palafitte Archive

prossimo appuntamento

Possiamo anticipare la data del concerto LIVE @ SAN BORTOL previsto per il 7 giugno 2011 e rinviato per pioggia !!!

Ci troveremo sempre sotto le “palafitte” il giorno mercoledì 19 ottobre in quartiere San Bartolomeo. In caso di maltempo non verrà posticipato ma lo faremo quasi sicuramente nella sala della circoscrizione (diversamente in auditorium dello studentato).

Ringrazio tutti per la collaborazione e ci sentiamo nei primi giorni di ottobre per i dettagli.

live @ palafitte 2011

nuovo appuntamento musicale sotto le palafitte di San Bartolomeo !!


programma:

- coro “Wild Voices” – canti dal mondo

- “Quei de san bortol” in concerto (ex La fine del mondo, ex The Tubbs)

- Alchimia in concerto


Martedì 7 giugno – ore 20.30

via dei Tigli – San Bartolomeo
Trento

A cura di Circoscrizione Oltrefersina e in collaborazione con Portobeseno e Opera Universitaria

live @ palafitte > 7 giugno 2011

http://livememories.jurka.net/

circoscrizione_oltrefersina@comune.trento.it
mob 340 555 45 16

In distruzione @ Trento Film Festival

Trento Film Festival (28 aprile – 8 maggio)
Sezione Orizzonti Vicini

Cinema Modena – Sala 2
martedì 3 maggio · 21.30

Immagine anteprima YouTube

In distruzione
di Luigi Pepe e Eugenio Maria Russo, 39′
A Trento c’è un quartiere che ha due facce e due grafie: San Bartolameo/San Bartolomeo. Se si parla di San Bartolameo si intende il nuovissimo studentato dell’Opera Universitaria di Trento. San Bartolomeo indica invece la parte più vecchia del quartiere, costituita da case popolari costruite nel secondo dopoguerra e chiamate comunemente “palafitte” per la loro struttura a piloni. Oggi le palafitte sono disabitate, perché il Comune ha deciso di abbatterle, a favore di un nuovo progetto urbanistico. L’incertezza per il futuro del quartiere nelle voci degli ex abitanti delle palafitte, l’incertezza per il proprio futuro nelle voci degli studenti, arrivati a Trento per iniziare a costruirsene uno, lontano dalla famiglia e dagli amici di sempre.

l’evento su Facebook

il quartiere visto dall’alto

San Bartolomeo quartiere 2006

San Bartolomeo quartiere 2006

San Bartolomeo quartiere 2006

clicca sull’immagine per ingrandire – tutti i diritti riservati

Nel 2006 Dino Panato scatta alcune immagini riprese da un piccolo aereo decollato dall’aeroporto di Mattarello. Nei giorni si successivi sarebbero state abbattutte le prime palafitte e quindi l’idea era di documentare per l’ultima volta la struttura urbanistica del quartiere così come era nato.

Guarda tutto il set fotografico donato da Dino Panato, Palafitte 2006

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IN DISTRUZIONE

SCHEDA DOCUMENTARIO
a cura di ASUT / 2010
presentazione 30 novembre 2010 presso Studentato San Bartolameo, Trento
Titolo: IN DISTRUZIONE
Regia, fotografia e montaggio: Luigi Pepe e Eugenio Maria Russo
Durata: 50′ circa
Realizzazione: agosto-novembre 2010

I luoghi
Il vecchio quartiere
La nascita del quartiere di San Bartolomeo nel secondo dopoguerra rientrava nel nuovo piano urbanistico previsto per l’area sud di Trento – San Bartolomeo masi – che allora si presentava coltivata interamente a frutteto e vigneto con alcune abitazioni sparse sul territorio e la presenza del distretto militare. Per la particolare tipologia costruttiva alcune palazzine del nuovo quartiere vennero denominate “le palafitte”, altre palazzine che lo compongono “le americane”, sottolineando la provenienza dei finanziamenti e degli aiuti nella ricostruzione (piano Marshall).
Nel 2006 la demolizione di una parte delle “palafitte” segna l’inizio di un nuovo piano urbanistico previsto dall’Amministrazione comunale di Trento, che dovrebbe restituire nuova vitalità a una zona piena di palazzine vecchie e in parte abbandonate.
Ormai nel quartiere sono rimaste solo poche attività commerciali (un bar, una merceria, un macellaio e un tabaccaio) e pochi altri luoghi pubblici (il parchetto nel quale giocano i figli degli immigrati, la chiesetta di nuova costruzione e un campo sportivo).
Il nuovo studentato
Il nuovo corso del quartiere è stato inaugurato dalla costruzione dello studentato dell’Opera Universitaria di Trento. Terminato nel 2007, attualmente lo studentato ospita circa ottocento studenti di varie nazionalità.
Tuttavia la presenza dello studentato non ha inficiato minimamente l’apatia che attanaglia il quartiere: infatti, in un quartiere dormitorio, non si è fatto altro che inserire un micro quartiere dormitorio, quale innegabilmente lo studentato è, eccezion fatta per pochi momenti di aggregazione concentrati di solito d’estate (Suoni Universitari su tutti). Inoltre, per la sua posizione che domina dall’alto il quartiere vero e proprio, lo studentato risulta completamente staccato, senza alcun tipo di reale compenetrazione.

