spiazaroi Archive

SPIAZAROI e MOTORI

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Con il sopraggiungere della primavera, arrivava la stagione delle biciclette per i più piccoli… e dei motorini… per i più “spizaroi”.
All’epoca dei fatti che vi sto raccontando io ero ancora nella fase delle bici. Ma persone come “il Rigel” e altri smanettavano già tra caballero 50cc. Beta50 , e Simonini motore sachs … ( un mostro).
C’erano dai vecchi modelli di carburatori da 19 con filtro a tromba, ai 28 e 35 da paura! Logico: i collettori tutti fresati , i getti del carburatore sostituiti , anche i cilindri si fresavano … lavori degni di un’alta scuola. Impennare e stare in equilibrio come “Pino dei palazzi” davanti alla pula , era il Bonus massimo. Per ora io ricordo l’episodio più simpatico di quelli che ho visto … ma sarebbe il “Rigel” che dovrebbe raccontare delle scorribande in motorino da cross, ne sa più di me! Io ricordo un episodio in particolare e solo uno dei protagonisti, che era anche “ospite” molto discusso. Era del quartiere di Madonna Bianca e si chiamava Enrico, ma avendo una spiccata passione delle spiazarolade con quella del motorino, in san Bartolomeo, trovava amici e seguaci…
Truccava il motore in modo templare… aveva un cavallo sotto, ed essendo molto grande lo maneggiava con disinvoltura. Quella volta ne aveva uno colore “verde schifo scuro” un pò lucido o metallizzato…
I vigigli abbandonate le vecchie FIAT 124/5 e prima delle FIAT Ritmo , erano stati forniti delle FIAT 500 con quel colore dissenteria tra giallo scuro e verde giallo avariato…
Devo dire che prima si doveva correre per scappare dalle pattuglie … ora era solo una scorribanda veloce tra le vie Tigli e Robinie, nella zona più bene (via Olmi) non erano cosi pesanti i contrasti, con le forze dell’ordine. I vigili erano ripiegati come origami da aprire, nelle piccole Fiat 500 (nessuno le comprava più e lo stato aveva sistemato i fondi di magazzino della FIAT) la grande Italia assomigliava a una certa San Bartolomeo.

Quel giorno fu Enrico a dar spettacolo e i vigili a far da spalla. Corsero per le vie per i soliti 10/15 minuti e stavolta fu Enrico che riusci a doppiare la piccola pattuglia e quando si trovò a fianco della FIAT 500 impennò con la sigaretta in bocca e i soliti zoccoli ai piedi seminando i vigili come se fossero tartaruge, gridando : “Ciao , vago a Magnar”, e via…..

Non riesco a capire questi inseguimenti a tutto gas per le vie di un rione popolare, pieno di bimbi e famiglie, che metteva solo a rischio i residenti, bastava andassero a casa di Enrico e lo aspettassero… oggi ci sarebbe il cellulare e basterebbe convocarlo, invece i Vigili sapevano nomi cognomi, e residenze di tutti! in quegl’anni si entrava nell’anonimato solo per la guerra terroristica.

Ora molti di quei vigili staranno chiudendo la carriera o sono in pensione … e mi chiedo : “potrebbero chiedere un’indennizzo per lo stress subito in quelle pazze corse!? per poi essere lasciati indietro da uno dei tanti “spiazaroi”….e quindi stress accumulato… ma chi pagherebbe San Bortol???… non fatemi ridere ! Ciaooooo

(anonimaspiazarolade)

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Quando ” EL RIGEL” ARRIVAVA  spettacolo gratis per tutti e tutti facevano il tifo per Roberto …

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SE NO' TE ME RIDAI EL BALON TE SPACO I VEDRI CON 'NA SASADA!!!

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“Se non mi ridai il pallone ti rompo i vetri con i sassi” …  in questo modo ti veniva gentilmente chiesto di restituire il pallone finito sul poggiolo (anche del quarto piano come quello della famiglia Voltolini), dai “smargeloni de boci” che giocavano in cortile sotto il cartello: VIETATO IL GIOCO DELLA PALLA E DEL PALLONE ! (una vergogna di divieto). Questa era SAN BORTOL, noi Boci eravamo tantissimi e almeno stavamo sotto casa! (o vi piace l’atmosfera “cimitero” di adesso ??).

