Posts Tagged ‘raccolta memorie’

POMERIGGI DI PRIMA ESTATE

Martedì, Giugno 22nd, 2010

L ‘è giugno, a san Bortol finiva le scole, la mattina l’arivava prima per noi boci, abituadi a nar a scola, i genitori i l’ha toleva pù comoda, i doveva sol pensar al lavoro e casa, noi non doveven nar pù a scola per 3 mesi ….. la calma per le strade … le mame occupade a far la spesa a l’ente consumi o el Dario de la verdura! i alberi pieni de maggiolini en quei anni , le strade le era ancora de tera … sabbion gross e a Gozad’or gh’era le lucciole e i cervi volanti (coleotteri).
Disnar e poi d’accordo con le mamme, panin con la Nutela (Nutella) e via alla scoperta della giungla circostante, da Gocciad’oro alle campagne del Rossi, per addentrane nella zona stupenda della giungla, la Campagna del Conte Zizo, si, si proprio lù, che i pù anziani de noi i neva a far le prove del complesso (anche noi eren rifornidi della nostra versione dei Beatles ed erano anche bravi) en den locale de casa sua, de costa alle scole Medie Dante Alighieri. La campagna del Conte Zizo l’era rifornida delle zirese dela qualità pù bona del mondo ” QUELE ROBADE ” :)  non ho pù mangnà zirese cosi bone! …. poi che gita era senza esser rincorsi dai contadini … scorpacciata, corsa digestiva e giù dai terreni dell’odierno studentato, con le rame dei zirezari come trofeo, e chi era restà nelle strade de casa, accoglieva i gloriosi al ritorno, che erano sfamati, divertiti anche feriti (micidiali i fili di ferro delle vigne mentre sei in fuga) ma le ferite si portavano come fiori all’occhiello! il motto era “io ce l’ho fatta” (a scampar)
Luciano

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Do pedalade…

Sabato, Giugno 19th, 2010

In estate, c’era la piscina da raggiungere, si poteva fare il giro dalle strade, ma in molti non disdegnavano di fare due arrampicate sulle barriere naturali del territorio …. ed ecco fatto siamo in via padre Eusebio Chini , in futuro avrebbero aperto un passaggio, ” la stradina de via chini ” !
Estate, piscina come un formichiere, non che pagare era un problema in quegl’anni i padri di famiglia affrontavano il ” boom” economico” e l’abbonamento a 10 bagni + 2 omaggio ci stava, ma che “san Bortolameot set? se non entri scavalcando?!” c’era ancora il trampolino disponibile al pubblico, con la fila anche di 15 20 persone, il momento dei ganzi mescolava i rioni della città: San Giuseppe, S. Pio x., ecc….
Pomeriggi spensierati, tuffi, corse, gelati, pizzette stupende! la vecchia gerente del bar della piscina ci apriva il cancello, piuttosto che vederci uno ad uno scavalcare, alti un metro e una coca-cola, il pericolo erano solo i bagnini ed i pizzardoni (vigili urbani en lingua en ponta).
Poi … stremati, si usciva e si doveva affrontar il ritorno a piedi.
Solo qualcuno possedeva la bicicletta … ma più di uno possedeva una collezione di chiavi da lucchetti di bicicletta, di tutte le marche, i migliori aprivano i lucchetti a combinazione solo con l’aiuto di un ago per poi scoprir che le cifre delle combinazioni eran una un 3, una un 6, una un 9, 369,963,936,639 …… allora eri qualcuno dei più! eh eh
Biciclette sciolte … TUTTI A CASA IN BICI !!!! …. e … saluti da San Bortol …….. e viaaaa!
le bici le serviva per desfarle a cros, per pezzi di ricambio, per offrirla a qualche bambina e pedalare nel caldo dell’estate …. e le serviva la sera per far el “puttan tour”, da piazza Centa, per veder la famosissima “TUBO” e poi dalla stazione, tutta Sanseverino …”IL PUTTAN-TOUR” di Trento … ma questa è un’altra storia! ciaooo…..

