anni 70 Archive

"a mi no me pias …"

C’é sempre una prima volta … ma a volte non la trovi neanche a cercarla con il lanternino !

Quei giorni, tra primavera e estate, stavano passando lisci e tranquilli come non mai; si sa, quando è primavera … sia nel mondo animale che in quello umano è un fiorire di nuovi amori e nuove simpatie. L’appuntamento sotto il balcone della “principessa” era di routine (non credo che le mie attese fossero assillanti) io aspettavo “bravo bravo” che svolgesse gli impegni tra scuola e casa. Chissà quanti, sbirciando o guardando dai balconi avranno pensato: “Varda lì quel Romeo… almeno fino a quando è dalla sua principessa, non combina guai !”

Quella cosa innocente , quella simpatia , aveva riportato l’interessato alla vera dimensione di un 13enne. Non male per uno che , l’unica regola che aveva era il famoso “VIETATO VIETARE”.  Ma quando era con lei tutto cambiava. Che sia stata la speranza in una vità più rosea, l’artefice di quel radicale sdoppiamento? … io non lo so, mi piace pensarlo … certo mi piace pensarlo!

Tornando al nocciolo …  Ora ci si era conosciuti, appurato che esiste una particolare simpatia … è ora di crescere e veder come si diventa adulti.  SI ! …  ok!… E come ?!?  IO UOMO E TU DONNA! E chi cacchio sapeva cosa si fa! Educazione sessuale non si faceva a scuola ne a tavola a casa!!!  Credo, ma i ricordi son un pò confusi, con l’aiuto delle sue amiche, si arrivó ad individuare l’obiettivo! Un Bacio come i grandi, come nei film! … si, quelle cose con la lingua. Io capivo cosa era, in terza media in uscite primaverili con la classe scolastica, si faceva il gioco della bottiglia. Io non partecipavo mai, non tanto per paura … ma ritenevo un disonore, se mi fosse capitato, di dover baciare chi non avrei mai voluto baciare, ugualmente imbarazzante dover baciare chi non ti vuol baciare! Lei fu consigliata e fornita di tutte le nozioni necessarie dalle solite amiche, che forse la spingevano e sostenevano in questa prima esperienza essendone curiose a loro volta. L’ho già detto: era una cosa alla luce del sole!

E cosí, prime prove … Non credo che ci si nascondesse per il volersi nascondere, mah!?!? a quell’etá  dove cerchi un poco d’intimità? Il portone di casa sua! Nei pomeriggi, in quella parte dell’anno, su dalla prima scala c’era una finestra in cui il sole irrompeva con una luce quasi bianca (chi conosce quelle case e quella in particolare, può dedurre che reano le 16/17:00 che il sole guardava dritto negli occhi delle finestre). La seconda scala forniva una parte del giroscale di una zona d’ombra ma illuminata, che rendeva l’aria fresca e piacevole. Quella luce accecante, trasformava ai miei occhi i suoi occhiali con montatura color dell’argento, in una corona posta sul suo viso.

Il cuore in gola! …  a me … a lei, … no! a tutti e due!!! le nostre labbra si sfiorano in un candido bacio tra bambini … ok! ok! … ci siamo, respiro profondo, mi avvicino la bacio sulle labbra un poco deciso e timidamente socchiudo le labbra … ee … niente! Tutto fermo!  Mi scosto e con il tono dell’ingenuitá mi esce un filo di voce: “Cosa c’é? ho fatto qualcosa che non va??” Lei si sbriga a rispondere  e rassicurandomi mi dice : “NO, no!… non hai fatto niente dimale… anzi!” Poi aggiunge ridendo “solo che…  A ME FA SCHIFO !” E GIÙ RIDERE ASSIEME!  Ci abbiam provato tante volte, ma quel bacio così, da adulti, non ci fu veramente mai. Il modo con cui mi diceva che le faceva schifo, era disarmante! chissa quanti in quanti discorsi (da adulto) mi son dilungato nel dire: “tranquilla non c’è fretta!” nominando il rispetto per la sua difficoltà e galanterie varie … per poi tornare a casa pensando con rammarico “anche oggi non ce l’abbiamo fatta”. Ma con una gioia nel cuore per l’esistenza di quella principessa, e gioia per me, ero così carino impacciato, ma soppratutto pieno di rispetto per lei!  Si! … il rispetto che le portavo era la vera cosa da ADULTO che avevo imparato! Adesso per le storie personali, le esperienze di vita ecc… ecc.. non saremmo nostri, ma allora mi sembrava possibile, capivo e rispettavo le difficolta di un Angelo, comparso nel temporale della mia vita!  la mia Principessa…

