ricerca Archive

studiare … e vivere a Trento

Grazie a Monica Condini abbiamo recuperato un bel lavoro di ricerca prodotto alcuni anni fa. Il lavoro si compone di fotografie e interviste narrative che hanno come oggetto gli studenti universitari residenti e la vita nella città di Trento.

Il lavoro di ricerca è stato presentato sotto forma di installazione “fotografia + scrittura” e si compone di una serie di pannelli.

Ecco il testo di introduzione all’esposizione:

STUDIARE … E VIVERE A TRENTO
viaggio nelle case degli studenti

il progetto di mostra fotografica sugli studenti universitari di Trento è pensato per dare un volto e una voce a persone che vivono nelle nostre città pur non avendone la residenza. Di studenti universitari, italiano o stranieri, si parla anche per varie ragioni ma difficilmente li si ascolta e li si conosce, perlopiù se li si intende come un blocco indistinto.
Lo scopo del progetto è dare la parola ad alcuni di loro ma anche uno stimolo a ricerche più sistematiche e approfondite, perché ci sia un maggiore e migliore dialogo tra città e universitari, soprattutto per metterci in discussione sul nostro livello di ospitalità, di offerta e di richiesta. Le foto e la grafica sono curate da MoniQue – Monica Condini, giovane fotografa che da anni lavora a Trento come libera professionista. La breve intervista annessa alla foto è curata da Lara Vigolo, studentessa non residente a Trento. Grazie a chi ha acconsentito di partecipare a questo progetto fotografico, che ci ha fatto entrare nella propria tana, che ci ha espresso le proprie opinioni e le proprie esperienze: all’Associazione Universitando, a tutti i suoi componenti, studenti non residenti, che hanno sostenuto questo progetto: in particolare grazie a Laura Silvestri e Lucilla Garratana per le traduzioni e la collaborazione, a Christian Zulberti per la sua ininterrotta disponibilità ma soprattutto grazie a Enrico Spagna, presidente del “Laboratorio sul moderno” ideatore del progetto.



copertina-ok

il pannello introduttivo dell’esposizione

_

consulta l’archivio interviste “studiare … e vivere a Trento


raccogliere audio storie, il metodo autobiografico


Ma ricordo o invento? Non so, c’è una fantasia della memoria che opera a nostra insaputa e che non ritrova il passato prelevandolo bell’e fatto da un archivio di ricordi, ma se lo inventa di volta in volta ricostruendolo con un procedimento simile a quello di un narratore, partendo da un dato o pretesto qualsiasi, a seconda del caso o dell’occasione. L’importante però è non mentirsi. La vigile coscienza sa che qui è l’essenziale del racconto che facciamo. Il racconto può variare, l’essenziale no.

Raffaele La Capria – L’estro quotidiano

ascoltare le storie delle persone

_

_

Raccogliere interviste audio con il metodo autobiografico può diventare un’esperienza interessante e formativa.

_

La necessità di raccogliere le storie della gente è un bisogno radicato in ogni settore della vita pubblica e culturale ormai da anni.

_

Il metodo utilizzato per la realizzazione delle interviste agli studenti e agli abitanti di San Bartolomeo è quello qualitativo, basato sull’approccio autobiografico. La ricerca qualitativa utilizza interviste non strutturate, consentendo ai soggetti narranti un’espressione più spontanea e libera in quanto non condizionata da una rigida griglia di domande.

_

Il racconto autobiografico, infatti, «è da sempre presente nella storia dell’umanità: fin dall’antichità l’uomo ha avvertito il bisogno di fissare la propria esperienza, non solo nel tentativo di vincere la caducità della sua esistenza, ma anche per riflettere sul proprio vissuto, comprenderne il senso ed acquisire nuovo slancio vitale».
Il metodo autobiografico serve a questo scopo: è un approccio delicato, attento, sensibile alle storie della gente, uno scambio umano attraverso cui si raccolgono racconti, si diviene custodi di testimonianze, vissuti, esperienze, ricche di significato, cariche di senso e spesso importanti non solo per sé ma per la collettività.

_

Noi crediamo che gli studenti universitari, ospiti di una grande struttura ricettiva come quella di San Bartolomeo, possano costituire l’obiettivo di un metodo di raccolta per la costruzione e l’archiviazione di storie sociali e socialmente utili e nello stesso tempo gli attori, i fautori e continuatori di tale raccolta che coinvolga studenti, anziani, la gente, la collettività dentro lo studentato, nel quartiere dove è situato, dentro la città stessa.

_

Il progetto di raccolta delle audio storie per Live Memories / Jurka! nasce dal progetto pilota Opera per il futuro, già avviato nel 2007, volto a registrare e conservare memorie dei luoghi, dei contesti sociali, delle relazioni tra la gente, per favorire lo scambio tra generazioni e consolidare il senso di una comunità straordinariamente giovane. Grazie al progetto 2007 l’archivio si arricchisce delle memorie donate dagli studenti nei primi giorni di apertura dello studentato universitario di San Bartolameo.

_

La possibilità di saper riconnettere tessuti sociali altrimenti disgregati o non riconoscibili, ricordare un’epoca, un pezzo di storia locale attraverso il racconto di singoli uomini e donne diventa in questo modo un fare storia e cultura in azione, perché lascia una eredità di memoria storica alle generazioni future, ponte tra passato e presente e come tale nuova conoscenza e possibilità.

_

progetto Portobeseno per Live Memories / Jurka!

di Sara Maino e Davide Ondertoller

_

  • Meta