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	<title>LiveMemories - memorie &#62; Jurka!</title>
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	<description>archivio multimediale, raccolta di storie dal quartiere e dallo studentato di San Bartolomeo a Trento</description>
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		<title>Massimo Volume @ Suoni Universitari</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 14:47:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Il gruppo musicale Massimo Volume in concerto allo studentato San Bartolomeo.
Ascolta l&#8217;intervista a Emidio Clementi, cantante e bassista del gruppo &#8211; a cura di Niccolò Caranti per Sanbaradio
http://www.sanbaradio.it/content/post-it-del-14-giugno
fotografia di Niccolò Caranti
_
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Oases of Light di Niccolò Caranti, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/ncaranti/4789272133/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4081/4789272133_612e25c171.jpg" alt="Oases of Light" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il gruppo musicale Massimo Volume in concerto allo studentato San Bartolomeo.</p>
<p>Ascolta l&#8217;intervista a Emidio Clementi, cantante e bassista del gruppo &#8211; a cura di Niccolò Caranti per Sanbaradio</p>
<p>http://www.sanbaradio.it/content/post-it-del-14-giugno</p>
<p>fotografia di Niccolò Caranti</p>
<p>_</p>
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		<title>DUELLO IN TRASFERTA&#8230; San Bartolomeo sfida San Giuseppe.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 15:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ciccetti2</dc:creator>
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( ih,ih,ih,ih,ih) Questo video mi ricorda quando a Franco G. gli viene rotto il naso da Stefano L. di San Giuseppe, al campo da ghiaccio.
Il pomeriggio dopo, lui, Franco, che era 20 cm più alto di me, venne e mi disse: &#8220;guarda, mi ha rotto il naso a tradimento, mentre stavamo parlando, improvvisamente, mi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://livememories.jurka.net/2010/08/18/duello-in-trasferta-san-bartolomeo-sfida-san-giuseppe/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a>
<p>_</p>
<p>( ih,ih,ih,ih,ih) Questo video mi ricorda quando a Franco G. gli viene rotto il naso da Stefano L. di San Giuseppe, al campo da ghiaccio.</p>
<p>Il pomeriggio dopo, lui, Franco, che era 20 cm più alto di me, venne e mi disse: &#8220;guarda, mi ha rotto il naso a tradimento, mentre stavamo parlando, improvvisamente, mi ha dato un pugno in pieno viso con i guanti rinforzati da moto, ed io&#8230; k.o.!&#8221;<br />
Dopo averlo ascoltato gli dico: &#8220;Ok!!! Vuol dire che stasera tu torni a pattinare&#8230; ma stavolta con me!!!&#8221;.</p>
<p>Da notare: la mamma di Franco consigliava sempre a suo figlio di non frequentarmi, cosa che spesso non accadeva!</p>
<p>_<br />
Così io, Franco ed altri 3 o 4 (in san Giuseppe erano pure in molti ed eravamo in casa loro; qualcuno che ti guarda le spalle faceva comodo) entriamo nel campo da pattinaggio e pian piano la discussione tra i 2 quartieri inizia! Arriviamo ad un accordo: quando chiude il campo ci si vede fuori.<br />
Io ed il feritore Stefano L. siamo fuori, alle mie spalle ho il mio amico per la vita C. &#8230; posso star tranquillo, niente vigliaccate!<br />
Si era formato un cerchio, forse con più di 50 spettatori. Nel centro io e Stefano L. passeggiamo in cerchio guardandoci negli occhi e preparandoci allo scontro. Il Turri, il Celva, anche loro &#8220;tremendini&#8221;, si son prodigati a dar consigli. A me il Turri si avvicina e mi dice con complicità : &#8220;occhio! Stefano picchia quasi come me&#8230; stai attento!&#8221;.<br />