(anonimaspiazarolade)

Urla d'aiuto mai urlate

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……un cortile, una parrocchia, l’oratorio.
“Schiamazzi di giochi, sole bellissimo… un tranquillo pomeriggio da incubo…”
Acc…. eccolo, sorrisi, grassottello, occhiali con montatura color oro: il cappellano.
Qualche carezza in fronte a uno/a, con le dita come salsicciotti putridi, alza il mento di un altro bambino e gli sorride,…che fiuuuuu… andata bene! Non io!
ERRORE!!!! … si dirige proprio verso di te, merda è andata, il sangue è polvere che non scorre….. la bocca ti si fà secca.
Lui: “Ciao ….”.

Tu non rispondi, guardi a terra, forse l’orco per magia sparisce…
Ma questa non è una favola….. Ti prende per un polso e ti dice : “Vieni ti devo far vedere una cosa, vieni con me di sopra!”
“Ok, ok…. è andata di merda anche questa volta. Su, dopo finisce…” pensi nel silenzio di ghiaccio che t’imprigiona la bocca!
Le due scalinate, la porta a vetri degli appartamenti dei preti. Si gira a destra, poi a sinistra, forse la seconda o la terza porta era il suo ufficio. O forse prima a sinistra e poi a destra la direzione dei corridoi, in ogni caso la seconda e o la terza porta era la destinazione, mentre tu segui preso per un polso!
Cazzo! Una speranza!!! Incrociamo la perpetua, tutti ci fermiamo nessuno parla!
Lei guarda il padre, poi guarda me, e poi di nuovo il padre…..
Io spero “diiiiiiiìi qualche cosa, aiutami!!!!!!!!”, ma non un fiato dalla mia bocca, abbassa gli occhi e se ne va……. Ecco, siamo arrivati a “BENGODI – PIÙ TE LA TACCI, PIÙ TE LA GODI LA TUA MERDA DI PAGA DA PERPETUA!!!!!”
( anonimaspiazarolade )

la chiesa di San Bartolomeo

Varda che bela, la me cesa !

La chiesa del rione, credo sia una delle più belle e riuscite costruzioni sacre di quei tempi.
Altro che na colada de cement, come quel sgorbio de san Carlo en Clarina,
A vardarla ancoi, l’è na favola, che a vardarla te camini … non digo su le aque ma a dese centimetri da tera el to animo sì chel camina! quando te te perdi a scoerzerla e te g’he vardi, tutti i picoi particolari.
Te g’he vai dentro, la è voida! nessun …

Na volta en quella cesa te trovavi sempre qualche veciota che pregava, ma la domenega, la Messa delle 10:00, l’era na fera!

