città, ha familiarizzato soprattutto con i compagni di corso e gli altri residenti dello studentato.
Con la speranza di fare qualche amicizia locale, la bionda studentessa bosniaca, che già possiede un’ottima conoscenza dell’inglese, punta ad imparare l’italiano.
Per farlo si cimenta in corsi al CIAL, di cui testa la validità dialogando con una ragazza madrelingua. “Studio la vostra lingua per piacere: non voglio partire senza averla, almeno in parte, appresa” ci dice ed aggiunge: “Per quanto concerne lo studio, non ne avrei bisogno, visto che i corsi sono tutti in inglese”.

Medjugorje oggi - Fonte: medjugorje.ws
Chiediamo a Lana qualcosa sulla Bosnia. Lei, senza addentrarsi in questioni politiche, la descrive come un posto molto bello, ricco di diversità culturali e montagne. Ci tiene a sottolineare che: “Ora c’è la pace e di questo bisogna convincersi anche all’estero”.
Racconta di aver sentito parlare molto di Medjugorje, rinomata meta di pellegrinaggi cattolici, ma di non averla mai visitata. “So che un tempo era un posto piuttosto abbandonato, ma ora sono sorti nei dintorni diversi ostelli, grazie al crescere del turismo religioso”, termina la ragazza.
Il planisfero sembra assistere con noncuranza ai nostri discorsi.
Forse questo ha già capito che, con un po’ d’impegno, si può “vivere in pace!” qui, come nel resto del mondo!
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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi
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