Lo sfidante s&#8217;infila i guanti da moto (errore gigantesco scoprir le carte prima di un combattimento!!!). Tra l&#8217;incitamento della folla Stefano commette il secondo errore madornale&#8230; usa la stessa tecnica spiegatami da Franco. Nel bel mezzo del parlare sferra il pugno diretto al mio naso&#8230; una mano, la mia, ferma quel pugno a 5 cm. dal mio naso, il corpo mio era pietra ripiena di adrenalina, le orecchie mi fischiavano. Poi, dopo il bloccaggio, fu una caterva di botte, finchè non avevo più fiato!!! Stefano cade! Ed io mi rivolgo al pubblico e dico ridendo: &#8220;Guarda Turri!!!! Ora è il tuo turno!&#8221;.</p>
<p>Scherzavo, con Turri ero amico.<br />
OK!!! Missione compiuta, San Bartolomeo ha lavato l&#8217;onta con il sangue.&#8221;Guerrieri, tutti a casa ora!!!&#8221;<br />
Il giorno seguente ci recammo di nuovo a pattinare per suggellare la nostra supremazia.<br />
Mentre mi mettevo i pattini s&#8217;avvicina Stefano L. recriminando che gli avevo spostato il naso! Io ho chiuso subito il discorso: &#8220;Ricorda che non ho finito il lavoro, se vuoi continuiamo dopo aver pattinato, così te lo rompo del tutto!&#8221;.<br />
Ci lasciarono in pace e alla sera ci lasciarono andar via senza avere ultiriori screzi.</p>
<p>Ora i BULLI se la prendono con i più deboli, a San Bartolomeo allora I BULLI DIFENDEVANO I PIÙ DEBOLI.</p>
<p>_</p>
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		<title>Noi del confine</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 17:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La strada dove abitavo da bambina, parallela al Rio Sale, era equidistante da due rioni della città: Bolghera e San Bartolomeo, e li divideva. Quartiere molto borghese il primo, operaio il secondo, dove l’unica licenza romantica era racchiusa nei nomi di alberi delle tre vie: Tigli, Olmi e Robinie. Era conosciuto anche per le palafitte e le americane &#8211; case popolari costruite con il piano Marshall &#8211; e definito Bronx, con il passar degli anni, per la concentrazione di problemi sociali mai del tutto risolti. Nella mia strada abitavano famiglie di professionisti e benestanti mescolate a famiglie d’impiegati e infermieri; per le prime la convivenza era spesso temporanea, giusto il tempo di terminare la costruzione della villa in Bolghera o nella prima collina.</p>
<p>Cominciai a uscire dal mio cortile per andare a scuola, alle elementari Fogazzaro, che raggruppava i bambini dei due rioni. Stare in classe era la cosa più bella del mio mondo, appartenevo a un gruppo di bambine tutte uguali, le differenze sociali nascoste da grembiule nero e fiocco colorato. Il primo giorno la mamma non mi accompagnò, il mio fratellino era nato da pochi mesi e comunque facevo la strada con il maggiore che andava in quarta. Finita la scuola, si giocava sempre nei pressi di casa, a tiro di voce dai propri genitori, la gran distanza tra la mia strada e i due rioni con lo smisurato metro dell’infanzia.</p>
<p><a href="http://livememories.jurka.net/files/2010/07/nadia1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-909" title="queidesanbortolo" src="http://livememories.jurka.net/files/2010/07/nadia1.jpg" alt="" width="310" height="216" /></a> Iniziai ad avere sentore d’ingiustizia quando Luisa, la mia amichetta preferita, compagna di classe e di catechesi, che abitava nella mia stessa via, m’invitò alla sua festa di compleanno. Ero molto emozionata al pensiero della mia prima festa. Avevamo parlato per settimane dei giochi da fare e delle altre compagne invitate. Poi quella mattina a scuola, dispiaciuta, mi dice che non posso andare. “Ma perché?” chiedo. “La mia mamma non vuole&#8230; perché non puoi portarmi il regalo”. Ci rimasi malissimo, ero spesso a casa sua a fare i compiti e stavamo proprio bene insieme, Luisa era buona e simpatica. Però la sua mamma, austriaca, da un’altra stanza ogni tanto alzava la voce e le parlava a lungo in tedesco, con tono duro. Poco dopo Luisa mi diceva che era meglio andassi: il papà, dentista, stava tornando. Ma sulla porta la sua mamma mi salutava sorridente e qualche giorno dopo era lei a telefonarmi di andar da loro per fare i compiti con Luisa.</p>
