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( ih,ih,ih,ih,ih) Questo video mi ricorda quando a Franco G. gli viene rotto il naso da Stefano L. di San Giuseppe, al campo da ghiaccio.
Il pomeriggio dopo, lui, Franco, che era 20 cm più alto di me, venne e mi disse: “guarda, mi ha rotto il naso a tradimento, mentre stavamo parlando, improvvisamente, mi ha dato un pugno in pieno viso con i guanti rinforzati da moto, ed io… k.o.!”
Dopo averlo ascoltato gli dico: “Ok!!! Vuol dire che stasera tu torni a pattinare… ma stavolta con me!!!”.
Da notare: la mamma di Franco consigliava sempre a suo figlio di non frequentarmi, cosa che spesso non accadeva!
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Così io, Franco ed altri 3 o 4 (in san Giuseppe erano pure in molti ed eravamo in casa loro; qualcuno che ti guarda le spalle faceva comodo) entriamo nel campo da pattinaggio e pian piano la discussione tra i 2 quartieri inizia! Arriviamo ad un accordo: quando chiude il campo ci si vede fuori.
Io ed il feritore Stefano L. siamo fuori, alle mie spalle ho il mio amico per la vita C. … posso star tranquillo, niente vigliaccate!
Si era formato un cerchio, forse con più di 50 spettatori. Nel centro io e Stefano L. passeggiamo in cerchio guardandoci negli occhi e preparandoci allo scontro. Il Turri, il Celva, anche loro “tremendini”, si son prodigati a dar consigli. A me il Turri si avvicina e mi dice con complicità : “occhio! Stefano picchia quasi come me… stai attento!”.
Lo sfidante s’infila i guanti da moto (errore gigantesco scoprir le carte prima di un combattimento!!!). Tra l’incitamento della folla Stefano commette il secondo errore madornale… usa la stessa tecnica spiegatami da Franco. Nel bel mezzo del parlare sferra il pugno diretto al mio naso… una mano, la mia, ferma quel pugno a 5 cm. dal mio naso, il corpo mio era pietra ripiena di adrenalina, le orecchie mi fischiavano. Poi, dopo il bloccaggio, fu una caterva di botte, finchè non avevo più fiato!!! Stefano cade! Ed io mi rivolgo al pubblico e dico ridendo: “Guarda Turri!!!! Ora è il tuo turno!”.
Scherzavo, con Turri ero amico.
OK!!! Missione compiuta, San Bartolomeo ha lavato l’onta con il sangue.”Guerrieri, tutti a casa ora!!!”
Il giorno seguente ci recammo di nuovo a pattinare per suggellare la nostra supremazia.
Mentre mi mettevo i pattini s’avvicina Stefano L. recriminando che gli avevo spostato il naso! Io ho chiuso subito il discorso: “Ricorda che non ho finito il lavoro, se vuoi continuiamo dopo aver pattinato, così te lo rompo del tutto!”.
Ci lasciarono in pace e alla sera ci lasciarono andar via senza avere ultiriori screzi.
Ora i BULLI se la prendono con i più deboli, a San Bartolomeo allora I BULLI DIFENDEVANO I PIÙ DEBOLI.
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