In Quei Tempi su tutte le case c’era il cartello con il monito: “Vietati il gioco della palla e del pallone”, così dappertutto si giocava alla palla ed il pallone. Per le bimbe il gioco che andava, nel periodo storico di cui parlo, era “palla 9″, la “tiritera”, “ïl mio cuore si muove”, “9 x 9″ e poi “madrebadessa” oppure quello dell’elastico tenuto teso e saltando formavi figure geometriche con l’elastico.

Prima dell’avvento e comunque prima che i paracarri di metallo fossero messi lungo via Robinie a difesa degli alberi (credo ci siano ancora) si giocava usando per “porta” le mura delle case :-)  e quasi sempre non la propria! Logico che gli abitanti dei primi piani, hanno stabilito subito un rapporto fatto di “ringhiate” più che di comunicazione. Ma noi non potevamo andare tanto per le lunghe, squadre fatte: Si gioca! Ed il rione era il nostro stadio! I Bortolotti (civico 36) della mia casa erano martellati dal gioco delle femminucce mentre quello di fronte (il 28) aveva una parete che si prestava in modo perfetto anzi quando arrivò il metano la tubazione ci fornì un palo “naturale”. A dir la verità capisco che a volte si tirava così forte su quella facciata che era anche fatta di mattoni forati comuni, che credo da dentro era come stare in una grancassa.

A volte il pallone finiva sui poggioli delle case. Nel 28 di via Robinie c’erano più balconi “a rischio” ed uno era verso la metà dell’altezza della casa, ma non ne ricordo il cognome. Un pomeriggio tardo prima di cena si stava giocando proprio nel cortile davanti a casa mia… e qualcuno spara il pallone che s’intrufola su quel poggiolo. Dal solito vociare di festa di tutti noi si passa ad un mugugno smorzato … sapevamo che i problemi cominciavano. Non passò molto che il tipo (il capo famiglia in persona) si presentò sul poggiolo e senza nemmeno ascoltare… e giuro che gli si stava chiedendo rispettosamente scusandoci (sapevamo che altrimenti, avremmo scatenato una lite, era stupido attaccare per primi!). Ma lui sbraitò qualche cosa e confiscò il pallone dicendo che lo avrebbe bucato e sbattè la porta del poggiolo! Era andata di merda! Idea!!!! Corro ai campanelli e suono il campanello dell’interessato in modo molto nervoso, della serie “o rispondi o continuo a suonare”. Finalmente rispondono e io spiego conciso “Se buchi il pallone, saltano i vetri delle tue finestre!”.  Il messaggio era chiaro nel gergo di quei tempi perchè “en spiazarol”, oltre che saper fare le “pive per le cannette”(il gioco della cerbottana), doveva avere anche una mira accettabile, che veniva tenuta viva nei periodi senza le cerbottane con il lancio dei sassi. Le sassaiole tra vie diverse non ditemi che nessuno le ricorda !

Dopo aver cercato un dialogo al citofono provo gridando nel giroscale la mia minaccia e corro nuovamente sotto il poggiolo e per la terza ed ultima volta grido ancora. Tutti guardavano … mi ero forse esposto un pò troppo? Raccolgo un sasso e lo lancio in direzione del poggiolo. In brevissimo tempo il pallone arrivò nel piazzale come d’incanto ed era sano e salvo! Urlo di vittoria generale e via, a giocare ancora. Non ricordo molto bene come andò quando tornai a casa …  ma ne era valsa la pena … abbiamo finito la partita!

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(anonimaspiazarolade)

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MARCELLINO … UN NOSTRADAMUS a San Bortol

Marcellino abitava al 36, arteriosclerosi e alcool avevano messo un muro tra il mondo e lui …  ma forse era solo quello che tutti credevamo. Marcellino in San Bartolomeo ci stava bene, ribelle fine alla morte. Reduce di guerra … trasandato, ma avrei voluto veder gli altri al suo posto. Marcellino aveva la sua “dolce metà” Emma. Marcellino adorava le donne galiziane … “tutte tettone” diceva. E negli anni l’ho sentito dir da altri, che in Galizia era andato per vacanze… Marcellino non credo fosse stato in “ferie volontarie” in Galizia … ma almeno era tornato vivo!