(anonima spiazarolade)

il quartiere che cambia

Mercoledì, Ggennaio 27th, 2010
san bartolomeo quartiere

2009 le "palafitte", palazzine costruite negli anni 50 a San Bartolomeo

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Il quartiere di San Bartolomeo a Trento subisce negli anni Novanta lo spopolamento e il degrado, non ci sono strutture di servizio (resiste ancora un negozio di alimentari), le vecchie palazzine dette “le palafitte” diventano ricoveri per persone senza fissa dimora e disperati.

Agli inizi di questo decennio, nel 2001, si inizia l’opera di abbattimento delle vecchie palazzine.

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In questa selezione di narrazioni audio: i ricordi degli abitanti, il rione che si spopola, i luoghi di aggregazione, il circolo Acli, la parrocchia, le prospettive future del quartiere …

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durata: 1,40 minuti

data registrazione: giugno 2009

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san bartolomeo quartiere

2009 "le palafitte" - le finestre murate per non permettere l'utilizzo delle case abbandonate

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Progetto Fbk: la memoria al tempo di internet

Venerdì, Novembre 27th, 2009

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TRENTO – A un anno dall’avvio del progetto i gruppi di ricerca della Fondazione Bruno Kessler e delle Università di Trento e di Southampton hanno presentato oggi ai partner territoriali e alle imprese coinvolte lo sviluppo del programma su porzioni di archivi multimediali del Trentino (tra gli altri, sono stati considerati gli archivi di Vita Trentina, dell’Adige, del Consiglio Comunale di Trento, della rete sociale Jurka.net e di blog di racconti).
L’obiettivo del progetto è creare archivi di memoria collettiva, attraverso strumenti informatici in grado di integrare testi, foto, file audio e video, anche se estratti da fonti eterogenee che cambiano nel tempo
In apertura, il direttore del Centro Information Technology FBK, Paolo Traverso, ha firmato, alla presenza del presidente Andrea Zanotti, due accordi di collaborazione rispettivamente con RTTR e S.I.E., tramite i quali saranno resi disponibili i rispettivi archivi digitali per la ricerca nell’ambito del progetto.
fonte: l’Adige.it – 26/11/2009 16:20

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LiveMemories

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Guarda la slideshow della presentazione del progetto Jurka / LiveMemories

Sonet Demonstration LiveMemories 26 11 09

di Michela Ferron e Paolo Massa

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LiveMemories

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L’intero progetto di raccolta memorie del quartiere e dello studentato di San Bartolomeo è stato finanziato dall’Opera Universitaria di Trento.

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il quartiere che cambia

Sabato, Settembre 26th, 2009

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1968 san bartolomeo

1968 cartolina - rione di San Bartolomeo, panorama - archivio Quei de san bortol

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alcune testimonianze sul quartiere di San Bartolomeo di Trento:
nascita del rione, i masi, la campagna, la Clarina, luoghi di aggregazione,
lo spopolamento del quartiere, i cambiamenti degli ultimi 10 anni …

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registrazione audio: giugno 2009

durata: 1,39 min

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san bartolomeo quartiere di Trento

2000 - quartiere San Bartolomeo, viale dei Tigli, le prime "palafitte" abbattute fanno posto al condominio bianco dell'ITEA - archivio Quei de san bortol

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nascita di un quartiere

Giovedì, Settembre 24th, 2009

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san bartolomeo quartiere

archivio "quei de san bortol" - 1955 - le ruspe preparano il terreno per il cantiere di San Bartolomeo, il nuovo quartiere a sud della città di Trento

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Raccolta di testimonianze sulla nascita del quartiere di San Bartolomeo: il piano Marshall, la costruzione degli case popolari chiamate le “palafitte” e le “americane”, la gente, le famiglie … ricordi d’infanzia.
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registrazione audio: giugno 2009

durata: 1,49 sec

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san bartolomeo nuovo quartiere di Trento

