
Lidia con suo nipote Daniel
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La mia ultima “mamma di San Bartolomeo” se ne è volata in cielo pure lei.
A San Bartolomeo c’erano signore che ti facevano da “mamma in Prestito”, forse perchè con i figli degli altri è più facile far il genitore con amore responsabile o forse perchè molte di loro cercavano di alleviare la tua vita, in quei momenti che si rapportavano a te. Lidia mi ha istruito alla matematica finanziaria, a fare “Poti- Poti” sul generoso seno della figlia: era un gioco che mi era venuto spontaneo, in braccio a Renata e sul pianerottolo delle scale ho mostrato a Lidia cosa credevo servisse il seno delle donne (che trovavo realmente differente dagli uomini), un seno cosi prosperoso doveva sicuramente usarsi per suonare il clacson!! e con la manina, ingenua, mostravo che palpandolo repentinamente si sentiva ” POTI – POTI “, cosi`tra le risate dei presenti io che non capivo il gioco lo rifeci. Renata ed io ce ne siamo ricordati anche l’ultima volta che ci siamo visti quando avevo 45 anni.
Lidia mi aveva insegnato che se io facevo delle cose buone potevo guadagnare .
Per lei che era al Quinto piano le cose utili erano: portare giù le immondizie o recarsi a prendere qualche cosa ai negozi ai piedi del rione. Un favore valeva “UN SOLDINO”, quella era la nostra valutazione corrente. Soldino che allora tramutavo in biglie di vetri, 5 Lire -tre biglie, “un soldino” (50Lire) 10 biglie !!! WOWWW!!
Il contratto era stipulato sulla parola, tipico di san Bortol !
Un giorno Lidia va in città e mi lascia le immondizie sulla sua porta di casa, tutto ok… per il salario ci saremmo visti quando tornava. Ma sulle scale quel giorno trovai 2 sacchi d’immondizia …
OK ! mi dissi , ero abbastanza forte per portarli giù tutti e due in un solo viaggio, poi a giocare.
A mezzogiorno torno a casa, Lidia era tornata dalla città. Busso alla sua porta per saldare i conti del lavoro mattutino, lei mi apre sorridente, sempre dietro a quei occhialoni e mi chiede di pazientare, doveva prender il portamonete. Mi consegna il salario e ci salutiamo, la porta si chiude alle mie spalle.
Sul pianerottolo apro la manina e trovo un soldino da 50 lire … mi giro e ribusso alla sua porta, (con Lidia non avevo paura di esser sgridato o allontanato in malomodo come poteva succedere alla porta di fronte : casa mia).
La porta si apre e lei mi cheide : “cosa c’è piccolo?”, io apro la manina e timidamente ma con tranquillità spiego il problema : “mah?! scusa Siora Molinari? ma se un sacco fa UN soldino, due sacchi fan DUE soldini ??”. Lei mi guarda e scoppia in una risata, mi abbraccia e mi dice “si tesoro, hai ragione non volevo gabbarti” estrae un’altro soldino e me lo consegna. UN SOLDINO DA 100 LIRE !!!!! Lei aggiunge : “ecco tieni !!!” Ti meriti un soldino GRANDE !… hai fatto bene i conti e sei venuto a chiedere, altri sarebbero andati a dire che sono disonesta”. Io rido e rassicurandola con un’ingenua sicurezza … : “dai Lidia che noi siamo amici lo so ! io non parlerei male di te alle spalle”. Sono andato a casa con un’esperienza che avrei ricordato per sempre !
Di questi giochi, cara Lidia … ne abbian ricordato i momenti, anche l’ultima volta che ci siam visti, quando tu incredula hai guardato giù dal poggiolo, in quel momento solo al secondo piano ed hai esclamato dopo aver sentito la mia voce (a vista non mi hai riconosciuto): “ma sei tu!!! Lucianino mio!!! vieni su tesoro, vieni su !!!”. Ho passato ore inebetito da ciò che provavo , tornato bambino con una delle mie “mamme a turno”. Si perchè ce ne erano altre per me , la mamma del Bicio ( via Tigli) lei piccolina ed anche suo figlio piccolino, mi a dato carezze in viso pure a 35 anni, la Signora Parisi, da cui puntualmente ogni 2 settimane andavo a mangiare ed ero accolto come un fratellino anche dai figli, la signora Furlani, dove andavo a far uno strano gioco, lei aveva una friggitrice collegata ad una pianola io suonavo “Sul Bel Danubio Blu” e suonando si riscaldava l’olio, ed il grido ” boie l’olio” ce lo siamo detto anche quando avevo 30 anni, non ultima Rita Rugino … ma lei merita una nota a parte, una donna della classe proletaria, che mi ha dato delle lezioni di educazione civica, sociale ed educazione sessuale degne di una Laureata con 110 e lode a cui dedicherò sicuramente un racconto.
Ora Lidia ti dico quel CIAO che non sono arrivato a dirti , ma pure tu , l’ultima volta, mi dicevi che prima o poi andavi a ritrovar Mario, bene anch’io prima o poi verrò a trovarvi e ci divertiremo come sempre
CIAO ” MAMMINA LIDIA “un bacio grande come una casa !