IN DISTRUZIONE
Come risulta evidente già dal titolo, il documentario sarà incentrato su quello che Trento sta perdendo, ovvero le “palafitte” di San Bartolomeo che sono in via di demolizione. Palazzine di nessun valore architettonico e in pesante degrado, qualcuno potrebbe dire, che possono benissimo fare posto a un nuovo complesso residenziale che riqualifichi una zona spesso protagonista – in passato – delle pagine di cronaca nera dei quotidiani locali.
Intanto, poco distante, è già sorto il nuovissimo campus universitario, fiore all’occhiello degli alloggi per gli studenti dell’ateneo trentino.
Tutto bene, quindi? Non è detto. Non basta un colpo di spugna e un architetto famoso per cambiare l’identità di un quartiere.

IN DISTRUZIONE

IN DISTRUZIONE

clicca sull’immagine per ingrandire

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Gli autori
Luigi Pepe
Ho 28 anni e mi sono diplomato in montaggio e post-produzione alla ZeLIG: school for documentary, television and new media di Bolzano e laureato in Sociologia a Trento. Sono stato selezionato per partecipare al Berlinale Talent Campus 2010 come montatore e regista. La mia filmografia da montatore comprende: “Specchio delle mie brame” (G. Attanasio, 2008 – Vincitore sezione Shortland del 4FF di Bolzano), “The sued generation” (G. Boch, 2009 – Selezionato al Tempere Film Festival 2010), “Facebook’s Adorno changed my life” (G. Boch, 2010).
Eugenio Maria Russo
Ho 23 anni, mi sono laureato in lettere classiche a Trento. Sono presidente dell’Associazione Studenti Universitari Trento. 


Insieme a Luigi Pepe abbiamo già diretto il lungometraggio in 16mm “Dafni e Cloe” (in fase di postproduzione). Il rough cut del film è stato selezionato all’interno del Campus Editing Studio della 60esima Berlinale ed è stato assegnato Yann Dedet come supervisore al montaggio.

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Carnevale 1976

1976 - carnevale a San Bartolomeo

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1976 - carnevale a San Bartolomeo

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_1976 - carnevale a San Bartolomeo

1976 - carnevale a San Bartolomeo

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archivio Mario Butturini
gruppo “Quei de San Bortol”

fonte: gruppo Facebook San Bartolomeo

CHI GIOCA A TRIANGOLO ???

Immagine anteprima YouTube

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5 Lire, 3 palline al tabacchino: erano come il primo dollaro d’oro di Paperone, l’inizio di un impero! Si giocava a “busa“, consisteva nel fare una piccola buca, in quella terra fertile che era San Bartolomeo, forse meglio dir del conte “Zizo” e del “Rossi bacan” (contadino). Bisognava riuscire a metter la propria biglia in buca e così ci si guadagnava il diritto di tirare e centrare la biglia dell’avversario che in caso di successo diveniva tua! Poi c’era il più semplice “scoceta“, un giocare a “darsela” con un tentativo ciascuno di centrare l’avversario, il premio anche qui la biglia. Poi il famosissimo “triangolo“, ma ne parlo dopo le biglie.

Le biglie che si usavano le conosciamo tutti e sono ancora sul mercato. Non so se è la Play-station, o i metodi anticoncezionali oppure la crisi della Famiglia data dalla difficoltà economica, ma io non ho mai più visto gruppi di 20 o più bambini divisi in gruppetti a giocare allo stesso gioco in autonomia.