<p>Avrei voluto raccontarlo ai miei genitori. Sentirmi rispondere: “Non sei tu a sbagliare, siamo noi a vergognarci della loro povertà di cuore”. Ma non dissi niente, perché allora nessun genitore era attento a queste cose, quello che ci succedeva era sempre colpa nostra e avrei rischiato un sonoro castigo. Senza l’aiuto di un adulto impiegai molto tempo a elaborare perché andassi bene per insegnare i compiti, ma non per partecipare alle feste. Innocente vittima dell’ipocrisia borghese da sorrisi di facciata e pugnalate alle spalle. Eppure bastava entrare nelle diverse case per cogliere il lusso e la povertà. O guardare l’unico cappotto sempre più corto e liso indossato da certe bambine. L’unico paio di scarpe sfondate che s’inzuppava di pioggia o neve e si asciugava nei piedi giorno dopo giorno.</p>
<p>Alle medie iniziai a sentirmi davvero a disagio: considerata troppi scalini giù da quelli della Bolghera, per giocare nei loro giardini recintati, partecipare alle loro feste, andare in vacanza nelle loro case in montagna. Troppi scalini su per quelli di San Bartolomeo, con i quali mi ero persa la vita in strada, l’amicizia e la complicità dell’esser ugualmente disagiati. Da adolescente il quartiere di San Bartolomeo divenne così malfamato da essere imbarazzante dire di risiedere in quella zona. E doveva sempre seguire la chiosa: via Chini è strada di confine, il Bronx comincia da lì in poi. Con gli anni Settanta fu soprattutto la droga a trovare terreno fertile fra molti che erano alle elementari con me e che, purtroppo, furono tra le prime vittime in città. Sicuramente entrò anche nelle belle case col recinto dei ricchi. Ma fece meno, molto meno rumore.</p>
<p>_</p>
<div id="articolotesto">
<p>di <a href="http://www.questotrentino.it/qt/?auid=96">Nadia Ioriatti</a></p>
<p>articolo pubblicato su QuestoTrentino, n. 2/2010</p>
<p>http://www.questotrentino.it/qt/?aid=11669</p>
</div>
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		<title>&#8220;a mi no me pias &#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 07:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ciccetti2</dc:creator>
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C&#8217;é sempre una prima volta &#8230; ma a volte non la trovi neanche a cercarla con il lanternino !
Quei giorni, tra primavera e estate, stavano passando lisci e tranquilli come non mai; si sa, quando è primavera &#8230; sia nel mondo animale che in quello umano è un fiorire di nuovi amori e nuove simpatie. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs073.ash2/36966_105617206156072_102157963168663_39509_5832155_n.jpg" alt="" /></p>
<p>C&#8217;é sempre una prima volta &#8230; ma a volte non la trovi neanche a cercarla con il lanternino !</p>
<p>Quei giorni, tra primavera e estate, stavano passando lisci e tranquilli come non mai; si sa, quando è primavera &#8230; sia nel mondo animale che in quello umano è un fiorire di nuovi amori e nuove simpatie. L&#8217;appuntamento sotto il balcone della &#8220;principessa&#8221; era di routine (non credo che le mie attese fossero assillanti) io aspettavo &#8220;bravo bravo&#8221; che svolgesse gli impegni tra scuola e casa. Chissà quanti, sbirciando o guardando dai balconi avranno pensato: &#8220;Varda lì quel Romeo&#8230; almeno fino a quando è dalla sua principessa, non combina guai !&#8221;</p>
<p>Quella cosa innocente , quella simpatia , aveva riportato l&#8217;interessato alla vera dimensione di un 13enne. Non male per uno che , l&#8217;unica regola che aveva era il famoso &#8220;VIETATO VIETARE&#8221;.  Ma quando era con lei tutto cambiava. Che sia stata la speranza in una vità più rosea, l&#8217;artefice di quel radicale sdoppiamento? &#8230; io non lo so, mi piace pensarlo &#8230; certo mi piace pensarlo!</p>
