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con “San Bortol” sullo sfondo

Continuiamo a pubblicare i racconti dedicati al quartiere di San Bartolomeo donati da Nadia Ioriatti. I racconti sono piccoli spaccati di società trentina e si riferiscono al periodo degli anni Sessanta e Settanta. Sono stati pubblicati dalla rivista QuestoTrentino, ospitati nella rubrica “Piesse: Io Tinta di Aria” a cura di Nadia.

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Adolescente

Quando ho tolto gli orecchini d’oro a forma di fiorellino – mi avevano seviziato a nove mesi! – la mamma ha pianto tutto il pomeriggio. Quando poi ho sciolto i capelli, legati col fiocco sulla nuca come la Cinquetti, e fatto la riga in mezzo… giù altri pianti. Poco dopo è cominciato il divieto di uscire. “Perché non posso?” “Perché di no.” “Ma i miei fratelli possono!” “Loro sono maschi, tu devi stare in casa.” Dice che non si fida, che è pieno di pericoli e chiama “zinghene” quelle che si truccano, mettono la minigonna e vanno in giro con i ragazzi. Ma che male fanno? A me piacerebbe avere più libertà. Dovrebbe fidarsi di me, sono una ragazza seria.

foto di Nereo Pederzolli / QuestoTrentino

foto di Nereo Pederzolli / fonte: QuestoTrentino

La mamma ha il pollice verde e il soggiorno, col freddo, è pieno di piante fiorite o grasse. A scuola ho studiato la fotosintesi clorofilliana e so che le piante di notte consumano ossigeno ed emanano anidride carbonica. Sarà suggestione, ma mi sembra davvero di venir avvelenata nel sonno. Ma non mi ascoltano e viene tutto liquidato con il mio brutto carattere. Nessuna pianta è mai stata spostata, ogni anno crescono di dimensione e si moltiplicano per talea. Nulla contro di loro anzi, mi piacciono e ne metterò tante nella mia casa un giorno. In casa dicono che ho le manie.

Sul balcone del soggiorno molte di quelle piante trascorrono l’estate ed io respiro meglio. Ma viene messa anche la gabbia dei canarini. Come fa giorno, a poco più di un metro da me che dormo, iniziano a cantare svegliandomi puntualmente. Non hanno colpa anzi, è il loro lavoro. E poi siamo simili: indifesi e in gabbia. Basterebbe spostarli di balcone, ma forse chiedo troppo. Tanto tuonò che alla fine piovve. Stanca di non essere ascoltata e mai capita, ormai sveglia mi alzo prendo la gabbia e la porto nella stanza dei fratelli. Spesso grido facendolo e sbatto le porte. Poi per fortuna riprendo facilmente sonno, ma quando mi alzo sono intrattabile.

La mia libertà è chiudere la porta del soggiorno e divorare un libro dopo l’altro. Tutti quelli che mi prestano. In casa però dicono che a forza di leggere divento sempre più stupida. Ma loro cosa ne sanno? Mica mi entrano dentro! La mia libertà è cantare ad alta voce tutte le canzoni che voglio. Se non mi fanno tacere, vorrà dire che canto bene. Quindi magari nella vita qualcosa di buono la saprò fare anch’io.

O farò la fine di quel canarino che quando gli aprono la gabbia non vola via? Le sue ali sono atrofizzate. E – colmo dei colmi – è diventato vecchio, è senza voce e scrivere è il suo in/canto.

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Nadia Ioriatti

QuestoTrentino n. 5 – maggio 2009

cena multietnica a San Bartolameo

Enrico Pretto, fotografo dell’Opera Universitaria, ci regala alcune immagini di una cena tra amici allo studentato San Bartolameo.

Mortymer_84 - View my 'Cena multietnica' set on Flickriver

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correva l'anno 2007

apertura

La vastità dello studentato stupisce e disorienta. I lunghi corridoi, le insegne sui muri, le sale riunione e le vie che che percorrono i cortili interni sembrano delineare il formarsi di un nuovo aggregato urbano.

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guarda il set fotografico di Matteo De Stefano – Opera per il futuro 2007

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Dalla mattina fino a tutto il pomeriggio del primo di ottobre, 170 studenti  entrano nel nuovo studentato di San Bartolomeo a Trento ed iniziano a rendere viva questa nuova struttura. Il giorno più frenetico e caotico. Vengono assegnate le stanze e istruiti gli studenti sulle regole che governano lo studentato. I bagagli lasciati sulle scale, le prime domande e perplessità ed il senso di incertezza caratterizzano questo giorno. Gli operatori dell’università fanno da primi intermediari tra gli studenti e la struttura organizzativa dell’Opera … (leggi)

Livememories e Acli Trentine

estratto dal periodico ACLI Trentine – luglio 2009 – link (pdf)