mateloti che ziga, mame che ciama, boci che se core dreo … ” El Rion “!
En misiot de ciacere per tutti i gusti, per noi boci quando era finì la messa la parte seria della giornata l’era nada !!!! Evviva ades l’é domenega per tutti, noi boci cominzieven a far fantasie sul cinema, che avresen vist dopo disnar, soto: Nella grande sala cinematografica, aah! anca questa la vita dei boci al cinema o meio dir la vita dei casinari, zent che dis monade a voze alta, balote de carta che vola, che quando le centrava qualcun tutti i rideva.
Disevo … entrando en quel porton, che ai oci d’en bocia, el sembrava grant almen come quelo del Paradis … e te pensi (da matelot): “e per forza che San Pero el te spetta sulla porta del paradis … e chi è che g’he la fà a daverzerse da sol!
Dentro la era sempliza, niente de rinascimentale, anzi mi credo che la era proprio moderna.
I zoghi dei muri, che pareva i havesa mess na pietra pu fora una, pu dentro, tutte diverse de grandezza, e sora la via crucis disegnada e fatta con i vedri coloradi.
Per en matelot tutti quei vedri coloradi l’era …, no come vardar en d’en caleidiscopio, l’era come ESSER DENTRO el caleidoscopio.
Su la, sinistra gh’era l’organet a pedai e quel Bon Padre Tarcisio el ne sonava l’organo ensegnandone a cantar, mi aiuta dall’eta, me ero sforza de far la voce da alto, perchè :
1) nei toni alti gh’era le matelote
2) picol de statura come ero anche alora, en mez a le matelote, me sentivo pu’ sicur, e comunque credo che nel coro era presente qualcuna per cui io volevo esser li, vizin a ela.
Padre Tarcisio ? bon, ma bon, no me ricordo UNA sola volta che l’avesa alza la voze, eppur combinarne se ne combinava, el scorlava la testa, el feva en rumor come en schioccar con la bocca (anche quello a basso tono) el me diseva come fussa en papa: “Matelot belo, così non và bene, dai zerca de far el bravo pu’ che te podi” … e pò el sorrideva, che figura umile, e prete d’alto rango per me, Lui aveva veramente offerto il proprio servizio al Dio.
E lì en font l’altar, con sora el Cristo. Coi brazi daverti. Pareva che el capiva en che rion che l’era, qualche volta, me sembrava el se lamentasa de questo, e mi pu che dirghe: “sa vot? con quei cavei da capelon, ancoi i te rispetta poc , perchè no te vai dal pegoraro (il barbiere del rione) a farteli taiar? No digo che l’è bravo ma corti … aaaa corti el te li fà de sicur”.
No’ l sè mai moss da li …… ma sa fat se te sei taca a na cross? (me lo spiegavo così).
Per ben due volte, dopo le messe della sera, durante la settimana santa, dopo aver servito messa e tutti ci eravamo cambiati, io dicevo “Ops … ho dimenticato … torno subito.

Tornavo in chiesa, con un coltellino arrampicandomi tagliavo quelle corde che chiudevano il manto viola che lo copriva dai piedi alla testa , e lo liberavo.

El sò che l’era na marachela … ma almen el podeva respirar de not!
Quando me allontanavo ero soddisfatt che el podeva respirar!!! Me giravo, l’ ultim segn de la cros e … no ghe giureria, ma el me sorideva !

( anonimaspiazarolade )

Foto presa in “prestito” dal gruppo Facebook San Bortol Regna
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IO E MIO PADRE TRA FALSI PERBENISMI E DROGA … MA IN FONDO FAMIGLIA PER SEMPRE!

È bello riveder queste foto, una delle volte tranquille e assieme che abbiamo passato, perchè da lì a poco i nostri rapporti vennero increspati dal mio uso di droga, ed io credevo ancora di esser l’unico…

Alla fine guardando indietro … nei vari momenti abbiamo passato momenti da nemici, leali e sleali, come quando io mi presentavo nella tua bella R.A.I radiotelevisioneitaliana (nonostante ne fossi stato diffidato) giovanissimo con i capelli lunghi, tu ti vergognavi di me ed io raggiungevo lo scopo, ricevevo i soldi che mi servivano per bucarmi … ti chiedo scusa, stavo solo facendoti pagare il tuo comportamento! (forse in modo sbagliato , io ero confuso, forte dei 17 anni-eroina! ed era il punto d’arrivo di una scala iniziata 3 anni prima) … Si! mi vendicavo: la prima volta mi trovi qualche grammo d’hashis, e tu che fai? mi denunci! Denuncia non accettata dai tuoi amici Poliziotti, forse anche loro capivano che era meglio parlare con me, cosa che TU non hai assolutamente fatto! Le volte che approfittando della mia mancanza, facevi venir i tuoi amici della cinofila ed aver un’accogliente e Faunistico (i cani) “ben tornato” a casa”. Nello scorrere dei tempi non dimentico che all’apice dello spaccio d’eroina a soli 18 anni anche i carabinieri ti chiesero perchè andavo in giro con il taxi? E tu ti sei preoccupato di metter tutto a tacere,  difficile interpretare sentimentalmente tutto questo. Difendevi me o la tua cosi detta “Rispettabilità”? ma comunque niente rancori… è la nostra promessa ricordi ?