<p>Tornando al nocciolo &#8230;  Ora ci si era conosciuti, appurato che esiste una particolare simpatia &#8230; è ora di crescere e veder come si diventa adulti.  SI ! &#8230;  ok!&#8230; E come ?!?  IO UOMO E TU DONNA! E chi cacchio sapeva cosa si fa! Educazione sessuale non si faceva a scuola ne a tavola a casa!!!  Credo, ma i ricordi son un pò confusi, con l&#8217;aiuto delle sue amiche, si arrivó ad individuare l&#8217;obiettivo! Un Bacio come i grandi, come nei film! &#8230; si, quelle cose con la lingua. Io capivo cosa era, in terza media in uscite primaverili con la classe scolastica, si faceva il gioco della bottiglia. Io non partecipavo mai, non tanto per paura &#8230; ma ritenevo un disonore, se mi fosse capitato, di dover baciare chi non avrei mai voluto baciare, ugualmente imbarazzante dover baciare chi non ti vuol baciare! Lei fu consigliata e fornita di tutte le nozioni necessarie dalle solite amiche, che forse la spingevano e sostenevano in questa prima esperienza essendone curiose a loro volta. L&#8217;ho già detto: era una cosa alla luce del sole!</p>
<p>E cosí, prime prove &#8230; Non credo che ci si nascondesse per il volersi nascondere, mah!?!? a quell&#8217;etá  dove cerchi un poco d&#8217;intimità? Il portone di casa sua! Nei pomeriggi, in quella parte dell&#8217;anno, su dalla prima scala c&#8217;era una finestra in cui il sole irrompeva con una luce quasi bianca (chi conosce quelle case e quella in particolare, può dedurre che reano le 16/17:00 che il sole guardava dritto negli occhi delle finestre). La seconda scala forniva una parte del giroscale di una zona d&#8217;ombra ma illuminata, che rendeva l&#8217;aria fresca e piacevole. Quella luce accecante, trasformava ai miei occhi i suoi occhiali con montatura color dell&#8217;argento, in una corona posta sul suo viso.</p>
<p>Il cuore in gola! &#8230;  a me &#8230; a lei, &#8230; no! a tutti e due!!! le nostre labbra si sfiorano in un candido bacio tra bambini &#8230; ok! ok! &#8230; ci siamo, respiro profondo, mi avvicino la bacio sulle labbra un poco deciso e timidamente socchiudo le labbra &#8230; ee &#8230; niente! Tutto fermo!  Mi scosto e con il tono dell&#8217;ingenuitá mi esce un filo di voce: &#8220;Cosa c&#8217;é? ho fatto qualcosa che non va??&#8221; Lei si sbriga a rispondere  e rassicurandomi mi dice : &#8220;NO, no!&#8230; non hai fatto niente dimale&#8230; anzi!&#8221; Poi aggiunge ridendo &#8220;solo che&#8230;  A ME FA SCHIFO !&#8221; E GIÙ RIDERE ASSIEME!  Ci abbiam provato tante volte, ma quel bacio così, da adulti, non ci fu veramente mai. Il modo con cui mi diceva che le faceva schifo, era disarmante! chissa quanti in quanti discorsi (da adulto) mi son dilungato nel dire: &#8220;tranquilla non c&#8217;è fretta!&#8221; nominando il rispetto per la sua difficoltà e galanterie varie &#8230; per poi tornare a casa pensando con rammarico &#8220;anche oggi non ce l&#8217;abbiamo fatta&#8221;. Ma con una gioia nel cuore per l&#8217;esistenza di quella principessa, e gioia per me, ero così carino impacciato, ma soppratutto pieno di rispetto per lei!  Si! &#8230; il rispetto che le portavo era la vera cosa da ADULTO che avevo imparato! Adesso per le storie personali, le esperienze di vita ecc&#8230; ecc.. non saremmo nostri, ma allora mi sembrava possibile, capivo e rispettavo le difficolta di un Angelo, comparso nel temporale della mia vita!  la mia Principessa&#8230;</p>
<p>(anonimaspiazarolade)</p>
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		<title>Urla d&#8217;aiuto mai urlate</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 07:19:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8230;&#8230;un cortile, una parrocchia, l&#8217;oratorio.
&#8220;Schiamazzi di giochi, sole bellissimo&#8230; un tranquillo pomeriggio da incubo&#8230;&#8221;
Acc&#8230;. eccolo, sorrisi, grassottello, occhiali con montatura color oro: il cappellano.
Qualche carezza in fronte a uno/a, con le dita come salsicciotti putridi, alza il mento di un altro bambino e gli sorride,&#8230;che fiuuuuu&#8230; andata bene! Non io!