1955 - il nuovo quartiere di San Bartolomeo con "le palafitte" sorte nella campagna a sud di Trento - Archivio Quei de san bortol

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il quartiere che cambia

Martedì, Luglio 21st, 2009

fonte: Il Trentino – link
03 novembre 2006   pagina 20   sezione: CRONACA

Viale dei Tigli, abbattuta la prima palafitta

2 novembre 2002 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo

2 novembre 2006 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

TRENTO. Dal poggiolo di Ilda Tamanini Curzel la pinza che martella sulla palafitta del civico 15, «avanzando come un bruco», si vede distintamente: ed è un malinconico spettacolo quello che da ieri va in scena in viale dei Tigli, nel cuore del vecchio e popolare quartiere di San Bartolomeo. E’ cominciata la demolizione delle prime delle tredici palazzine di edilizia popolare – «le palafitte» -, che a Trento sud dovranno fare posto al nuovo quartiere progettato dall’architetto catalano Joan Busquets.  La signora Tamanini e la vicina Annarosa Albanini vi entrarono ai tempi della loro inaugurazione, nel remoto 1955: un piano di edilizia popolare tirato su con la legge Fanfani. Qualche anno fa, quando il Comune decise di liberare le case (due appartamenti per i quattro piani), murando ingressi e finestre, alle due donne venne assegnato un appartamento nella palazzina Itea che sorge accanto al bar dei Tigli.  «Beh, un po’ di commozione c’è: è come se ti portassero via un pezzo di te», ammette Lara Robat, 39 anni, la titolare del locale. E’ nata qui, crescendo nelle vicine case dei postali, e tredici anni fa ha rilevato il bar che quarant’anni prima era stato aperto da papà Sergio. «Sono anni che sappiamo che questo giorno sarebbe arrivato prima o poi, ma poi quando succede ti senti comunque impreparata. Il quartiere in questi anni si è svuotato progressivamente: quasi tutti sono finiti nelle case Itea di Corso degli alpini e in quelle nei pressi della rotatoria di Madonna Bianca. Gli affari sono calati sensibilmente, m’è rimasta una clientela di esterni. E’ già tanto che non abbiamo chiuso».  Gli ultimi inquilini, una famiglia di nazionalità marocchina, ha lasciato le palafitte all’inizio dell’estate. Ce n’erano 104 di famiglie negli anni del boom, una Trento povera, che si meritò la nomea di Bronx. L’altra sera, parlando in parrocchia, il sindaco Pacher ha detto che quella fama oggi è immeritata e la gente annuiva. San Bartolomeo ha forgiato una sua identità: l’anno prossimo la parrocchia compirà 50 anni, c’è un circolo Acli molto attivo, e le numerose associazioni sono state trasferite dalle palafitte ad una vecchia casa – «la casa gialla» – all’inizio di viale dei Tigli. Certo, è diventato un quartiere di anziani.