Le biglie che usavamo erano di vario tipo e materiale: le biglie comunissime di vetro, poi quelle di vetro con ghirigori di colori che spesso era il motivo per nominarle “Fortunelle”, quelle che si diceva fossero d’osso, ma erano solo vetro bianco ma pensare d’osso era intrigante, e c’era il temutissimo “Balotòn”: una biglia d’acciaio (quelle per i “cuscinetti”) da un pollice e mezzo, credo. Di solito si scendeva in cortile (… “di solito” se ne capirà il motivo poi, verso la fine di questo racconto) e si chiedeva di giocare, così alla prossima partita entravi nel gioco. C’era un triangolo disegnato nel terreno ed all’interno si depositava la posta in palline, ci si accordava sul numero da puntare … ed ecco il gioco d’azzardo! Giocato per strada con la moneta e valuta che era disponibile a noi: le biglie! Poi si tirava la propria biglia verso una riga anch’essa disegnata nel terreno, chi s’avvicinava più alla riga aveva diritto ad iniziare e così fino a che il più lontano dalla riga comincia anche lui per ultimo. Vincevi tutte le palline che riuscivi a far uscire dal triangolo, quando sbagliavi il tiro passava al giocatore successivo. C’erano anche i “bastardi”del Balotòn (lo dico ironicamente, mi raccomando!). Non so se, come si dice per i cani, che tra cani e padroni ci si assomiglia, ma forse anche tra giocattolo e giocatore era così: uno di quelli “dal Balotòn” penso sia stato anche il Visintainer grande! (eh,eh,eh Ridi però Mauro! le ultime volte eri un bel “tomo”… non ciccio). Logico che in questo incrocio di contatti anche le varie “classi”o “tipi” sociali si incontravano e si scontravano! A me personalmente capitò con il giovane Cortelleti. Quello che dirò però è solo la mia campana, dirò come e cosa io ho vissuto.

Quel giorno scesi e davanti al “trenta” di via Robinie c’era un gruppetto in procinto di giocare a triangolo, chiedo di giocare … il che mi venne seccamente negato dal Cortelletti, io mi avvicino semplicemente … e sferro un pugno direttamente allo zigomo del malcapitato, il Cortelletti si blocca e si avvicina al suo portone, non ricordo se schiamazzando o piangendo … certo ero stato troppo impulsivo per una cosa così … intervento decisamente troppo aggressivo … dopo poco sopraggiunge il Sandro B. e credo che mi abbia richiamato e poi si affaccia pure il fratello Lino B. al poggiolo del secondo piano, anche lui aveva qualcosa da dire, pur non essendo stato presente. Qualcuno … la verità?? Più d’uno in cortile mi disse: “bravo, fatto bene!”, mentre mi avviavo al patibolo, emotivamente era così: era meglio arrivassi prima io a casa della notizia! È ovvio che il Cortelletti ha pagato un senso d’esclusione che già vivevo in famiglia … ma non ci voleva molto per immaginare cosa sentiva dire di noi “spiazaroi” a casa sua! Lo sguardo di sbieco che ti davano il fratello ed i genitori era ” eloquente”, della sorella non interessava niente a nessuno. Ci stavamo muovendo nel mondo che si reputava di qualche classe più “superiore “, anche questo era San Bartolomeo, siamo in presenza di una casa di San Bartolomeo, ovviamente, con portone di ferro e chiusura elettrica. (v. nota quando l’Ikea non c’era).

Io avevo dato il pugno e non lo negavo, mio padre Ha pagato per me Lire 18.000 di pronto soccorso, per il Cortelletti. Personalmente ho pagato: una denuncia con due testimonianze ma non è stata la cosa piàù importante, ho pagato con una caterva di battipanate sul poggiolo di casa, che tutti vedessero. Le ho prese sul poggiolo sotto l’occhio e l’orecchio del rione. Se fiatavo ne arriva un’altra, poi un’altra, e poi ancora, ancora e ancora! Il rione… in silenzio.
Mi chiedo: “Al giorno d’oggi mia madre quanti anni di galera si sarebbe presa??? (…siete in molti coinvolti… in molti.)

Dunque : Gli eroi si piegano ma non si spezzano. Alcuni giorni dopo mi chiama la poliziotta a Capo della squadra femminile e mi chiede il racconto… poi estrae dal cassetto le testimonianze di Sandro B. e Lino B.
Secondo loro erano presenti ancora prima dell’inizio della lite, io dissento e lei mi ascolta e ricontrolla quello che io ho detto nel verbale stilato, poi legge le due testimonianze d’accusa… e mi sorride e dice: “Ok! Senti comunque lo capisci che è grave?? Ne sei pentito??”. Io oramai l’avevo presa in simpatia, era così dolce e comprensiva, anche se aveva la fermezza e l’autorevolezza necessaria alla situazione (autorevolezza ho detto, non autorità; lei aveva capito che a San Bartolomeo nemmeno i “spiazaroi” smargeloni avevano paura di loro, e mi confessò il rischio che forse ci saremo conosciuti meglio più avanti). Le ricordo che io non ho mai negato la mia colpevolezza, ma con quelle due infamate, dissi : “No non ne sono pentito e lo rifarei se mi trattano così. Ci ha provato più volte ma niente! Niente da fare, davanti a quell’infamità superflua (ero reo confesso) NON MI PENTO!