ERRORE!!!! &#8230; si dirige proprio verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://livememories.jurka.net/2010/07/07/urla-daiuto-mai-urlate/"><p><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></p></a>
<p>&#8230;&#8230;un cortile, una parrocchia, l&#8217;oratorio.<br />
&#8220;Schiamazzi di giochi, sole bellissimo&#8230; un tranquillo pomeriggio da incubo&#8230;&#8221;<br />
Acc&#8230;. eccolo, sorrisi, grassottello, occhiali con montatura color oro: il cappellano.<br />
Qualche carezza in fronte a uno/a, con le dita come salsicciotti putridi, alza il mento di un altro bambino e gli sorride,&#8230;che fiuuuuu&#8230; andata bene! Non io!<br />
ERRORE!!!! &#8230; si dirige proprio verso di te, merda è andata, il sangue è polvere che non scorre&#8230;.. la bocca ti si fà secca.<br />
Lui: &#8220;Ciao &#8230;.&#8221;.</p>
<p>Tu non rispondi, guardi a terra, forse l&#8217;orco per magia sparisce&#8230;<br />
Ma questa non è una favola&#8230;.. Ti prende per un polso e ti dice : &#8220;Vieni ti devo far vedere una cosa, vieni con me di sopra!&#8221;<br />
&#8220;Ok, ok&#8230;. è andata di merda anche questa volta. Su, dopo finisce&#8230;&#8221; pensi nel silenzio di ghiaccio che t&#8217;imprigiona la bocca!<br />
Le due scalinate, la porta a vetri degli appartamenti dei preti. Si gira a destra, poi a sinistra, forse la seconda o la terza porta era il suo ufficio. O forse prima a sinistra e poi a destra la direzione dei corridoi, in ogni caso la seconda e o la terza porta era la destinazione, mentre tu segui preso per un polso!<br />
Cazzo! Una speranza!!! Incrociamo la perpetua, tutti ci fermiamo nessuno parla!<br />
Lei guarda il padre, poi guarda me, e poi di nuovo il padre&#8230;..<br />
Io spero &#8220;diiiiiiiìi qualche cosa, aiutami!!!!!!!!&#8221;, ma non un fiato dalla mia bocca, abbassa gli occhi e se ne va&#8230;&#8230;. Ecco, siamo arrivati a &#8220;BENGODI &#8211; PIÙ TE LA TACCI, PIÙ TE LA GODI LA TUA MERDA DI PAGA DA PERPETUA!!!!!&#8221;<br />
( anonimaspiazarolade )</p>
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		<title>la chiesa di San Bartolomeo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:24:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Varda che bela, la me cesa !
La chiesa del rione, credo sia una delle più belle e riuscite costruzioni sacre di quei tempi.
Altro che na colada de cement, come quel sgorbio de san Carlo en Clarina,
A vardarla ancoi, l&#8217;è na favola, che a vardarla te camini &#8230; non digo su le aque ma a dese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Varda che bela, la me cesa !</p>
<p>La chiesa del rione, credo sia una delle più belle e riuscite costruzioni sacre di quei tempi.<br />
Altro che na colada de cement, come quel sgorbio de san Carlo en Clarina,<br />
A vardarla ancoi, l&#8217;è na favola, che a vardarla te camini &#8230; non digo su le aque ma a dese centimetri da tera el to animo sì chel camina! quando te te perdi a scoerzerla e te g&#8217;he vardi, tutti i picoi particolari.<br />
Te g&#8217;he vai dentro, la è voida! nessun &#8230;</p>
<p>Na volta en quella cesa te trovavi sempre qualche veciota che pregava, ma la domenega, la Messa delle 10:00, l&#8217;era na fera!</p>
<p>mateloti che ziga, mame che ciama, boci che se core dreo &#8230; &#8221; El Rion &#8220;!<br />
En misiot de ciacere per tutti i gusti, per noi boci quando era finì la messa la parte seria della giornata l&#8217;era nada !!!! Evviva ades l&#8217;é domenega per tutti, noi boci cominzieven a far fantasie sul cinema, che avresen vist dopo disnar, soto: Nella grande sala cinematografica, aah! anca questa la vita dei boci al cinema o meio dir la vita dei casinari, zent che dis monade a voze alta, balote de carta che vola, che quando le centrava qualcun tutti i rideva.<br />
Disevo &#8230; entrando en quel porton, che ai oci d&#8217;en bocia, el sembrava grant almen come quelo del Paradis &#8230; e te pensi (da matelot): &#8220;e per forza che San Pero el te spetta sulla porta del paradis &#8230; e chi è che g&#8217;he la fà a daverzerse da sol!<br />
Dentro la era sempliza, niente de rinascimentale, anzi mi credo che la era proprio moderna.<br />
I zoghi dei muri, che pareva i havesa mess na pietra pu fora una, pu dentro, tutte diverse de grandezza, e sora la via crucis disegnada e fatta con i vedri coloradi.<br />
Per en matelot tutti quei vedri coloradi l&#8217;era &#8230;, no come vardar en d&#8217;en caleidiscopio, l&#8217;era come ESSER DENTRO el caleidoscopio.<br />
