esterni Archive

Studentato HollywoodLAMEO

fotografia di Rafael Oliveira

fonte: facebook

è quasi primavera…

fonte: http://www.thais.it/botanica/aromatiche/schedeit/sc_0038.htmè quasi primavera …credo proprio che el periodo sia “questo”!

Ma per esser sicur, dovria alzar tutt el Studentato de san BartolAmeo (con la A…come i dis lori!) … Qualcuno si chiederà: Cosa sta dicendo?

Sulle terre del conte “Sizo”, ecclesiasta di Trento, in questo periodo tra i filari delle vigne, crescevano i “denti de cagn” (denti di cane). I filari della vigna oramai erano stati potati, legati, il terreno era libero da tutto il “potato” che sarebbe stato usato come “legacci per fascine”, nei suoi rami più fini ed adatti!

I “denti di cane” sono una pianta che fiorisce con un fiore unico, o al massimo due, indovinatene voi il colore :) Verso primavera le giovanissime piantine sono ottime mangiate sia in insalata che usate in alcune ricette di “cucina povera” trentina. Il sapore è amarognolo ma gradevole se condito bene con l’olio del garda. Dopotutto anche la rucola cresceva, ma in quei tempi era in una sorta di “dimenticatoio”. Chissà come mai la rucola è stata accantonata ed poi è esplosa nelle cucine mondiali. Forse il mercato globale nazionale ed internazionale ha rivalutato certe prelibatezze del popolo? Al giorno d’oggi il prezzo della rucola è caro, ma te la trovi lavata e confezionata, i denti di cane invece credo siano sempre costosi quanto rari!
Sulla collina di san Bartolomeo forse ce ne saranno ancora, come in tutti i prati di qualunque posto, i denti di cane son fiori per i poveri, ma bellissimi! E seminano paracaduti, divertimento dei bambini! Siam noi che li abbiam dimenticati, aggiungendo anche il fatto che i terreni puliti sono molto rari.
Un particolare romantico…   Noi di san Bartolameo, si accedeva con disinvoltura in quella terra “profumata” anche se non nostra… Ed invece di acquistare al bancone di supermercato o negozio, si affrontava un’avventura…    e oggi? … si dovrà possedere un “pass universitario”???  ih,ih,ih.

(Anonimaspiazarolade)

Immagine anteprima YouTube

il quartiere visto dall’alto

San Bartolomeo quartiere 2006

San Bartolomeo quartiere 2006

San Bartolomeo quartiere 2006

clicca sull’immagine per ingrandire – tutti i diritti riservati

Nel 2006 Dino Panato scatta alcune immagini riprese da un piccolo aereo decollato dall’aeroporto di Mattarello. Nei giorni si successivi sarebbero state abbattutte le prime palafitte e quindi l’idea era di documentare per l’ultima volta la struttura urbanistica del quartiere così come era nato.

Guarda tutto il set fotografico donato da Dino Panato, Palafitte 2006

_

PIONIERI DI FISICA ( PARTE 4) – IL FUOCO

Ora diventa impegnativo… ma elementare per un “spiazarol”, non voglio dilungarmi, perchè  di giochini ce ne sarebbero molti…

La scoperta dell’effetto lente dei vetri di bottiglia evitò a molti di procurarsi un’accendino sottratto in casa, soluzione meno romantica e per niente educativa. Avevamo scoperto che concentrando il fascio di luce solare su un mucchietto di erba secca si poteva produrre un fuoco. La scoperta della lente, fatta grazie alle lezioni scolastiche, aveva creato un manipolo di “piromani” eco-sostenibili, niente gas e accendini di plastica, ma leggi di fisica solare e una lente. La gara era chi aveva la lente più grande…  con la quale il fuoco divampava più velocemente. Affinata la tecnica d’accensioni, si esplorarono i “materiali”: per esempio la pericolosissima plastica che quando bruciava colava in gocce che se ti cadevano sulla pelle te le saresti ricordate per molto tempo. Tutti questi giochi  semi-inventati erano il prodotto di uno sposalizio tra nozioni imparate a scuola e portate nel paradiso naturale che ci stava attorno. Certo era quella stupenda maestra Pia Sebastiani a trovare come fare a creare l’ interesse per le lezioni anche a chi come me, aveva molti grilli in testa!

C’erano anche  i “furbi” come mio fratello Biafra (questo era il suo soprannome). Qualche volta si giocava al fuoco nel boschetto tra il rione e la chiesetta di San Bartolameo. Giochi che si sono conclusi per almeno tre volte in veri incendi. Mio fratello fa parte di questi “furbi” e diede alle fiamme il bosco verso mezzogiorno, venne a casa tutto preoccupato che gli tremavano le gambe. I vigili del fuoco, in forze,  avevano domato le fiamme. L’unica cosa che non capii, allora , è questa: perchè lui non prese una caterva di botte??? Che io fossi stato un errore imprevisto ( lo dice anche il tempo del concepimento  giorni di capodanno, sarà stato su di giri papà) comunque non giustificava un trattamento diverso.

Lì imparai la legge di  ” Murphy” anche nelle cose sicure c’è sempre qualcosa che succede diversamente dal solito e stravolge il tutto !