Circolo Acli San Bartolomeo – Testimoni dell’azione sociale

Nell’ ambito del progetto LiveMemories, finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler in collaborazione con le Università di Trento e di Southampton, siamo stati interpellati, come realtà Acli attiva del nostro quartiere di San Bartolomeo, in qualità di testimoni della vita sociale, passata e attuale, all’interno della realtà locale.
Il progetto citato ha come finalità proprio la raccolta e la conservazione di testimonianze reali e, in tale ambito siamo stati contattati con un primo incontro nel quale, Davide Ondertoller, ideatore, insieme a Sara Maino, del progetto, è venuto nel nostro circolo e ha intervistato personalmente il Sergio Bragagna, come Presidente del Circolo, il consigliere per le attività culturali Giuseppe Carmeci e il consigliere Ettore Bendinelli, come testimone oculare dei fatti dei primi anni del quartiere.
È stata l’occasione anche per fornire il materiale usato per la realizzazione della pubblicazione relativa al 50° del Circolo Acli San Bartolomeo.
La prima sperimentazione di raccolta collettiva della memoria ha come tema proprio la zona di San Bartolameo: il quartiere, nato negli anni Cinquanta e oggi sottoposto a radicali cambiamenti edilizi e sociali, è ora vissuto da moltissimi giovani universitari, che abitano il nuovo studentato dell’Opera Universitaria e tutto è stato presentato nel giorno 19 maggio, in uno speciale evento cui è stata invitata una nostra delegazione, proprio a testimonianza di questa collaborazione che si auspica da più parti possa durare e svilupparsi nel tempo.
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il circolo ACLI di San Bartolomeo durante al serata allo studentato universitario

la delegazione del circolo ACLI di San Bartolomeo durante la serata di presentazione del progetto LiveMemories/Jurka


altre immagini dell’evento di presentazione del progetto LiveMemories/Jurka, fotografie di Nicolò Caranti per Sanbaradio

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I primi giorni allo studentato

Immagine anteprima YouTube

Le riprese dell’apertura dello Studentato di San Bartolomeo: l’arrivo dei primi studenti e le prime impressioni.

studentato: azioni

progetto e galleria fotografica a cura di Matteo de Stefano

AZIONI

scatti fotografici nei primi giorni di apertura dello studentato universitario di Trento

28 settembre – 3 ottobre 2007

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MUOVERSI NEGLI SPAZI

La vastità dello studentato stupisce e disorienta. I lunghi corridoi, le insegne sui muri, le sale riunione e le vie che che percorrono i cortili interni sembrano delineare il formarsi di un nuovo aggregato urbano.

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CAMERA

I primi momenti nelle nuove stanze assegnate: alcuni vestiti appoggiati sul letto e i primi panni stesi. L’intrusione dell’obiettivo fotografico nelle stanze appena occupate dove i bagagli sono ancora da disfare e gli oggetti personali abbandonati in modo casuale e istintivo.

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CUCINA

I luoghi comuni dove gli studenti condivideranno molti momenti della giornata. Luoghi ancora molto spogli, ma curiosando in un semplice frigorifero si può notare il lento ma inesorabile insediarsi delle persone.

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VALIGIE E BAGAGLI

Come in un piccolo esodo, la presenza di zaini e borse caratterizza i primi giorni di insediamento nello studentato. L’aiuto di un amico o dei genitori agevola lo spostamento di grosse valigie e numerosi sacchi contenenti gli oggetti personali che ogni studente utilizzerà in questi primi giorni.

lo studentato – interpretazioni

le fotografie sono state scattate nei primi giorni di apertura dello studentato, primi giorni ottobre 2007

San Bartolameo, studentato universitario

di Matteo de Stefano

progetto INTERPRETAZIONI

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INTERNI

L’interno dello studentato visto in modo curioso e indagatore. In questa sezione l’obiettivo fotografico cerca di catturare le situazioni che possono incuriosire le persone che vedono per la prima volta questa struttura. La geometria delle stanze, le luci che penetrano dalle finestre, l’ordine perfetto nella disposizione degli oggetti, suscitano una serie di emozioni che segnano questi primi giorni.

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ESTERNI

L’esterno dello studentato legato ad un concetto di tempo. In questa sezione l’obiettivo fotografico vuole valorizzare le strutture esterne, le vie e i cortili che geometricamente disegnano e danno vita agli edifici. Ogni particolare è un punto di riferiento che in futuro verrà contaminato dalla presenza delle persone al suo interno. I colori e le forme non saranno più gli stessi ma verranno in fretta plasmati e rivisti per donarne una nuova vita.

link: set INTERPRETAZIONI su Flickr

link: Flickr group – San Bartolameo studentato

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