Su la, sinistra gh&#8217;era l&#8217;organet a pedai e quel Bon Padre Tarcisio el ne sonava l&#8217;organo ensegnandone a cantar, mi aiuta dall&#8217;eta, me ero sforza de far la voce da alto, perchè :<br />
1) nei toni alti gh&#8217;era le matelote<br />
2) picol de statura come ero anche alora, en mez a le matelote, me sentivo pu&#8217; sicur, e comunque credo che nel coro era presente qualcuna per cui io volevo esser li, vizin a ela.<br />
Padre Tarcisio ? bon, ma bon, no me ricordo UNA sola volta che l&#8217;avesa alza la voze, eppur combinarne se ne combinava, el scorlava la testa, el feva en rumor come en schioccar con la bocca (anche quello a basso tono) el me diseva come fussa en papa: &#8220;Matelot belo, così non và bene, dai zerca de far el bravo pu&#8217; che te podi&#8221; &#8230; e pò el sorrideva, che figura umile, e prete d&#8217;alto rango per me, Lui aveva veramente offerto il proprio servizio al Dio.<br />
E lì en font l&#8217;altar, con sora el Cristo. Coi brazi daverti. Pareva che el capiva en che rion che l&#8217;era, qualche volta, me sembrava el se lamentasa de questo, e mi pu che dirghe: &#8220;sa vot? con quei cavei da capelon, ancoi i te rispetta poc , perchè no te vai dal pegoraro (il barbiere del rione) a farteli taiar? No digo che l&#8217;è bravo ma corti &#8230; aaaa corti el te li fà de sicur&#8221;.<br />
No&#8217; l sè mai moss da li &#8230;&#8230; ma sa fat se te sei taca a na cross? (me lo spiegavo così).<br />
Per ben due volte, dopo le messe della sera, durante la settimana santa, dopo aver servito messa e tutti ci eravamo cambiati, io dicevo &#8220;Ops &#8230; ho dimenticato &#8230; torno subito.</p>
<p>Tornavo in chiesa, con un coltellino arrampicandomi tagliavo quelle corde che chiudevano il manto viola che lo copriva dai piedi alla testa , e lo liberavo.</p>
<p>El sò che l&#8217;era na marachela &#8230; ma almen el podeva respirar de not!<br />
Quando me allontanavo ero soddisfatt che el podeva respirar!!! Me giravo, l&#8217; ultim segn de la cros e &#8230; no ghe giureria, ma el me sorideva !</p>
<p>( anonimaspiazarolade )</p>
<div>
<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=29095&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=130533620311481&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=130533620311481&amp;id=102157963168663"><img src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs084.snc4/35585_104393459611780_102157963168663_29095_2261087_n.jpg" alt="" /></a></div>
<div>Foto presa in &#8220;prestito&#8221; dal gruppo Facebook <em>San Bortol Regna </em></div>
<div><em>_</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
</div>
</div>
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		<title>IO E MIO PADRE TRA FALSI PERBENISMI E DROGA &#8230; MA IN FONDO FAMIGLIA PER SEMPRE!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 08:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ciccetti2</dc:creator>
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È bello riveder queste foto, una delle volte tranquille e assieme che abbiamo passato, perchè da lì a poco i nostri rapporti vennero increspati dal mio uso di droga, ed io credevo ancora di esser l&#8217;unico&#8230;
Alla fine guardando indietro &#8230; nei vari momenti abbiamo passato momenti da nemici, leali e sleali, come quando io mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs046.snc4/34662_106469706070822_102157963168663_47762_7773752_n.jpg" alt="" /></p>
<p>È bello riveder queste foto, una delle volte tranquille e assieme che abbiamo passato, perchè da lì a poco i nostri rapporti vennero increspati dal mio uso di droga, ed io credevo ancora di esser l&#8217;unico&#8230;</p>
<p>Alla fine guardando indietro &#8230; nei vari momenti abbiamo passato momenti da nemici, leali e sleali, come quando io mi presentavo nella tua bella R.A.I radiotelevisioneitaliana (nonostante ne fossi stato diffidato) giovanissimo con i capelli lunghi, tu ti vergognavi di me ed io raggiungevo lo scopo, ricevevo i soldi che mi servivano per bucarmi &#8230; ti chiedo scusa, stavo solo facendoti pagare il tuo comportamento! (forse in modo sbagliato , io ero confuso, forte dei 17 anni-eroina! ed era il punto d&#8217;arrivo di una scala iniziata 3 anni prima) &#8230; Si! mi vendicavo: la prima volta mi trovi qualche grammo d&#8217;hashis, e tu che fai? mi denunci! Denuncia non accettata dai tuoi amici