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Progetto Fbk: la memoria al tempo di internet

Venerdì, Novembre 27th, 2009

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TRENTO – A un anno dall’avvio del progetto i gruppi di ricerca della Fondazione Bruno Kessler e delle Università di Trento e di Southampton hanno presentato oggi ai partner territoriali e alle imprese coinvolte lo sviluppo del programma su porzioni di archivi multimediali del Trentino (tra gli altri, sono stati considerati gli archivi di Vita Trentina, dell’Adige, del Consiglio Comunale di Trento, della rete sociale Jurka.net e di blog di racconti).
L’obiettivo del progetto è creare archivi di memoria collettiva, attraverso strumenti informatici in grado di integrare testi, foto, file audio e video, anche se estratti da fonti eterogenee che cambiano nel tempo
In apertura, il direttore del Centro Information Technology FBK, Paolo Traverso, ha firmato, alla presenza del presidente Andrea Zanotti, due accordi di collaborazione rispettivamente con RTTR e S.I.E., tramite i quali saranno resi disponibili i rispettivi archivi digitali per la ricerca nell’ambito del progetto.
fonte: l’Adige.it – 26/11/2009 16:20

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LiveMemories

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Guarda la slideshow della presentazione del progetto Jurka / LiveMemories

Sonet Demonstration LiveMemories 26 11 09

di Michela Ferron e Paolo Massa

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LiveMemories

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L’intero progetto di raccolta memorie del quartiere e dello studentato di San Bartolomeo è stato finanziato dall’Opera Universitaria di Trento.

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Giù le «Palafitte» – In viale dei Tigli avanzano le ruspe

Martedì, Luglio 21st, 2009

fonte Trentino — 03 novembre 2006   pagina 01   sezione: PRIMA  – link
immagini: archivio “quei de san Bortol”

demolizione palafitte a San Bartolomeo - archivo "quei de san Bortol"

demolizione palafitte a San Bartolomeo - archivo "quei de san Bortol"

TRENTO. Da ieri in viale dei Tigli, nel cuore del vecchio e popolare quartiere di San Bartolomeo, è cominciata la demolizione delle prime delle tredici palazzine di edilizia popolare – «le Palafitte» – che a Trento sud dovranno fare posto al nuovo quartiere progettato dall’architetto catalano Joan Busquets. Il quartiere si è svuotato: quasi tutti sono finiti nelle case Itea di Corso degli alpini e altri nella rotatoria di Madonna Bianca. L’ultima famiglia, marocchina, se n’è andata a giugno. Negli anni del boom ci abitavano 104 famiglie.

le palafitte di San Bartolomeo - archivo "quei de san Bortol"
le palafitte di San Bartolomeo – archivo “quei de san Bortol”

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il quartiere che cambia

Martedì, Luglio 21st, 2009

fonte: Il Trentino – link
03 novembre 2006   pagina 20   sezione: CRONACA

Viale dei Tigli, abbattuta la prima palafitta

2 novembre 2002 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo

2 novembre 2006 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

TRENTO. Dal poggiolo di Ilda Tamanini Curzel la pinza che martella sulla palafitta del civico 15, «avanzando come un bruco», si vede distintamente: ed è un malinconico spettacolo quello che da ieri va in scena in viale dei Tigli, nel cuore del vecchio e popolare quartiere di San Bartolomeo. E’ cominciata la demolizione delle prime delle tredici palazzine di edilizia popolare – «le palafitte» -, che a Trento sud dovranno fare posto al nuovo quartiere progettato dall’architetto catalano Joan Busquets.  La signora Tamanini e la vicina Annarosa Albanini vi entrarono ai tempi della loro inaugurazione, nel remoto 1955: un piano di edilizia popolare tirato su con la legge Fanfani. Qualche anno fa, quando il Comune decise di liberare le case (due appartamenti per i quattro piani), murando ingressi e finestre, alle due donne venne assegnato un appartamento nella palazzina Itea che sorge accanto al bar dei Tigli.  «Beh, un po’ di commozione c’è: è come se ti portassero via un pezzo di te», ammette Lara Robat, 39 anni, la titolare del locale. E’ nata qui, crescendo nelle vicine case dei postali, e tredici anni fa ha rilevato il bar che quarant’anni prima era stato aperto da papà Sergio. «Sono anni che sappiamo che questo giorno sarebbe arrivato prima o poi, ma poi quando succede ti senti comunque impreparata. Il quartiere in questi anni si è svuotato progressivamente: quasi tutti sono finiti nelle case Itea di Corso degli alpini e in quelle nei pressi della rotatoria di Madonna Bianca. Gli affari sono calati sensibilmente, m’è rimasta una clientela di esterni. E’ già tanto che non abbiamo chiuso».  Gli ultimi inquilini, una famiglia di nazionalità marocchina, ha lasciato le palafitte all’inizio dell’estate. Ce n’erano 104 di famiglie negli anni del boom, una Trento povera, che si meritò la nomea di Bronx. L’altra sera, parlando in parrocchia, il sindaco Pacher ha detto che quella fama oggi è immeritata e la gente annuiva. San Bartolomeo ha forgiato una sua identità: l’anno prossimo la parrocchia compirà 50 anni, c’è un circolo Acli molto attivo, e le numerose associazioni sono state trasferite dalle palafitte ad una vecchia casa – «la casa gialla» – all’inizio di viale dei Tigli. Certo, è diventato un quartiere di anziani.

