immagini Archive

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san bortol
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anni Settanta, ragazzi del quartiere San Bartolomeo

fonte: Archivio Quei de San Bortol, su Flickr

cena multietnica a San Bartolameo

Enrico Pretto, fotografo dell’Opera Universitaria, ci regala alcune immagini di una cena tra amici allo studentato San Bartolameo.

Mortymer_84 - View my 'Cena multietnica' set on Flickriver

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il quartiere visto dall’alto

San Bartolomeo quartiere 2006

San Bartolomeo quartiere 2006

San Bartolomeo quartiere 2006

clicca sull’immagine per ingrandire – tutti i diritti riservati

Nel 2006 Dino Panato scatta alcune immagini riprese da un piccolo aereo decollato dall’aeroporto di Mattarello. Nei giorni si successivi sarebbero state abbattutte le prime palafitte e quindi l’idea era di documentare per l’ultima volta la struttura urbanistica del quartiere così come era nato.

Guarda tutto il set fotografico donato da Dino Panato, Palafitte 2006

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il vecchio e il nuovo a san bartol(a)meo

L’associazione TrentoASa ha presentato, in occasione del SanbaTrekking di dicembre, un’originale installazione ospitata nel bar dello studentato.

L’installazione è composta da frammenti di immagini provenienti dall’archivio storico del quartiere San Bartolomeo applicate come collage a immagini contemporanee dello studentato universitario.

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san bartol(a)meo

installazione di Mr Pitone
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per associazione Trento ASA
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progetto La memoria di San Bartolomeo 2010
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esposizione dicembre 2010 – marzo 2011
presso bar dello studentato universitario San Bartolomeo Trento

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San Bartol(a)meo

San Bartol(a)meo

San Bartol(a)meo

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Guarda l‘intero set di immagini su Flikcriver.

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Carnevale 1976

1976 - carnevale a San Bartolomeo

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1976 - carnevale a San Bartolomeo

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_1976 - carnevale a San Bartolomeo

1976 - carnevale a San Bartolomeo

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archivio Mario Butturini
gruppo “Quei de San Bortol”

fonte: gruppo Facebook San Bartolomeo

studentato by night

San Bartolomeo

San Bartolomeo

San Bartolomeo

San Bartolomeo

fotografie di Mr.Pitone, ospitate su Flickr.com – progetto TrentoASA 2010

tutti i diritti riservati

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facebook : san bortol

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installazione fotografica web-project
a cura di TrentoASA
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Via dei Tigli, quartiere di San Bartolomeo
Trento
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L’installazione propone fotografie e testi tratti dal social network Facebook, in particolare dal gruppo San Bartolomeo, ricordi innocenti non solo reati.

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Facebook: San Bortol

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Le immagini e i testi sono stati pubblicati sulla facciata di una delle “palafitte”, edifici prossimi alla demolizione per far spazio ad un nuovo quartiere residenziale di Trento.
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L’associazione TrentoASA ringrazia tutte le persone che hanno collaborato all’iniziativa.
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archivio fotografico del progetto
facebook : san bortol

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Facebook: San Bortol
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Sulle mura esterne dell’edificio di via Olmi 4 nel quartiere San Bartolomeo (l’edificio sarà abbattuto nel 2011 per far posto alla nuovo progetto urbanistico previsto per il quartiere) sono state applicate 20 ritratti fotografici e 20 testi raccolti sul social network Facebook e aventi come soggetto fotografie dei profili e testi scritti riferiti agli ex-abitanti del quartiere.

Durante il mese di Novembre sono stati contattati alcuni utenti Facebook che avevano aderito al gruppo dedicato al quartiere e che risultavano ex-abitanti di via degli Olmi e via Tigli. Le persone contattate sono state invitate a scrivere un testo di memorie dedicate al quartiere e hanno rilasciato l’autorizzazione alla stampa e pubblicazione della propria immagine di profilo visibile su Facebook per essere utilizzata nell’installazione.