A Marcellino vanno le mie scuse e spero quelle di altri bimbi. Non tanto per le stupidate, ma per quelle volte che gli rubavamo il cappello. Condizionati dal modo di vedere Marcellino dei grandi trattavamo irrispettosi quel povero vecchio. Ok era un pochino pazzo! Per esempio quando cominciava a lamentarsi come un bimbo per il suo cappello … in quel momento capivamo che era sbagliato quello che facevamo. E c’era sempre qualcuno che riportava il cappello nelle sue mani. Lui ti sorrideva …  aveva perso tutto … aveva perso se stesso e la mente, ma il suo cappello era una cosa inseparabile per lui. Marcellino non portava rancore, aveva altro da fare nella sua confusa vita! Marcellino era un vero “spiazarol” sovversivo! Passeggiava per le vie del rione gridando a squarciagola : “PORCA ITALIA!…  PORCA ITALIA” !!!  Non vorrei sbagliarmi, ma in quei momenti tante persone erano d’accordo con il significato di quelle urla!  E al giorno d’oggi avrebbe molti “fans” in Italia!  MARCELLINO VEDEVA NEL FUTURO: “PORCA ITALIA”!!!

(anonimaspiazarolade)

"a mi no me pias …"

C’é sempre una prima volta … ma a volte non la trovi neanche a cercarla con il lanternino !

Quei giorni, tra primavera e estate, stavano passando lisci e tranquilli come non mai; si sa, quando è primavera … sia nel mondo animale che in quello umano è un fiorire di nuovi amori e nuove simpatie. L’appuntamento sotto il balcone della “principessa” era di routine (non credo che le mie attese fossero assillanti) io aspettavo “bravo bravo” che svolgesse gli impegni tra scuola e casa. Chissà quanti, sbirciando o guardando dai balconi avranno pensato: “Varda lì quel Romeo… almeno fino a quando è dalla sua principessa, non combina guai !”

Quella cosa innocente , quella simpatia , aveva riportato l’interessato alla vera dimensione di un 13enne. Non male per uno che , l’unica regola che aveva era il famoso “VIETATO VIETARE”.  Ma quando era con lei tutto cambiava. Che sia stata la speranza in una vità più rosea, l’artefice di quel radicale sdoppiamento? … io non lo so, mi piace pensarlo … certo mi piace pensarlo!

Tornando al nocciolo …  Ora ci si era conosciuti, appurato che esiste una particolare simpatia … è ora di crescere e veder come si diventa adulti.  SI ! …  ok!… E come ?!?  IO UOMO E TU DONNA! E chi cacchio sapeva cosa si fa! Educazione sessuale non si faceva a scuola ne a tavola a casa!!!  Credo, ma i ricordi son un pò confusi, con l’aiuto delle sue amiche, si arrivó ad individuare l’obiettivo! Un Bacio come i grandi, come nei film! … si, quelle cose con la lingua. Io capivo cosa era, in terza media in uscite primaverili con la classe scolastica, si faceva il gioco della bottiglia. Io non partecipavo mai, non tanto per paura … ma ritenevo un disonore, se mi fosse capitato, di dover baciare chi non avrei mai voluto baciare, ugualmente imbarazzante dover baciare chi non ti vuol baciare! Lei fu consigliata e fornita di tutte le nozioni necessarie dalle solite amiche, che forse la spingevano e sostenevano in questa prima esperienza essendone curiose a loro volta. L’ho già detto: era una cosa alla luce del sole!

E cosí, prime prove … Non credo che ci si nascondesse per il volersi nascondere, mah!?!? a quell’etá  dove cerchi un poco d’intimità? Il portone di casa sua! Nei pomeriggi, in quella parte dell’anno, su dalla prima scala c’era una finestra in cui il sole irrompeva con una luce quasi bianca (chi conosce quelle case e quella in particolare, può dedurre che reano le 16/17:00 che il sole guardava dritto negli occhi delle finestre). La seconda scala forniva una parte del giroscale di una zona d’ombra ma illuminata, che rendeva l’aria fresca e piacevole. Quella luce accecante, trasformava ai miei occhi i suoi occhiali con montatura color dell’argento, in una corona posta sul suo viso.

