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Un martedì sera, su consiglio di alcuni convittori, ci rechiamo in un’ala della struttura che ci dicono, sia abitata da diversi stranieri.
Dopo alcuni tentavi con esito negativo, suoniamo il campanello di una stanza in fondo al corridoio. La porta si apre e si affaccia Luz Elena, una ragazza colombiana che accetta volentieri di farsi intervistare.
Proviene da Pereira, città che fa parte del piccolo dipartimento di Risaralda, dove ha conseguito una laurea quinquennale in musica presso l’Università Tecnologica.
“Studiare canto in Colombia”, racconta, “è una scelta impegnativa. Gli investimenti in quest’ambito sono pochi e non esiste una vera e propria cultura canora”. “Infatti”, prosegue la studentessa, “molti dei migliori cantanti d’opera colombiani, hanno studiato all’estero, in Italia e Spagna, ad esempio”. Luz Elena è stata indirizzata verso Trento da un suo professore che le ha prospettato l’idea di studiare lirica presso il conservatorio.
Dopo aver inviato alcune sue registrazioni, è stata chiamata a sostenere l’esame di ammissione (in italiano) per accedere ai corsi. In agosto 2010 è arrivata a Trento e, soltanto un mese dopo, ha superato il test. Attraverso questo percorso di formazione (tre anni più due di specializzazione), intende avvicinarsi sempre più al canto lirico, che vorrebbe esercitare professionalmente.
Luz ci spiega che in Colombia, chi ha una laurea in musica, può aspettarsi nel migliore dei casi, un futuro da insegnante. Lei, invece, è disposta a rimanere in Italia stabilmente (nonostante il “freddo”, che non ama!) o a spostarsi in Spagna, pur di inseguire il suo sogno.
Non vuole, però, allontanarsi dalle persone a lei care e sta già pensando, al momento oppotuno, di far volare a Trento la mamma e la sorella, rimaste oltre oceano. Nel frattempo, Luz Elena si accontenta della compagnia di un’amica e del suo ragazzo, che ha seguito il suo stesso percorso formativo, emigrando dalla popolosa Pereira, allo Studentato di San Bartolameo!
Le impressioni di Luz Elena, che è in Europa per la prima volta, sono molto positive. Soprattutto, ha riscontrato degli effetti benefici sulla digestione: “Qui si mangia meglio!
Il cibo è più leggero”. Scopriamo, dalla sua descrizione, che uno dei piatti tipici colombiani, la Bandeja Paisa, è un vero mattone per lo stomaco!
L’immagine a fianco dovrebbe essere abbastanza esplicativa.. si tratta, infatti, di un abbinamento di fagioli, riso, uova, macinato cotto di bovino, avocado e chorizo, un insaccato speziato alla paprika. Luz Elena ci assicura che, nel complesso, il piatto non è piccante, ma è sufficiente per l’intera giornata! (Forse per due..?!) Apprezza, inoltre, il caffè italiano. “Non ero abituata ad un gusto così forte, però mi piace!”
Oltre a differenze culinarie, Luz si è accorta subito di qualcos’altro. Un aspetto che l’ha messa un po’ in difficoltà è stato il cambio sfavorevole pesos colombiano-euro. Dieci euro valgono poco meno di trentamila pesos importo con cui, a Pereira, si possono acquistare due maglie. “Con trenta milioni di pesos (circa diecimila euro), da me si può comperare una casa!”, spiega ed aggiunge: “Qui il costo della vita è molto caro, rispetto a quello che ho lasciato”.
Con un cenno ci fa capire che non tutto è facile, ma poi quando le chiediamo i pro e i contro della vita a Pereira, ci risponde: “Il clima è tropicale e non c’è il freddo di Trento.
La gente è buona e disponibile, ma la criminalità diffusa non consente di uscire la sera in tranquillità come qui. Insomma, come da tutte le parti ci sono aspetti positivi e negativi, però se in futuro ne avrete la possibilità, visitate la mia città: ne vale la pena!” E noi, cosa potremmo rispondere se non: “Va bene!?”
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progetto Gli studenti stranieri di San Bartolameo a Trento – interviste raccolte da Veronica Degasperi_