2 novembre 2002 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

2 novembre 2006 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

«Qui ci conosciamo tutti», dice la Robat. Non si fa fatica a crederlo. Però fa abbastanza impressione vedere i sei negozietti impiantati a pianterreno di queste palazzine dall’intonaco scrostato, murate ai piani superiori: un ’immagine scabra che stride con l’opulenza del resto della città.  La pinza meccanica, posta alla fine di un escavatore con un braccio lungo 22 metri, picchia duro sulla casa. L’impresa Zampedri di Viarago (Pergine) ha dato il via alle operazioni alle 8 del mattino. Una giornata infelice per un lavoro del genere: spirava una tramontava fastidiosa e il vento disperdeva la polvere. Per demolire il caseggiato e portare i detriti nella discarica Sativa ci vorranno due settimane. Entro l’anno cadranno altre palafitte, poi occorrerà fare un nuovo appalto per tirare giù le altre nove. «Speriamo che tocchi ancora a noi» ammette l’impresario, Lorenzo Zampedri. Nelle scorse settimane gli operai hanno strappato le parti in legno, liberato gli appartamenti da vecchie lavatrici, reti dei letti, sanitari e trasportato tutto in discarica. Inoltre, per evitare incidenti, sono stati tagliati gli allacciamenti a gas, luce e acqua. «Una vera ed e propria sanificazione degli edifici», spiega l’architetto del Servizio di edilizia pubblica del Comune, Claudio Gardelli. Ed è stato necessario chiedere anche un’autorizzazione ai Beni culturali: una richiesta imposta dalla legge per tutti gli edifici che hanno più di cinquant’anni. Anche se si tratta di vetuste palafitte. «Spero che il sindaco mantenga le promesse e ci trovi un tetto qua vicino: ha garantito che nessuno finirà sulla strada», spiega la Robat. Tra un anno bisognerà pensarci. La palafitta del bar sarà l’ultima ad implodere. «Molti di quelli che se ne sono dovuti andare, vorrebbero tornare qui. In corso degli alpini e a Madonna Bianca, non ci sono negozi e loro che sono anziani si trovano male, rimpiangendo le comodità di viale dei Tigli. Soprattutto vorremmo che il nuovo quartiere non diventasse un dormitorio».

2 novembre 2002 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

le "palafitte" a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

Busquets ha l’incarico di prevedere insediamenti di edilizia a prezzi calmierati. Un quartiere con molto verde, anche se il vicesindaco Alessandro Andreatta ha già spiegato che l’esatta sua configurazione sarà demandata al piano attuativo: «E’ lì tutti potranno portare un contributo».  Alessandro Fonsatti, l’edicolante, il cui punto vendita è situato proprio all’inizio del viale, non è ottimista. «Il sindaco ha fatto delle promesse, ma gli assessori che avevamo incontrato quest’estate erano stati di diverso avviso, affermando che dovevamo andarcene via visto che la fine era nota da tempo. Ora sento che Pacher intende sistemarci nelle case Itea in fondo alla strada, ma sarebbe la nostra morte. I negozi devono rimanere qua, nel cuore del quartiere. Avevamo chiesto che fosse ristrutturata la «casa gialla» e deputata al commercio. Ma ci hanno risposto che non è possibile. Ora la localizzazione riveste una grande importanza per un esercizio commerciale: se sei nel posto sbagliato esci dal mercato». Fonsatti pretende chiarezza dall’amministrazione comunale: «Così uno comincia a programmare il proprio futuro». Entro la fine del mese giungeranno in viale dei Tigli dei funzionari del Comune per concordare con i commercianti le loro destinazioni future: questa l’impegno preso dal sindaco lunedì sera. Dice Fonsatti: «Non vogliamo regali, ma nemmeno finire in malora».

Consulta tutti gli articoli del quotidiano Trentino sulle “palafitte” del quartiere San Bartolomeo a Trento.

studiare … e vivere a Trento

Mercoledì, Luglio 15th, 2009

Grazie a Monica Condini abbiamo recuperato un bel lavoro di ricerca prodotto alcuni anni fa. Il lavoro si compone di fotografie e interviste narrative che hanno come oggetto gli studenti universitari residenti e la vita nella città di Trento.

Il lavoro di ricerca è stato presentato sotto forma di installazione “fotografia + scrittura” e si compone di una serie di pannelli.