2 novembre 2002 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

2 novembre 2006 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

«Qui ci conosciamo tutti», dice la Robat. Non si fa fatica a crederlo. Però fa abbastanza impressione vedere i sei negozietti impiantati a pianterreno di queste palazzine dall’intonaco scrostato, murate ai piani superiori: un ’immagine scabra che stride con l’opulenza del resto della città.  La pinza meccanica, posta alla fine di un escavatore con un braccio lungo 22 metri, picchia duro sulla casa. L’impresa Zampedri di Viarago (Pergine) ha dato il via alle operazioni alle 8 del mattino. Una giornata infelice per un lavoro del genere: spirava una tramontava fastidiosa e il vento disperdeva la polvere. Per demolire il caseggiato e portare i detriti nella discarica Sativa ci vorranno due settimane. Entro l’anno cadranno altre palafitte, poi occorrerà fare un nuovo appalto per tirare giù le altre nove. «Speriamo che tocchi ancora a noi» ammette l’impresario, Lorenzo Zampedri. Nelle scorse settimane gli operai hanno strappato le parti in legno, liberato gli appartamenti da vecchie lavatrici, reti dei letti, sanitari e trasportato tutto in discarica. Inoltre, per evitare incidenti, sono stati tagliati gli allacciamenti a gas, luce e acqua. «Una vera ed e propria sanificazione degli edifici», spiega l’architetto del Servizio di edilizia pubblica del Comune, Claudio Gardelli. Ed è stato necessario chiedere anche un’autorizzazione ai Beni culturali: una richiesta imposta dalla legge per tutti gli edifici che hanno più di cinquant’anni. Anche se si tratta di vetuste palafitte. «Spero che il sindaco mantenga le promesse e ci trovi un tetto qua vicino: ha garantito che nessuno finirà sulla strada», spiega la Robat. Tra un anno bisognerà pensarci. La palafitta del bar sarà l’ultima ad implodere. «Molti di quelli che se ne sono dovuti andare, vorrebbero tornare qui. In corso degli alpini e a Madonna Bianca, non ci sono negozi e loro che sono anziani si trovano male, rimpiangendo le comodità di viale dei Tigli. Soprattutto vorremmo che il nuovo quartiere non diventasse un dormitorio».

2 novembre 2002 - le prime "palafitte" abbattute a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

le "palafitte" a San Bartolomeo - archivio "quei de san Bortol"

Busquets ha l’incarico di prevedere insediamenti di edilizia a prezzi calmierati. Un quartiere con molto verde, anche se il vicesindaco Alessandro Andreatta ha già spiegato che l’esatta sua configurazione sarà demandata al piano attuativo: «E’ lì tutti potranno portare un contributo».  Alessandro Fonsatti, l’edicolante, il cui punto vendita è situato proprio all’inizio del viale, non è ottimista. «Il sindaco ha fatto delle promesse, ma gli assessori che avevamo incontrato quest’estate erano stati di diverso avviso, affermando che dovevamo andarcene via visto che la fine era nota da tempo. Ora sento che Pacher intende sistemarci nelle case Itea in fondo alla strada, ma sarebbe la nostra morte. I negozi devono rimanere qua, nel cuore del quartiere. Avevamo chiesto che fosse ristrutturata la «casa gialla» e deputata al commercio. Ma ci hanno risposto che non è possibile. Ora la localizzazione riveste una grande importanza per un esercizio commerciale: se sei nel posto sbagliato esci dal mercato». Fonsatti pretende chiarezza dall’amministrazione comunale: «Così uno comincia a programmare il proprio futuro». Entro la fine del mese giungeranno in viale dei Tigli dei funzionari del Comune per concordare con i commercianti le loro destinazioni future: questa l’impegno preso dal sindaco lunedì sera. Dice Fonsatti: «Non vogliamo regali, ma nemmeno finire in malora».