Il cuore in gola! …  a me … a lei, … no! a tutti e due!!! le nostre labbra si sfiorano in un candido bacio tra bambini … ok! ok! … ci siamo, respiro profondo, mi avvicino la bacio sulle labbra un poco deciso e timidamente socchiudo le labbra … ee … niente! Tutto fermo!  Mi scosto e con il tono dell’ingenuitá mi esce un filo di voce: “Cosa c’é? ho fatto qualcosa che non va??” Lei si sbriga a rispondere  e rassicurandomi mi dice : “NO, no!… non hai fatto niente dimale… anzi!” Poi aggiunge ridendo “solo che…  A ME FA SCHIFO !” E GIÙ RIDERE ASSIEME!  Ci abbiam provato tante volte, ma quel bacio così, da adulti, non ci fu veramente mai. Il modo con cui mi diceva che le faceva schifo, era disarmante! chissa quanti in quanti discorsi (da adulto) mi son dilungato nel dire: “tranquilla non c’è fretta!” nominando il rispetto per la sua difficoltà e galanterie varie … per poi tornare a casa pensando con rammarico “anche oggi non ce l’abbiamo fatta”. Ma con una gioia nel cuore per l’esistenza di quella principessa, e gioia per me, ero così carino impacciato, ma soppratutto pieno di rispetto per lei!  Si! … il rispetto che le portavo era la vera cosa da ADULTO che avevo imparato! Adesso per le storie personali, le esperienze di vita ecc… ecc.. non saremmo nostri, ma allora mi sembrava possibile, capivo e rispettavo le difficolta di un Angelo, comparso nel temporale della mia vita!  la mia Principessa…

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BULLI, PUPE, BICICLETTE E "AMORE"

In quella primavera , la principessa , aveva fatto un miracolo , la parte del mio IO , la più fragile , la più impaurita , quella dei sentimenti di un giovanotto.

Erano giorni che camminavo a mezzo metro d’altezza , la forza e la gioia ! Di veder le tue attenzioni …gradite dalla parte interessata….
Lei era il primo pensiero e l’ultimo che facevo ogni giornata, che in quel momento io sentivo donatami dal cielo, era una giornata dove sapevo che da qualche parte al mondo (poeti i bimbi eh?), c’era si! lì a 250 passi da casa mia, li avevo contati “i passi che mi separavano dalla felicità”. Così li avevo chiamati !
Si erano solo 250 passi, che mi separavano da quel balcone del primo piano …. eh,eh,eh come quello di Giulietta a Verona.
Come detto , io “spiazarol” , lei bravissima (almeno per i miei occhi ), aveva degli occhiali …”buffi” diciamo, a qualcuno veniva in mente di far battute, ma se Romeo( io) le sentiva erano guai.
Non ho mai cercato di controllare che non le s’avvicinassero, non conoscevo gelosia , ero puro! Ma a volte sentendo delle battute, mi avvicinavo (con il sorriso, temevo che lei vedesse) e ringhiavo come un pit-bull a bassa voce: “se ci riprovi a prenderla in giro, prima aspetto che Lei vada a casa, altrimenti mi ferma, ma quando lei non c’é, tu resti qui con me! e risolviamo….” mai qualcosa è andato oltre a questo, volevo che questo sogno non fosse disturbato da nessuno, si ammesso chiaramente, ma lo volevo vederla sempre con il sorriso, tanto era bella per me!
Così passavo, io le ricordo come ore ed ore (forse era solo una mezzora) aspettando che lei scendesse. Nel frattempo: sulla bici giochi, piroette, tutta via Tigli in bici senza mani, con le braccia allargate alla “TITANIC”, mentre aspettavo LEI , mi sentivo in crocera per lidi fantastici …

Non avevo nessuna paghetta settimanale o cose del genere … quindi mi arrangiavo .
In un bel giorno di sole, decisi di farle un regalo, pensa, pensa ..: “ok , sentimento….rose!”, “giovani”… boccioli! amore … ROSE !
Mi precipito sulla stradina che porta in via Chini, rosari in fiore in ogni casa …un’accurata selezione, ed eccolo li! Il bocciolo che fà per me! Rosa con striature arancio ed il bordo dei petali in rosso sul procinto di aprirsi.
Trovato! trovato! … era quello che volevo, mi guardo intorno, e con calma recido il fiore.
Direzione … poggiolo della mia Giulietta! … La chiamo …. era presto, credo sia uscita dicendomi: “stai calmo che ho quasi finito i compiti!” io (come un coniglietto) le dico che non c’èra problema, però: “Guarda … l’ho raccolto per te !!!” e lancio il bocciolo a Lei che stava sul balcone …
Il fiato si arresta……….PRESO !!!!!! lo ha preso , un sorriso e rientra per finire i compiti …

UN DIAMANTE È PER SEMPRE E TE LO PORTI AL DITO……
UN BOCCIUOLO DI ROSA È PER SEMPRE….. perchè lo porti nel cuore……..

( anonimaspiazarolade )

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