(anonimaspiazarolade)

Carnevale 1977

San Bartolomeo

Carnevale a San Bartolomeo, 1977

archivio Roberta Calaresu

guarda le altre immagini del quartiere, archivio “quei de san bortol“, su Flickr

il vecchio e il nuovo a san bartol(a)meo

L’associazione TrentoASa ha presentato, in occasione del SanbaTrekking di dicembre, un’originale installazione ospitata nel bar dello studentato.

L’installazione è composta da frammenti di immagini provenienti dall’archivio storico del quartiere San Bartolomeo applicate come collage a immagini contemporanee dello studentato universitario.

-

san bartol(a)meo

installazione di Mr Pitone
-
per associazione Trento ASA
-
progetto La memoria di San Bartolomeo 2010
-
esposizione dicembre 2010 – marzo 2011
presso bar dello studentato universitario San Bartolomeo Trento

-

San Bartol(a)meo

San Bartol(a)meo

San Bartol(a)meo

-

Guarda l‘intero set di immagini su Flikcriver.

-

Carnevale 1976

1976 - carnevale a San Bartolomeo

_

1976 - carnevale a San Bartolomeo

_

_1976 - carnevale a San Bartolomeo

1976 - carnevale a San Bartolomeo

_

archivio Mario Butturini
gruppo “Quei de San Bortol”

fonte: gruppo Facebook San Bartolomeo

studentato by night

San Bartolomeo

San Bartolomeo

San Bartolomeo

San Bartolomeo

fotografie di Mr.Pitone, ospitate su Flickr.com – progetto TrentoASA 2010

tutti i diritti riservati

_

PIONIERI DI FISICA (parte 3)… AERODINAMICA

Fino agli anni 70 e 80 la vita a San Bartolomeo, si può proprio dirlo, era scandita dalle stagioni e quindi dalla natura. Anche i giochi ne subivano l’influsso, per esempio tutti quei giochi che comparivano nel periodo prima di andare in vacanza e che sarebbero diventati i tormentoni estivi. Adesso ci sono i giochi si comprano e basta: chissà se le generazioni di adesso rimanessero senza il tasto POWER … che fantasia hanno…??? Ma non son fatti miei .

Dunque, quando si era un pò più umani, la fantasia portava alle scoperte basilari in materia e fisica… Se cadi nella “rozza”… ti bagni (presenza dell’elemento acqua), se corri a perdifiato lungo tutto il percorso della suddetta “rozza”, per interazione di più elementi ( forza motrice , elemento aria , fenomeno evaporazione… questa era cultura generale di fisica d’alto livello) … TI ASCIUGAVI TUTTI I VESTITI.

Con la forza centrifuga ho sempre avuto confusione, certo che mia madre mi centrifugava la testa di sberle, quando arrivavo sporco di alghe asciutte … la roggia era proprio dietro casa, e quelli erano giochi vietati dai genitori. Ma tutti sappiamo di non dire ad un bambino : “ti vieto assolutamente”…
Un’altro gioco prevedeva l’utilizzo di materiale edile. I lavori nei cantieri delle case in costruzione in quegli anni dovevano tener conto delle temperature ambientali (niente anticongelanti allora) così in primavera gettate di cemento, ferro, piastrelle e… CANETE ! tubi di plastica per i contatti elettrici. Il cantiere delle scuole di san Bartolomeo ne avranno fornite per almeno 3 anni …
Erano lunghe quelle che trovavamo nei cantieri e quindi costruire una cerbottana passava attraverso il lavoro manuale. Ogni tanto ho visto versioni in metallo, scomode se dovevi correre … non hanno avuto molto successo (usate come clava…quello si che funzionavano bene..ih,ih,ih). Le migliori: la “DOPPIA” e la “TRIPLA”, lunghezza variabile (diciamo attorno agli ottanta centimetri) tra le canne si mettevano 2 o 3 mollette (quelle da bucato di legno) e il tutto si fissava con del nastro adesivo. Il miglior nastro era quello da elettricista, una via di mezzo tra plastica e gomma, di questo nastro a tutt’oggi se ne trova di svariati colori. Alcuni di questi guerrieri aveva cerbottane di vario colore degne del Mart di Rovereto come arte anni’60 – ‘70.
Successivamente si doveva imparare a tirare e … a forza di provare prima o poi sapevi che ne avresti fatta una perfetta come l’arco di Robin Hood! L’uso di caricarle con “Pive armate” con spillini, non credo fosse buona idea, io ho le mani e la coscienza pulite (ne combinavo abbastanza, avrei sfidato di nuovo la forza centrifuga di mia madre, meglio evitare). Tutto questo iter serviva anche per imparare a far le “pive” da solo e che ti portava a conquistare la posizione ufficiale di Guerriero Autonomo.

Tu la tua arma e i colpi (le striscie di carta) infilati nella cintola! A SAN BARTOLOMEO NON SERVIVA IL PORTO D’ARMI

(anonimaspiazarolade)

Trento sud visto dallo studentato

Il panorama dalla scala AB dello studentato San Bartolameo Trento

fotografia di Ilina Ivancheva

  • Meta