Consulta tutti gli articoli del quotidiano Trentino sulle “palafitte” del quartiere San Bartolomeo a Trento.

Livememories e Acli Trentine

Mercoledì, Luglio 15th, 2009

estratto dal periodico ACLI Trentine – luglio 2009 – link (pdf)

Circolo Acli San Bartolomeo – Testimoni dell’azione sociale

Nell’ ambito del progetto LiveMemories, finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento, coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler in collaborazione con le Università di Trento e di Southampton, siamo stati interpellati, come realtà Acli attiva del nostro quartiere di San Bartolomeo, in qualità di testimoni della vita sociale, passata e attuale, all’interno della realtà locale.
Il progetto citato ha come finalità proprio la raccolta e la conservazione di testimonianze reali e, in tale ambito siamo stati contattati con un primo incontro nel quale, Davide Ondertoller, ideatore, insieme a Sara Maino, del progetto, è venuto nel nostro circolo e ha intervistato personalmente il Sergio Bragagna, come Presidente del Circolo, il consigliere per le attività culturali Giuseppe Carmeci e il consigliere Ettore Bendinelli, come testimone oculare dei fatti dei primi anni del quartiere.
È stata l’occasione anche per fornire il materiale usato per la realizzazione della pubblicazione relativa al 50° del Circolo Acli San Bartolomeo.
La prima sperimentazione di raccolta collettiva della memoria ha come tema proprio la zona di San Bartolameo: il quartiere, nato negli anni Cinquanta e oggi sottoposto a radicali cambiamenti edilizi e sociali, è ora vissuto da moltissimi giovani universitari, che abitano il nuovo studentato dell’Opera Universitaria e tutto è stato presentato nel giorno 19 maggio, in uno speciale evento cui è stata invitata una nostra delegazione, proprio a testimonianza di questa collaborazione che si auspica da più parti possa durare e svilupparsi nel tempo.
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il circolo ACLI di San Bartolomeo durante al serata allo studentato universitario

la delegazione del circolo ACLI di San Bartolomeo durante la serata di presentazione del progetto LiveMemories/Jurka


altre immagini dell’evento di presentazione del progetto LiveMemories/Jurka, fotografie di Nicolò Caranti per Sanbaradio

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Un’associazione per San Bartolomeo

Mercoledì, Giugno 17th, 2009

fonte: quotidiano Trentino — 24 marzo 2009   pagina 24   sezione: CRONACA
articolo di Sara Ravanelli

TRENTO. Oggi abitano in zone diverse della città. Ma tutti hanno trascorso la gioventù al quartiere San Bartolomeo. E lo ricordano con affetto. Ogni due anni una cena diventa l’occasione per tornare con la memoria su quelle strade, ormai irriconoscibili. L’ultima, sabato scorso all’agritur Alle Vallene. «Eravamo 130 – racconta Giorgio Decarli – ma solo perché di più il ristorante non ne poteva accogliere. In queste reunion abbiamo raccolto almeno 170 nominativi attraverso il passaparola».  Sabato sono state proiettate numerose foto, che un manipolo di nostalgici ha raccolto in un cd. Sono scorci del quartiere com’era quando era vivo, durante e dopo l’abbattimento delle cosiddette “palafitte” a partire dall’estate 2006, raccolte un po’ qui un po’ lì da chi le aveva conservate.