Ecco il testo di introduzione all’esposizione:

STUDIARE … E VIVERE A TRENTO
viaggio nelle case degli studenti

il progetto di mostra fotografica sugli studenti universitari di Trento è pensato per dare un volto e una voce a persone che vivono nelle nostre città pur non avendone la residenza. Di studenti universitari, italiano o stranieri, si parla anche per varie ragioni ma difficilmente li si ascolta e li si conosce, perlopiù se li si intende come un blocco indistinto.
Lo scopo del progetto è dare la parola ad alcuni di loro ma anche uno stimolo a ricerche più sistematiche e approfondite, perché ci sia un maggiore e migliore dialogo tra città e universitari, soprattutto per metterci in discussione sul nostro livello di ospitalità, di offerta e di richiesta. Le foto e la grafica sono curate da MoniQue – Monica Condini, giovane fotografa che da anni lavora a Trento come libera professionista. La breve intervista annessa alla foto è curata da Lara Vigolo, studentessa non residente a Trento. Grazie a chi ha acconsentito di partecipare a questo progetto fotografico, che ci ha fatto entrare nella propria tana, che ci ha espresso le proprie opinioni e le proprie esperienze: all’Associazione Universitando, a tutti i suoi componenti, studenti non residenti, che hanno sostenuto questo progetto: in particolare grazie a Laura Silvestri e Lucilla Garratana per le traduzioni e la collaborazione, a Christian Zulberti per la sua ininterrotta disponibilità ma soprattutto grazie a Enrico Spagna, presidente del “Laboratorio sul moderno” ideatore del progetto.



copertina-ok

il pannello introduttivo dell’esposizione

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consulta l’archivio interviste “studiare … e vivere a Trento


nascita di un quartiere

Martedì, Giugno 9th, 2009

san bartolomeo quartiere di Trento
Località San Bartolomeo a Trento in un’immagine degli anni Cinquanta, archivio Acli San Bartolomeo

Il nuovo quartiere è composto da palazzine, presto chiamate le “palafitte”, che ospiteranno decine di famiglie provenienti da varie parti di Trento e addirittura dall’estero.



opera per il futuro 2007

Lunedì, Giugno 8th, 2009

Il progetto opera per il futuro è nato del 2007 su iniziativa dell’Opera Universitaria per formare un archivio multimediale e valorizzare le storie e le memorie della nuova Residenza universitaria di Trento, località San Bartolomeo.

Il progetto 2007 si spiega come un’indagine che utilizzando linguaggio multimediale (fotografie, audio, video, scrittura) racconta i primi giorni di apertura del nuovo Studentato universitario di Trento, dall’inaugurazione alla permanenza dei primi studenti ospiti, per testimoniare e documentare il formarsi e l’evolversi di una nuova identità storico-culturale.

Il titolo “opera per il futuro” sottintende due principali scopi: l’adoperarsi per il futuro nel momento presente, attraverso la ricerca e le integrazioni successive, e la sua trasmissibilità al futuro come prodotto di un bagaglio culturale e identitario attraverso un archivio strutturato.

Il progetto intende inoltre utilizzare gli strumenti offerti dalla rete web per valorizzare, diffondere e condividere tale ricerca attraverso l’Archivio multimediale appositamente creato per l’Opera Universitaria.
Il risultato di questa indagine sarà quindi fruibile da subito utilizzando strumenti web di facile accesso messi a disposizione gratuitamente dalla rete Internet.

I dati messi a disposizione attraverso la rete Web saranno tutelati da licenza Creative Commons regolando l’utilizzo e la condivisione delle informazioni per scopi non commerciali.

Obiettivi primari:
-    documentare i primi giorni di attività nella Residenza universitaria
-    creare un archivio multimediale della Residenza per gli archivi dell’Opera Universitaria

Secondi obiettivi:
-    condivisione dei documenti dell’Archivio attraverso liberi strumenti web
-    continuazione e ampliamento dell’archivio da parte di web-community nate tra gli ospiti della Residenza

strumenti:

INDAGINE AUDIO
audio interviste, registrazione di suoni

INDAGINE VIDEO
cortometraggi, i primi giorni dello studentato, video interviste

INDAGINE FOTOGRAFICA
ritratti e visioni dei primi giorni

ARCHIVIO
con i dati aggregati

WEB
pubblicare il materiale raccolto,
creare i primi news group dello studentato