Alla fine ci siam ritrovati, io appena fuori dal tunnel …  tu che non serviva più che ti venissi a recuperare al bar degli alpini, per andar a casa dove trovavi tua moglie che si sarebbe incazzata! in pace ancora la famiglia! Solo tua moglie non aveva capito una minchia di tutti quegl’anni! noi eravamo, siamo e saremo sempre una famiglia! … dicevi … ed è COSI’ ! Mi dispiace una cosa, che tua moglie abbia deciso, anche nell’ultimo momento, di mettere qualcosa tra me e te, questa volta non era l’incrocio delle gambe, ma la sua povera testa vuota, piena di rancore e risentimento, lei non ha capito … Noi Formiamo Per Sempre Una Famiglia … chi c’é c’é e degli altri ce ne fottiamo !

Lei si è liberata di noi, si è anche vendicata! anche la tua bara è stata pagata con soldi che loro hanno trovato e che tu avresti rubato! vedi … la ruota gira … ma chissenefrega NOI SIAMO E RESTIAMO PER SEMPRE UNA FAMIGLIA !

P.S. :  dai papà no firmo … che questo no l’è en verbale !

(anonimaspiazarolade)

BULLI, PUPE, BICICLETTE E "AMORE"

In quella primavera , la principessa , aveva fatto un miracolo , la parte del mio IO , la più fragile , la più impaurita , quella dei sentimenti di un giovanotto.

Erano giorni che camminavo a mezzo metro d’altezza , la forza e la gioia ! Di veder le tue attenzioni …gradite dalla parte interessata….
Lei era il primo pensiero e l’ultimo che facevo ogni giornata, che in quel momento io sentivo donatami dal cielo, era una giornata dove sapevo che da qualche parte al mondo (poeti i bimbi eh?), c’era si! lì a 250 passi da casa mia, li avevo contati “i passi che mi separavano dalla felicità”. Così li avevo chiamati !
Si erano solo 250 passi, che mi separavano da quel balcone del primo piano …. eh,eh,eh come quello di Giulietta a Verona.
Come detto , io “spiazarol” , lei bravissima (almeno per i miei occhi ), aveva degli occhiali …”buffi” diciamo, a qualcuno veniva in mente di far battute, ma se Romeo( io) le sentiva erano guai.
Non ho mai cercato di controllare che non le s’avvicinassero, non conoscevo gelosia , ero puro! Ma a volte sentendo delle battute, mi avvicinavo (con il sorriso, temevo che lei vedesse) e ringhiavo come un pit-bull a bassa voce: “se ci riprovi a prenderla in giro, prima aspetto che Lei vada a casa, altrimenti mi ferma, ma quando lei non c’é, tu resti qui con me! e risolviamo….” mai qualcosa è andato oltre a questo, volevo che questo sogno non fosse disturbato da nessuno, si ammesso chiaramente, ma lo volevo vederla sempre con il sorriso, tanto era bella per me!
Così passavo, io le ricordo come ore ed ore (forse era solo una mezzora) aspettando che lei scendesse. Nel frattempo: sulla bici giochi, piroette, tutta via Tigli in bici senza mani, con le braccia allargate alla “TITANIC”, mentre aspettavo LEI , mi sentivo in crocera per lidi fantastici …

Non avevo nessuna paghetta settimanale o cose del genere … quindi mi arrangiavo .
In un bel giorno di sole, decisi di farle un regalo, pensa, pensa ..: “ok , sentimento….rose!”, “giovani”… boccioli! amore … ROSE !
Mi precipito sulla stradina che porta in via Chini, rosari in fiore in ogni casa …un’accurata selezione, ed eccolo li! Il bocciolo che fà per me! Rosa con striature arancio ed il bordo dei petali in rosso sul procinto di aprirsi.
Trovato! trovato! … era quello che volevo, mi guardo intorno, e con calma recido il fiore.
Direzione … poggiolo della mia Giulietta! … La chiamo …. era presto, credo sia uscita dicendomi: “stai calmo che ho quasi finito i compiti!” io (come un coniglietto) le dico che non c’èra problema, però: “Guarda … l’ho raccolto per te !!!” e lancio il bocciolo a Lei che stava sul balcone …
Il fiato si arresta……….PRESO !!!!!! lo ha preso , un sorriso e rientra per finire i compiti …