sabato 21 marzo 2009

sabato 21 marzo 2009

La cena si è rivelata pretesto per proporre ai vecchi coinquilini di via dei Tigli un nuovo progetto. «Siamo ancora in fase di ideazione, l’illuminazione ci è venuta non più di 15 giorni fa – puntualizza Decarli – ma, inseguendo questa nostra grande voglia di tenerci in contatto, vorremmo dare vita a un’associazione composta da tutti quelli che hanno vissuto San Bartolomeo». Un quartiere povero, definito ai suoi tempi il “Bronx” trentino, «ma tanto ricco di umanità e risorse» sottolinea Decarli. Positiva la reazione dei commensali all’idea di questa associazione, che potrebbe avere nome “Amici di San Bartolomeo” o “Spiazaroi di San Bartolomeo” e avere come logo simbolico la Madonnina che al momento adorna la prima casa del gruppo delle palafitte, da portare nella sede che si dovrà trovare. «L’obiettivo sarebbe accogliere chi ha vissuto la via e dare continuità a chi la abiterà – spiega Decarli – anche se ora come ora i progetti del Comune non sembrano mirati a volerla ripopolare. Uno studentato è frequentato da ragazzi “di passaggio”, bisognerebbe che si instaurassero lì famiglie e tanti giovani». Trasferitosi a San Bartolomeo quando ancora era troppo piccolo per ricordarlo, a soli 4 anni, Giorgio Decarli non ha però dimenticato lo stile di vivere il quartiere, ed è esattamente ciò che di quegli anni più gli manca: «Eravamo tutti poveri, ma se qualcuno aveva una briciola di più era subito pronto ad aiutare gli altri. I quartieri moderni sono diventati dei contenitori per dormire, non c’è umanità e condivisione di esperienze tra vicini. I ragazzi non fanno più comunella nei cortili, non ci si conosce e gli stranieri non si integrano perché vengono da subito guardati con diffidenza. Vorremmo che fosse tutto come una volta».

rassegna stampa jurka!

Lunedì, Giugno 8th, 2009

San Bartolomeo, gli studenti si presentano al quartiere

Jurka!

Serata di presentazioni, incontri e confronti domani sera al bar dello studentato di San Bartolameo a Trento sud. La serata, organizzata in collaborazione fra Portobeseno, Sanbaradio.it, Opera universitaria e Associazione Trento-Asa, vedrà la partecipazione degli universitari che abitano lo studentato, e non solo. L’invito è esteso infatti anche agli ex residenti del campus gestito dall’Opera universitaria e ai «vicini di casa», cioè la popolazione del quartiere San Bartolameo nell’ottica della ricerca – fin da subito – della migliore convivenza possibile. L’evento ha come scopo quello di lanciare il progetto «Jurka!», un’iniziativa promossa dall’Opera universitaria, caratterizzata da tanti diversi volti e che si snoda fra la raccolta di memorie (in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler e il progetto LiveMemories) e la volontà di promuovere le iniziative delle associazioni universitarie, informare e dare voce agli studenti universitari di Trento e ai gruppi cittadini che nascono sui social network più seguiti, tra i quali il popolarissimo Facebook. Il progetto intende avviare progetti di collaborazione tra i diversi soggetti che vi aderiscono e inoltre avviare un dialogo con la popolazione del quartiere e in generale con la città. Questo anche per rispondere all’esigenza, espressa in più occasioni sia dagli studenti che da residenti trentini, di maggiore integrazione e ascolto reciproco tra queste due anime di Trento. La serata, che prenderà il via alle ore 19, sarà trasmessa in diretta della web radio «Sanbaradio», che coglie l’occasione per presentarsi agli studenti di San Bartolameo ai quali si rivolge quali primi interlocutori. Michele Tesolin, station manager della web radio, illustra così la serata «Jurka!». «La nostra volontà e quella degli altri soggetti coinvolti è di far partire una cosa completamente nuova, un modo per riunire tutti i soggetti che propongono cultura, informazione, aggregazione all’interno del panorama universitario. Jurka! è proprio questo: un aggregatore di contenuti, che parte da martedì grazie alla spinta importante e determinante dell’Opera universitaria. Noi come web radio saremo lì, oltre che per riprendere in diretta la testimonianza dell’evento, anche per raccogliere i feedback degli studenti e presentarci a loro come un mezzo per poter esprimere le loro idee e la loro creatività». La serata sarà anche un’occasione per mostrare agli studenti e a tutti i presenti le foto realizzate dai membri dell’associazione fotografica «Trento-ASA»: un’esposizione che testimonia l’evoluzione del quartiere, anche in riferimento alla costruzione dello studentato. L’allestimento sarà infatti integrato da vecchie foto del quartiere, messe a disposizione da Acli San Bartolameo e dal gruppo «amici di San Bartolomeo», e da un’installazione sonora a cura di Portobeseno.

fonte: l’Adige
18/05/2009