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leggi i testi pubblicati, scarica il documento (*.pdf)

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the Tubbs live @ palafitte

immagini del concerto

live @ palafitte

di martedì 21 settembre 2010

presso il Quartiere San Bartolomeo, Viale dei Tigli – Trento

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fotografie di Stefania Endrici

tutti i diritti riservati

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fotografie di Stefania Endrici

tutti i diritti riservati

PIONIERI DE FISICA TRA BALOTI E POZZANGHERE DE SAN BORTOL … ALTRO CHE PLAY-STATION (part 1)

spiazaroi a San Bartolomeo

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San Bartolomeo è nata senza asfalto … ma che dico? San bartolomeo é nata senza macchine! Sono venuti, hanno eretto le case a scaglioni di tempo. Dopo l’erezione delle case le strade erano rimaste per anni in terra battuta anche dopo la comparsa delle automobili.

San Bortol era sempre l’ultima… la vicina Bolghera era trattata con i guanti bianchi, L’OPPOSTO ERA PER SAN BORTOLAMEO. Le strade erano di ghiaone battuto e con l’apparizione delle prime macchine si formava un polverone da far-west in estate e una palude quando pioveva. Allora i giochi elettrici che io conoscevo erano “il trenino LIMA” e i primi Robot a pile. Quindi i giochi s’inventavano … Dopo le grandi piogge primaverili che davano vita a gli alberi (che sarebbero diventati case per i maggiolini) rimanevano pozzangherine, pozzanghere e pozzangherone! In quelle più grandi, che nessuno attraversava pena il grido della mamma “A CASA!”, si incastonava un gioco che s’ispirava alla legge fisica “OGNI AZIONE PRODUCE UNA REAZIONE”, al momento non ricordo se l’ideatore è la stessa persona della “relatività del tempo”… (ih,ih,ih, non ho studiato). Se lanciavi un sasso grosso e tondo, possibilmente al centro della pozzanghera, provocavi un’onda che andava e tornava, dal centro a riva e ritorno. Un effetto ottico che agli occhi di un bimbo era favoloso.
Qualche inconveniente succedeva…
Una volta facendo questo gioco con L. Emma di via Robinie 26, il sasso mi scivolò dalle mani e lo colpì in piena fronte, sangue a dirotto!
Devo ringraziar L. EMMA che disse la verità, che era solo un’incidente … altrimenti ne prendevo una montagna di battipanate ! Grazie L. EMMA (corelo ancora en moto???)
(anonimaspiazarolade)

" MAMME A TURNO " … le migliori !!!

Lidia con suo nipote Daniel

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La mia ultima “mamma di San Bartolomeo” se ne è volata in cielo pure lei.

A San Bartolomeo c’erano signore che ti facevano da “mamma in Prestito”, forse perchè con i figli degli altri è più facile far il genitore con amore responsabile o forse perchè molte di loro cercavano di alleviare la tua vita, in quei momenti che si rapportavano a te. Lidia mi ha istruito alla matematica finanziaria, a fare “Poti- Poti” sul generoso seno della figlia: era un gioco che mi era venuto spontaneo, in braccio a Renata e sul pianerottolo delle scale ho mostrato a Lidia cosa credevo servisse il seno delle donne (che trovavo realmente differente dagli uomini), un seno cosi prosperoso doveva sicuramente usarsi per suonare il clacson!! e con la manina, ingenua, mostravo che palpandolo repentinamente si sentiva ” POTI – POTI “, cosi`tra le risate dei presenti io che non capivo il gioco lo rifeci. Renata ed io ce ne siamo ricordati anche l’ultima volta che ci siamo visti quando avevo 45 anni.
Lidia mi aveva insegnato che se io facevo delle cose buone potevo guadagnare .
Per lei che era al Quinto piano le cose utili erano: portare giù le immondizie o recarsi a prendere qualche cosa ai negozi ai piedi del rione. Un favore valeva “UN SOLDINO”, quella era la nostra valutazione corrente. Soldino che allora tramutavo in biglie di vetri, 5 Lire -tre biglie, “un soldino” (50Lire) 10 biglie !!! WOWWW!!
Il contratto era stipulato sulla parola, tipico di san Bortol !
Un giorno Lidia va in città e mi lascia le immondizie sulla sua porta di casa, tutto ok… per il salario ci saremmo visti quando tornava. Ma sulle scale quel giorno trovai 2 sacchi d’immondizia …
OK ! mi dissi , ero abbastanza forte per portarli giù tutti e due in un solo viaggio, poi a giocare.