Poliziotti, forse anche loro capivano che era meglio parlare con me, cosa che TU non hai assolutamente fatto! Le volte che approfittando della mia mancanza, facevi venir i tuoi amici della cinofila ed aver un&#8217;accogliente e Faunistico (i cani) &#8220;ben tornato&#8221; a casa&#8221;. Nello scorrere dei tempi non dimentico che all&#8217;apice dello spaccio d&#8217;eroina a soli 18 anni anche i carabinieri ti chiesero perchè andavo in giro con il taxi? E tu ti sei preoccupato di metter tutto a tacere,  difficile interpretare sentimentalmente tutto questo. Difendevi me o la tua cosi detta &#8220;Rispettabilità&#8221;? ma comunque niente rancori&#8230; è la nostra promessa ricordi ?</p>
<p>Alla fine ci siam ritrovati, io appena fuori dal tunnel &#8230;  tu che non serviva più che ti venissi a recuperare al bar degli alpini, per andar a casa dove trovavi tua moglie che si sarebbe incazzata! in pace ancora la famiglia! Solo tua moglie non aveva capito una minchia di tutti quegl&#8217;anni! noi eravamo, siamo e saremo sempre una famiglia! &#8230; dicevi &#8230; ed è COSI&#8217; ! Mi dispiace una cosa, che tua moglie abbia deciso, anche nell&#8217;ultimo momento, di mettere qualcosa tra me e te, questa volta non era l&#8217;incrocio delle gambe, ma la sua povera testa vuota, piena di rancore e risentimento, lei non ha capito &#8230; Noi Formiamo Per Sempre Una Famiglia &#8230; chi c&#8217;é c&#8217;é e degli altri ce ne fottiamo !</p>
<p>Lei si è liberata di noi, si è anche vendicata! anche la tua bara è stata pagata con soldi che loro hanno trovato e che tu avresti rubato! vedi &#8230; la ruota gira &#8230; ma chissenefrega NOI SIAMO E RESTIAMO PER SEMPRE UNA FAMIGLIA !</p>
<p>P.S. :  dai papà no firmo &#8230; che questo no l&#8217;è en verbale !</p>
<p>(anonimaspiazarolade)</p>
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		<title>BULLI, PUPE, BICICLETTE E &#8220;AMORE&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 13:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ciccetti2</dc:creator>
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In quella primavera , la principessa , aveva fatto un miracolo , la parte del mio IO , la più fragile , la più impaurita , quella dei sentimenti di un giovanotto.
Erano giorni che camminavo a mezzo metro d&#8217;altezza , la forza e la gioia ! Di veder le tue attenzioni &#8230;gradite dalla parte interessata&#8230;.
Lei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://photos-c.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc4/hs020.snc4/34378_104433912941068_102157963168663_29389_4120661_a.jpg" alt="" width="180" height="240" /></p>
<p>In quella primavera , la principessa , aveva fatto un miracolo , la parte del mio IO , la più fragile , la più impaurita , quella dei sentimenti di un giovanotto.</p>
<p>Erano giorni che camminavo a mezzo metro d&#8217;altezza , la forza e la gioia ! Di veder le tue attenzioni &#8230;gradite dalla parte interessata&#8230;.<br />
Lei era il primo pensiero e l&#8217;ultimo che facevo ogni giornata, che in quel momento io sentivo donatami dal cielo, era una giornata dove sapevo che da qualche parte al mondo (poeti i bimbi eh?), c&#8217;era si! lì a 250 passi da casa mia, li avevo contati &#8220;i passi che mi separavano dalla felicità&#8221;. Così li avevo chiamati !<br />
Si erano solo 250 passi, che mi separavano da quel balcone del primo piano &#8230;. eh,eh,eh come quello di Giulietta a Verona.<br />
Come detto , io &#8220;spiazarol&#8221; , lei bravissima (almeno per i miei occhi ), aveva degli occhiali &#8230;&#8221;buffi&#8221; diciamo, a qualcuno veniva in mente di far battute, ma se Romeo( io) le sentiva erano guai.<br />
Non ho mai cercato di controllare che non le s&#8217;avvicinassero, non conoscevo gelosia , ero puro! Ma a volte sentendo delle battute, mi avvicinavo (con il sorriso, temevo che lei vedesse) e ringhiavo come un pit-bull a bassa voce: &#8220;se ci riprovi a prenderla in giro, prima aspetto che Lei vada a casa, altrimenti mi ferma, ma quando lei non c&#8217;é, tu resti qui con me! e risolviamo&#8230;.&#8221; mai qualcosa è andato oltre a questo, volevo che questo sogno non fosse disturbato da nessuno, si ammesso chiaramente, ma lo volevo vederla sempre con il sorriso, tanto era bella per me!<br />
Così passavo, io le ricordo come ore ed ore (forse era solo una mezzora) aspettando che lei scendesse. Nel frattempo: sulla bici giochi, piroette, tutta via Tigli in bici senza mani, con le braccia allargate alla &#8220;TITANIC&#8221;, mentre aspettavo LEI , mi sentivo in crocera per lidi fantastici &#8230;</p>