UN DIAMANTE È PER SEMPRE E TE LO PORTI AL DITO……
UN BOCCIUOLO DI ROSA È PER SEMPRE….. perchè lo porti nel cuore……..

( anonimaspiazarolade )

la fiera di san Giuseppe e i palloncini colorati

… non tutti, ma tanti di noi erano fortunati, ed a San Giuseppe non era difficile veder tornare a casa il marmocchio di turno con il suo palloncino colorato legato al polso… quelli che volano, quelli che fan sognare… forse l’unico balocco per mesi e mesi a venire… era un super trofeo… anni 70, rione popolare, e chi poteva permetterselo?… ma una volta all’anno, i poggioli delle palafitte, si coloravano di questa gioia, e quà e la, legati alla ringhierina esterna del balcone, il vento soffiava su queste speranze dai mille colori e dalle mille sfumature… quasi sempre erano poggioli di bambine, che affacciate ognuna al proprio balcone, sembravano dame sfilare, una accanto all’altra in bellezza e in beltà.

Ma dove ci son dame, ci son anche Principi ed orchi, cavalieri e spade. I nostri cavalieri eran armati di cannette…. eeee si amici miei, pive di carta a raffica, ed in punta il temibile spillino…. io abitavo al primo piano, preda sin troppo facile da colpire… e loro…. GENTILISSIMI… come sempre, o ti sposti subito, o centriamo anche te… e PAF… il palloncino esplodeva…. raid terribili, fulminei, sbucando all’improvviso in drappelli di venti, tutti armati sino ai denti… finito le pive, con i poggioli più alti?… c’eran le fionde…. stì disgraziadi….

(Roberta)

FATTO DI CRONACA ECCLATANTE : OMICIDIO !! anni '70 a S. Bartolomeo

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… non aspettatevi nè nomi nè cognomi tanto, voi che c’eravate, ve la ricordate ancora quella sera che ora racconterò …

Eravamo bambini…. era buio, quasi ora di andare a dormire…. anche gli ultimi irriducibili si stavano arrendendo alle urla delle madri, che dai poggioli li stavano richiamando … la mia, poi, al solito sicuramente mi aveva già chiuso fuori casa …. ah ah ah …. eravamo piccolini, pensieri non ne avevamo, figurati se ci sfiorava quello di andare a riposare … ma nemmeno nell’anticamera del cervello … ed ecco, un vociare, le urla, arrivano pattuglie, chi mormora, chi ormai grida già alla caccia all’uomo. Avevano assassinato una donna, accoltellata…. non vi faccio l’onore della cronaca, all’archivio comunale si può leggerne ogni dettaglio, ma quello che vi posso riportare, è cio che noi marmocchi, ognuno in modo diverso, visse quella nottata. Ci raggruppammo in parte, chi origliava il parlare di carabinieri e polizia, chi quello che i genitori sussurravano …. e mentre la notte incalzava, noi ci preparammo ad aggredire l’ennesima sfida del rione di San Bartolomeo … negli anni settanta, genitori, polizia, figli, era tutto un’altro rapporto che al giorno d’oggi…… si diceva (ormai la voce popolare era certa) che si fosse nascosto nel boschetto…. l’assassino era scappato armato nella campagna del baccano, e noi, che conoscevamo palmo a palmo la zona, avevamo il dovere di difendere il nostro rione, e lui, l’assassino, poteva stare certo di avere ormai le ore contate …. non avevo il permesso di toccare i coltelli, ero troppo piccola, ecco perchè andando a casa di corsa, e di nascosto da mia madre, rubai in cucina il cucchiaio di legno grande …. io ero pronta, e con me decine di altri bambini…. partimmo così, a notte fonda, per stanarlo … mia madre, che era corsa in cortile in vestaglia, per parlare con le altre donne, nemmeno se ne accorse…. ricordo il freddo di quella notte e la rabbia di non averlo scovato…