LEI SI RIVOLGE A MIA MADRE E DICE : “GUARDI sIGNORA , LE TESTIMONIANZE IN EFFETTI DISCORDANO , NON CON IL RAGAZZO QUI … ma fra di loro gli ACCUSATORI, LA LORO È UNA CAMPANA STONATA, in tribunale non accetteranno mai la causa, danno confessato e risarcito!”. Poi si rivolse a me con comprensione ed un monito: “Purtroppo mi sa che ci rivedremo, fai il bravo intanto!”. Tanto sante, le sue parole, quanto profetiche.

(anonimaspiazarolade)

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Ivanhoe

live@palafitte

Immagine anteprima YouTube

the Tubbs – live@palafitte

martedì 21 settembre 2010

scheda evento

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facebook : san bortol

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installazione fotografica web-project
a cura di TrentoASA
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Via dei Tigli, quartiere di San Bartolomeo
Trento
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L’installazione propone fotografie e testi tratti dal social network Facebook, in particolare dal gruppo San Bartolomeo, ricordi innocenti non solo reati.

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Facebook: San Bortol

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Le immagini e i testi sono stati pubblicati sulla facciata di una delle “palafitte”, edifici prossimi alla demolizione per far spazio ad un nuovo quartiere residenziale di Trento.
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L’associazione TrentoASA ringrazia tutte le persone che hanno collaborato all’iniziativa.
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archivio fotografico del progetto
facebook : san bortol

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Facebook: San Bortol
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Sulle mura esterne dell’edificio di via Olmi 4 nel quartiere San Bartolomeo (l’edificio sarà abbattuto nel 2011 per far posto alla nuovo progetto urbanistico previsto per il quartiere) sono state applicate 20 ritratti fotografici e 20 testi raccolti sul social network Facebook e aventi come soggetto fotografie dei profili e testi scritti riferiti agli ex-abitanti del quartiere.

Durante il mese di Novembre sono stati contattati alcuni utenti Facebook che avevano aderito al gruppo dedicato al quartiere e che risultavano ex-abitanti di via degli Olmi e via Tigli. Le persone contattate sono state invitate a scrivere un testo di memorie dedicate al quartiere e hanno rilasciato l’autorizzazione alla stampa e pubblicazione della propria immagine di profilo visibile su Facebook per essere utilizzata nell’installazione.

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leggi i testi pubblicati, scarica il documento (*.pdf)

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LA MAMMA DEL MICIO DECISE DI ABBELLIRE I GIARDINI…

..figuriamoci se nelle aiuole che circondavano le palafitte cresceva l’erba…. eravamo dei piccoli Attila…. erba non ne poteva crescere…. o che si giocava a calcio…. e sulla strada, tanto macchine non ne passavano, e tra le aiuole… o si giocava a biglie…. scavando tortuosi fossetti e buche ovunque… o che si nascondevano i tesori….ed i buchi divenivan voragini…. ah ah ah… ma un giorno la mamma del Micio decise che era ora di far crescere l’erba…. ed eccola borsa di plastica in mano e coltello…. dirigersi verso la zona in fondo al rione…. verso viale Verona. Ogni mezzora la si vedeva tornare con il suo bottino pesante…. zoppe… andava a cercar zoppe…. le cavava con il coltello… alle altre aiuole più fortunate…. e poi giunta alla sua le riappoggiava a terra, nella speranza che l’erbaccia attecchisse…. ovvio che ci proponemmo subito volontari ! …tutti ?…. tutti tutti !!!!….. ah ah ah…. immaginateli tu, un centinai di bamboccetti scalmanati, armati di qualche bastoncino a cavar zolle di terra per il rione…. ah ah ah …. in meno di mezza giornata, Attila poteva sparire dalla vergogna al nostro cospetto…. nulla poteva più crescere da dove eravamo passati… per mesi ormai…. ma la casa della mamma del Micio, adornata di zolle, era fantastica!!…. Oddio, a guardarla bene, un pò di mal di mare ti veniva…. ah ah ah…. le gobbe del prato, davano alla prospettiva un che di onda marina impazzita…..

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san bartolomeo quartiere

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Nacque così, la voglia di giardinaggio nel rione. Andammo avanti per qualche settimana a rubarci le zoppe a vicenda, palafitta contro palafitta…. di notte, appena le mamme erano andate a dormire….. ma compreso che non c’era modo di venirne a capo, decidemmo di giocarci…. e le zoppe divennero armi micidiali, da lanciarle addosso al nemico di turno, che osava sfidarti…… la mattina, terra, zoppe, ovunque…. un macello….. ah ah ah ah….. e la mamma del Micio si arrese….

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( Roberta )

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