A mezzogiorno torno a casa, Lidia era tornata dalla città. Busso alla sua porta per saldare i conti del lavoro mattutino, lei mi apre sorridente, sempre dietro a quei occhialoni e mi chiede di pazientare, doveva prender il portamonete. Mi consegna il salario e ci salutiamo, la porta si chiude alle mie spalle.
Sul pianerottolo apro la manina e trovo un soldino da 50 lire … mi giro e ribusso alla sua porta, (con Lidia non avevo paura di esser sgridato o allontanato in malomodo come poteva succedere alla porta di fronte : casa mia).
La porta si apre e lei mi cheide : “cosa c’è piccolo?”, io apro la manina e timidamente ma con tranquillità spiego il problema : “mah?! scusa Siora Molinari? ma se un sacco fa UN soldino, due sacchi fan DUE soldini ??”. Lei mi guarda e scoppia in una risata, mi abbraccia e mi dice “si tesoro, hai ragione non volevo gabbarti” estrae un’altro soldino e me lo consegna. UN SOLDINO DA 100 LIRE !!!!! Lei aggiunge : “ecco tieni !!!” Ti meriti un soldino GRANDE !… hai fatto bene i conti e sei venuto a chiedere, altri sarebbero andati a dire che sono disonesta”. Io rido e rassicurandola con un’ingenua sicurezza … : “dai Lidia che noi siamo amici lo so ! io non parlerei male di te alle spalle”. Sono andato a casa con un’esperienza che avrei ricordato per sempre !

Di questi giochi, cara Lidia … ne abbian ricordato i momenti, anche l’ultima volta che ci siam visti, quando tu incredula hai guardato giù dal poggiolo, in quel momento solo al secondo piano ed hai esclamato dopo aver sentito la mia voce (a vista non mi hai riconosciuto): “ma sei tu!!! Lucianino mio!!! vieni su tesoro, vieni su !!!”. Ho passato ore inebetito da ciò che provavo , tornato bambino con una delle mie “mamme a turno”. Si perchè ce ne erano altre per me , la mamma del Bicio ( via Tigli) lei piccolina ed anche suo figlio piccolino, mi a dato carezze in viso pure a 35 anni, la Signora Parisi, da cui puntualmente ogni 2 settimane andavo a mangiare ed ero accolto come un fratellino anche dai figli, la signora Furlani, dove andavo a far uno strano gioco, lei aveva una friggitrice collegata ad una pianola io suonavo “Sul Bel Danubio Blu” e suonando si riscaldava l’olio, ed il grido ” boie l’olio” ce lo siamo detto anche quando avevo 30 anni, non ultima Rita Rugino … ma lei merita una nota a parte, una donna della classe proletaria, che mi ha dato delle lezioni di educazione civica, sociale ed educazione sessuale degne di una Laureata con 110 e lode a cui dedicherò sicuramente un racconto.
Ora Lidia ti dico quel CIAO che non sono arrivato a dirti , ma pure tu , l’ultima volta, mi dicevi che prima o poi andavi a ritrovar Mario, bene anch’io prima o poi verrò a trovarvi  e ci divertiremo come sempre

CIAO ” MAMMINA LIDIA “un bacio grande come una casa !
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