Roberta

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Spiacevoli pagine nere hanno trovato ispirazione in san Bartolomeo.
Questa era una storia che doveva finire bene, si certo una relazione extra- coniugale era molto giudicata male , ma al cuor non si comanda!
Purtoppo la donna che credeva di aver ritrovato l’amore , aveva trovato proprio l’ Orco cattivo
Quello che era un amante si era trasformato in un sadico possessivo, difficilissimo liberarsene, anche se sei stata bastonata ed abbandonata da lui in una sperduta campagna.
Ma in quegli anni anche se eri violentata e stuprata, era difficile trovar giustizia, la storia delle donne in Italia è piena a quei tempi, di donne che da accusatrici son passate ad esser accusate.
In quella calda sera , una donna , una mamma aveva deciso da tempo di troncare questa cosa sbagliata, ma l’altra parte non era d’accordo, credo fossero passate le 23:00 di sera, un uomo si presenta al quinto piano di una casa popolare di San Bartolomeo, suona … è la donna ad aprire .
Se non ricordo male, 28 i colpi di coltello a serramanico , dietro alla donna che cade esangue … le figlie.
Il tempo si mette a correre , le grida confuse dal giro scale , qualcuno dai pianerottoli vede questa figura scappare, ma richiude, impugnava ancora il coltello . L’uomo esce dal portone, le vie erano ancora popolate dai bambini più grandicelli e si allontana.
La confusione è l’unica cosa accaduta nelle susseguenti ore, l’arrivo a sirene spiegate della Polizia, la quale sapeva già di non arrivare in un quartiere molto amico, si perde nel non saper cosa fare, forse avevan paura anche loro, quasi tutta la popolazione del rione si era riversata in strada.
Poi si sa come va a finire ai grandi quando son persi: ascoltano tutto , qualche bambino dice che l’uomo si è allontato verso l’altura del boschetto alle spalle del quartiere .
La Polizia si organizza, chiama rinforzi credo anche dei pompieri per setacciare il bosco.
Degli adulti, stanchi dell ‘organizzazzione degli addetti ai lavori, sentenzia : “QUESTO È IL NOSTRO RIONE è stata ferita brutalmente una donna e madre del RIONE,  l’assassino lo scoviamo noi !”
Sembró una dichiarazione di guerra, la gente che sfugge dal controllo dei poliziotti e si arma con ogni genere di cose, dai martelli alla accette, dai bastoni ai mestoli di legno, gente dai 40 fino a scendere agli 8 anni, tutti al bosco, noi lo prendiamo prima!
Credo che sia stato meglio anche per il colpevole, non esser stato trovato da San Bartolomeo.
La donna arriva in pronto soccorso del S. Chiara, e spirando continua a ripetere il nome dell’assasino, che a quanto pare si era già allontanato, ma in auto.
Eccola la Far-west di S. Bortolameo, nessuno, ma proprio nessuno si fermó a pensare, che era assurdo che tutti, bambini compresi, andassero nel buio di un bosco a cercare un uomo che aveva appena sferrato 28 coltellate!
Certo che fu entusiasmante il Grido “IL RIONE È NOSTRO”, bello vedere che nonostante i giudizi popolari che si potevano nutrire per la relazione extra-coniugale, no! Questo non si poteva accettare! Era un San Bortolameo Cuor di Leone , ma a volte anche un po’ coglione.