<p>Non avevo nessuna paghetta settimanale o cose del genere &#8230; quindi mi arrangiavo .<br />
In un bel giorno di sole, decisi di farle un regalo, pensa, pensa ..: &#8220;ok , sentimento&#8230;.rose!&#8221;, &#8220;giovani&#8221;&#8230; boccioli! amore &#8230; ROSE !<br />
Mi precipito sulla stradina che porta in via Chini, rosari in fiore in ogni casa &#8230;un&#8217;accurata selezione, ed eccolo li! Il bocciolo che fà per me! Rosa con striature arancio ed il bordo dei petali in rosso sul procinto di aprirsi.<br />
Trovato! trovato! &#8230; era quello che volevo, mi guardo intorno, e con calma recido il fiore.<br />
Direzione &#8230; poggiolo della mia Giulietta! &#8230; La chiamo &#8230;. era presto, credo sia uscita dicendomi: &#8220;stai calmo che ho quasi finito i compiti!&#8221; io (come un coniglietto) le dico che non c&#8217;èra problema, però: &#8220;Guarda &#8230; l&#8217;ho raccolto per te !!!&#8221; e lancio il bocciolo a Lei che stava sul balcone &#8230;<br />
Il fiato si arresta&#8230;&#8230;&#8230;.PRESO !!!!!! lo ha preso , un sorriso e rientra per finire i compiti &#8230;</p>
<p>UN DIAMANTE È PER SEMPRE E TE LO PORTI AL DITO&#8230;&#8230;<br />
UN BOCCIUOLO DI ROSA È PER SEMPRE&#8230;.. perchè lo porti nel cuore&#8230;&#8230;..</p>
<p>( anonimaspiazarolade )</p>
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		<title>Trento sud visto dallo studentato</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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Il panorama dalla scala AB dello studentato San Bartolameo Trento
fotografia di Ilina Ivancheva
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://livememories.jurka.net/files/2010/06/sanbartolameo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-859" title="sanbartolameo" src="http://livememories.jurka.net/files/2010/06/sanbartolameo.jpg" alt="" width="540" height="720" /></a></p>
<p>Il panorama dalla scala AB dello studentato San Bartolameo Trento</p>
<p>fotografia di <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=706214882">Ilina Ivancheva</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>la fiera di san Giuseppe e i palloncini colorati</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 10:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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&#8230; non tutti, ma tanti di noi erano fortunati, ed a San Giuseppe non era difficile veder tornare a casa il marmocchio di turno con il suo palloncino colorato legato al polso&#8230; quelli che volano, quelli che fan sognare&#8230; forse l&#8217;unico balocco per mesi e mesi a venire&#8230; era un super trofeo&#8230; anni 70, rione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://1001christianclipart.com/downloads2/baloon-party.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>&#8230; non tutti, ma tanti di noi erano fortunati, ed a San Giuseppe non era difficile veder tornare a casa il marmocchio di turno con il suo palloncino colorato legato al polso&#8230; quelli che volano, quelli che fan sognare&#8230; forse l&#8217;unico balocco per mesi e mesi a venire&#8230; era un super trofeo&#8230; anni 70, rione popolare, e chi poteva permetterselo?&#8230; ma una volta all&#8217;anno, i poggioli delle palafitte, si coloravano di questa gioia, e quà e la, legati alla ringhierina esterna del balcone, il vento soffiava su queste speranze dai mille colori e dalle mille sfumature&#8230; quasi sempre erano poggioli di bambine, che affacciate ognuna al proprio balcone, sembravano dame sfilare, una accanto all&#8217;altra in bellezza e in beltà.</p>
<p>Ma dove ci son dame, ci son anche Principi ed orchi, cavalieri e spade. I nostri cavalieri eran armati di cannette&#8230;. eeee si amici miei, pive di carta a raffica, ed in punta il temibile spillino&#8230;. io abitavo al primo piano, preda sin troppo facile da colpire&#8230; e loro&#8230;. GENTILISSIMI&#8230; come sempre, o ti sposti subito, o centriamo anche te&#8230; e PAF&#8230; il palloncino esplodeva&#8230;. raid terribili, fulminei, sbucando all&#8217;improvviso in drappelli di venti, tutti armati sino ai denti&#8230; finito le pive, con i poggioli più alti?&#8230; c&#8217;eran le fionde&#8230;. stì disgraziadi&#8230;.</p>
<p>(Roberta)</p>
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