anonima spiazarolade

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POMERIGGI DI PRIMA ESTATE

L ‘è giugno, a san Bortol finiva le scole, la mattina l’arivava prima per noi boci, abituadi a nar a scola, i genitori i l’ha toleva pù comoda, i doveva sol pensar al lavoro e casa, noi non doveven nar pù a scola per 3 mesi ….. la calma per le strade … le mame occupade a far la spesa a l’ente consumi o el Dario de la verdura! i alberi pieni de maggiolini en quei anni , le strade le era ancora de tera … sabbion gross e a Gozad’or gh’era le lucciole e i cervi volanti (coleotteri).
Disnar e poi d’accordo con le mamme, panin con la Nutela (Nutella) e via alla scoperta della giungla circostante, da Gocciad’oro alle campagne del Rossi, per addentrane nella zona stupenda della giungla, la Campagna del Conte Zizo, si, si proprio lù, che i pù anziani de noi i neva a far le prove del complesso (anche noi eren rifornidi della nostra versione dei Beatles ed erano anche bravi) en den locale de casa sua, de costa alle scole Medie Dante Alighieri. La campagna del Conte Zizo l’era rifornida delle zirese dela qualità pù bona del mondo ” QUELE ROBADE ” :)   non ho pù mangnà zirese cosi bone! …. poi che gita era senza esser rincorsi dai contadini … scorpacciata, corsa digestiva e giù dai terreni dell’odierno studentato, con le rame dei zirezari come trofeo, e chi era restà nelle strade de casa, accoglieva i gloriosi al ritorno, che erano sfamati, divertiti anche feriti (micidiali i fili di ferro delle vigne mentre sei in fuga) ma le ferite si portavano come fiori all’occhiello! il motto era “io ce l’ho fatta” (a scampar)
Luciano

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Do pedalade…

In estate, c’era la piscina da raggiungere, si poteva fare il giro dalle strade, ma in molti non disdegnavano di fare due arrampicate sulle barriere naturali del territorio …. ed ecco fatto siamo in via padre Eusebio Chini , in futuro avrebbero aperto un passaggio, ” la stradina de via chini ” !
Estate, piscina come un formichiere, non che pagare era un problema in quegl’anni i padri di famiglia affrontavano il ” boom” economico” e l’abbonamento a 10 bagni + 2 omaggio ci stava, ma che “san Bortolameot set? se non entri scavalcando?!” c’era ancora il trampolino disponibile al pubblico, con la fila anche di 15 20 persone, il momento dei ganzi mescolava i rioni della città: San Giuseppe, S. Pio x., ecc….
Pomeriggi spensierati, tuffi, corse, gelati, pizzette stupende! la vecchia gerente del bar della piscina ci apriva il cancello, piuttosto che vederci uno ad uno scavalcare, alti un metro e una coca-cola, il pericolo erano solo i bagnini ed i pizzardoni (vigili urbani en lingua en ponta).
Poi … stremati, si usciva e si doveva affrontar il ritorno a piedi.
Solo qualcuno possedeva la bicicletta … ma più di uno possedeva una collezione di chiavi da lucchetti di bicicletta, di tutte le marche, i migliori aprivano i lucchetti a combinazione solo con l’aiuto di un ago per poi scoprir che le cifre delle combinazioni eran una un 3, una un 6, una un 9, 369,963,936,639 …… allora eri qualcuno dei più! eh eh
Biciclette sciolte … TUTTI A CASA IN BICI !!!! …. e … saluti da San Bortol …….. e viaaaa!
le bici le serviva per desfarle a cros, per pezzi di ricambio, per offrirla a qualche bambina e pedalare nel caldo dell’estate …. e le serviva la sera per far el “puttan tour”, da piazza Centa, per veder la famosissima “TUBO” e poi dalla stazione, tutta Sanseverino …”IL PUTTAN-TOUR” di Trento … ma questa è un’altra storia! ciaooo…..

(anonima spiazarolade)

Le Fortunelle. Le monete portafortuna

Rare, solo per veri eroi!! Si dovevano appoggiare sui binari del treno, e se non le beccavi in testa, al passaggio del treno, cavandoti un occhio, la moneta schiacciata, diventava una rarità da esibire. Mai fatto!!! eeeeeeee si doveva passare per due volte la campagna del vecchio contadino Rossi, che sparava nel sedere dei bambini con il fucile caricato a sale. Pazienza il primo passaggio, ma il secondo era troppo vicino al suo poggiolo, era quasi certo ti potesse beccare. San Bartolomeo, che rione fantastico, negli anni settanta. (Roberta Calaresu, su Facebook)

la ferrovia della Valsugana nei pressi dello Studentato di San Bartolameo

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